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Il Blog del Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Firenze

  • La memoria motoria

    Si comincia con l'aiuto di due rotelle, poi di una sola, infine in perfetto equilibrio su due ruote. Si dice che andare in bici, come sugli sci, una volta imparato, non si scorda mai, questo in realtà vale per tutti i movimenti. Questa osservazione empirica è stata confermata da uno studio di neurobiologia, condotto dall'Istituto Max Planck di Martinsried, in Germania, e dall'University College di Londra e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature. I ricercatori hanno dimostrato che l'esercizio di equilibrio e di coordinamento, o la percezione visiva, che a livello cerebrale sono possibili grazie alle sinapsi fra neuroni (il collegamento e lo scambio di informazioni fra cellule nervose), anche se vengono interrotti da elementi esterni, non devono essere appresi di nuovo.

     

    IL CERVELLO NON RESETTA

    Il cervello non dimentica. Anche se è un organo che si adatta alle circostanze, cambiando alcuni «connotati», lo fa fino a un certo punto. Questa capacità si chiama «plasticità strutturale» ed è caratterizzata da cambiamenti nella struttura delle sinapsi, dei neuroni e della rete di comunicazione fra questi. La nuova ricerca dimostra, però, che c'è una considerevole differenza tra il numero di nuovi collegamenti fra le cellule, a seconda che un'informazione che arriva al cervello sia nuova o ripresa per la seconda volta. Gli scienziati hanno osservato alcuni topi, i cui cervelli sono stati attentamente monitorati. In una prima fase è stato loro impedito di vedere da un occhio. I neuroni della corteccia visiva cominciavano subito a stabilire nuove connessioni e cinque giorni dopo le cellule erano già in grado di processare le informazioni da un occhio solo. Tuttavia, recuperando la visione bioculare, i neuroni dei roditori riprendevano l'antica funzione a 360 gradi.

     

    L'ALLENAMENTO A CONDIZONI DIFFICLI

     «Quello che ci ha sorpreso di più, monitorando il cervello attraverso strumenti di imaging», ha precisato Mark Hübener, capo del team che ha condotto la ricerca, «è stato capire che la maggior parte delle appendici sviluppate con un solo occhio a disposizione, rimanevano tali, anche se la visione tornava completa. Ciò significa che il cervello dimentica ciò che ha appreso, ma è pronto a riprendere tutte le informazioni e le connessioni dimenticate, una volta che si ristabiliscono le stesse condizioni esterne. Inoltre, con l'andare del tempo acquisisce velocità nell'adattarsi a una o all'altra situazione». In pratica, nell'attesa che un'esperienza, anche traumatica, come perdere l'equilibrio in bici o sugli sci su una pista nera, avvenga una seconda volta, il cervello preferisce «conservare» le appendici create, per «i giorni bui».

     

    ENGRAMMI

    L'apprendimento di una nuova abilità motoria richiede, all'inizio, una concentrazione intensa. Il livello di concentrazione diminuisce man mano che il movimento diventa familiare. Infine quando il movimento sarà perfettamente acquisito, potrà essere ricordato facilmente, tutt'al più con uno sforzo cosciente minimo. Come si raggiunge questo livello? Si ritiene che gli schemi motori specifici, una volta acquisiti, siano immagazzinati nell'encefalo per poter essere riproposti al momento opportuno. Questi schemi motori memorizzati sono definiti engrammi e costituiscono la memoria motoria.

     

    IL MIO PENSIERO 

    Questo ancora una volta ci fa comprendere come sia importante stimolare la motricità umana a 360 gradi, questo vale per tutti, ma in particolar modo per i bambini. Viviamo in una società sempre più sedentaria dove il movimento viene osteggiato anzichè incoraggiato, ho ancora in mente la maestra che mi diceva:

    • "Alberto stai fermo a quel banco, non ti muovere su quella sedia, non ti alzare"

    Oppure le parole di molti genitori al parco che dicono ai loro figli

    • "Non ti muovere troppo altrimenti sudi"

    Il muoversi ed il sudare nel ventunesimo secolo sono diventati dei tabù e sono considerati comportamenti socialmente inaccettabili propri solo di società selvaggie...ma  le esperienze di movimento sono fondamentali per tutti, ed in particolar modo per una crescita sana dei bambini.

    Se volete bene ai vostri figli fateli muovere...

     

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  • L'attività fisica è il miglior farmaco