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I segreti dei centenari di Okinawa

L'isola di okinawa 

Dati anagrafici incontestabili dimostrano che, esiste un'area del nostro pianeta dove le persone vivono molto più a lungo del normale; si tratta di un gruppo di isole del Sud del Giappone, costituenti l'odierna prefettura nipponica di Okinawa, un tempo antico regno indipendente di Ryukyu.

 Okinawa, è un luogo con etnia e caratteristiche culturali del tutto diverse rispetto a quelle presenti nel Giappone. Le notizie sulla spiccata longevità dei suoi abitanti sono antichissime e nascono insieme alla storia di questi luoghi. Che i giapponesi siano fra le popolazioni che godono della più alta aspettativa di vita media al mondo e di una spiccata longevità è noto da tempo. Mentre in Giappone si contano circa 11 centenari ogni 100.000 abitanti, in alcune aree del suo territorio la presenza di ultracentenari assume proporzioni assolutamente straordinarie; nella prefettura di Okinawa, si contano 32 centenari ogni 100.000 abitanti, e in alcune delle sue piccole isole questo numero sale ancora, come nel caso di Amami, dove il rapporto è di 57 centenari ogni 100.000 abitanti.

Inoltre, la durata della vita media degli abitanti di Okinawa è di 81,2 anni, la più alta del mondo. In particolare le donne vivono in media più di 85 anni, contro gli 83 del Giappone e i 79 degli USA. Gli anziani di Okinawa mostrano poi il più basso tasso di mortalità per un gran numero di patologie croniche legate all'invecchiamento. Quindi in questa regione non solo la gente ha la maggior aspettativa di vita del mondo, ma anche la maggiore aspettativa di affrontare un invecchiamento senza malattie. In particolare i centenari sono caratterizzati da un invecchiamento privo di patologie croniche quali il cancro, malattie cardiovascolari, osteoporosi, diabete e disturbi neurovegetativi come l'Alzheimer.

 

I MOTIVI DI TALE LONGEVITA' E SALUTE

Genetica, un'alimentazione salutare ed uno stile di vita attivo sembrano essere le chiavi di questo prodigio della natura. 

Molti scienziati stanno cercando di capire i segreti della longevità studiando i geni dei centenari ed osservando lo stile di vita degli anziani di Okinawa. La prima cosa che salta agli occhi, infatti, è lo stato di straordinaria salute e il loro aspetto estremamente giovanile. Da un punto di vista statistico gli abitanti di Okinawa hanno superato di molto le aspettative di vita media delle altre popolazioni mondiali (incluso il Giappone), con un'impressionante riduzione delle cause di morte legate a patologie cardiovascolari e cancro, compreso il cancro allo stomaco, particolarmente diffuso nel resto del Giappone.

I primi studi genetici hanno rilevato che i centenari di Okinawa mostravano un profilo genetico dell'HLA, l'antigene leucocitario umano, associato a un basso rischio di incorrere in patologie infiammatorie e malattie autoimmuni. Benchè il patrimonio genetico degli abitanti di Okinawa sia sicuramente un elemento legato alla loro longevità, da solo non basterebbe a spiegare il fenomeno. Varie indagini hanno dimostrato come parenti dei centenari emigrati in Brasile durante la seconda guerra mondiale, o in altri paesi dove non avevano potuto mantenere le loro abitudini alimentari e di stile di vita, hanno completamente perduto le caratteristiche di salute e longevità. E come, al contrario, gli emigranti spostatisi alle Hawaii, isole molto simili a quelle giapponesi dove avevano mantenuto uno stile di vita analogo a quello vissuto in patria, risultavano longevi e salubri come i loro consanguinei rimasti ad Okinawa.

Un parametro impressionante è la ridotta incidenza di tumori ormono-dipendenti, come per esempio un 80% in meno di casi di tumore al seno rispetto agli Stati Uniti. Anche i livelli di altri ormoni tipicamente collegati al declino funzionale durante l'invecchiamento quali il testosterone, il DHEA e il GH, tra gli anziani di Okinawa restano particolarmente alti.

Un altro aspetto estremamente interessante riguarda i dati relativi all'incidenza di malattie neurodegenerative, con un numero talmete basso di casi di Alzheimer, da poter sostenere che a Okinawa il cervello praticamente non invecchia.

Dal punto di vista nutrizionale gli abitanti di Okinawa in media mangiano molto più pesce e molluschi di quanto non si faccia nel resto del Giappone, e cioè una media intorno ai 100 grammi al giorno. Se paragoniamo questi dati con la dieta di un italiano medio la differenza diventa abissale. L'altro rilievo fondamentale riguarda la qualità dei carboidrati assunti; molti cereali a basso indice glicemico, cioè con la caratteristica di indurre una modesta risposta insulinemica, quali riso integrale e soprattutto imo, una speciale patata dolce tipica dell'isola. Tantissima soia, fonte di fitoestrogeni. E una grande varietà di frutta e verdure, alcune assolutamente uniche come la goya, chiamata anche "melone amaro", e la hecima, la "spugna vegetale".

Gli abitanti di Okinawa inoltre sono consumatori accaniti di una grande quantità di spezie e verdure ricche di polifenoli. Caratteristica tipica di questi luoghi è il ricorso ad una spezia di ordinario consumo anche in India, la curcuma, il pigmento giallo del curry; esiste una forte correlazione fra la dieta e l'incidenza di malattie croniche, un recente studio ha individuato nella curcumina un potente rimedio contro la morte neuronale e l'invecchiamento cerebrale. La curcumina è un polifenolo estratto dal tumerico, e usato da millenni come spezia e rimedio tradizionale in India. Poichè vi si fa ampio uso di curry e la curcumina è quotidianamente usata nella dieta come spezia predominante, sia l'Alzheimer sia il Parkinson hanno in India un incidenza bassissima rispetto ad altre parti del mondo (circa 7 volte in meno che negli USA). Studi dimostrano che nella popolazione asiatica i consumatori di curry mantengono in vecchiaia buone funzioni mnemoniche e cognitive e si ammalano meno di Alzheimer rispetto a coloro la cui dieta ne è priva.

Anche dal punto di vista motorio gli abitanti di Okinawa sono diversi rispetto a tutte le popolazioni del mondo; mantengono uno stile di vita attivo per tutta la vita eseguendo mediamente un numero di passi giornaliero molto superiore rispetto a gran parte del resto del "mondo occidentalizzato".  

 

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Posted 11-11-2007 10:14 by AlbertoFatticcioni

Comments

AlbertoFatticcioni wrote re: I segreti dei centenari di Okinawa
on 10-18-2008 11:01

La sindrome metabolica è arrivata anche ad Okinawa. L'introduzione di una dieta di tipo occidentale, stà facendo pagare le sue conseguenze anche agli abitanti dell'isola più longeva del mondo. A causa dei molti fast-food e ristoranti che negli ultimi anni sono aperti nei pressi delle basi americane (dove si servono piatti basati su carboidrati ad alto indice glicemico, carni grasse, grassi saturi e fritture), sta riducendo le durata e la qualità della vita dei giapponesi che vi si adeguano... nonostante abbiano il DNA del centenario.

Leggere per credere

sciencelinks.jp/.../000020062106A0740398.php

Antonio wrote re: I segreti dei centenari di Okinawa
on 05-03-2009 14:08

Il segreto dei centenari di Okinawa è la più potente acqua alcalina del mondo.

Proprio in questa isola c'è la più grande fabbrica di ionizzatori d'acqua.

Le cellule possono nutrirsi solo l'acqua ionizzata.....ma non tuttele acque ionizzate!!

La migliore è proprio quella di questa isola.

AlbertoFatticcioni wrote re: I segreti dei centenari di Okinawa
on 05-04-2009 7:34

Caro Antonio,

anche sulla base delle ultime evidenze scientifiche, l'acqua alcalinizzante può essere uno dei fattori ambientali che ha innescato la "miccia genetica" della longevità, ma su Okinawa si viveva una lunga vita già molto prima che esistessero le fabbriche di ionizzatori d'acqua.

Dubito che questa tua ipotesi "commerciale" sia la chiave del successo.

lorenzo wrote re: I segreti dei centenari di Okinawa
on 06-25-2009 11:58

Vi siete dimenticati il tè verde!?

AlbertoFatticcioni wrote re: I segreti dei centenari di Okinawa
on 06-26-2009 12:55

Caro Lorenzo, ottima osservazione. Anche in relazione alle ultime evidenze scientifiche, senz'altro anche la consumazione di te verde può aver aiutato molto nel mix delle abitudini alimentari pro-longevità.

Grazie per l'intervento

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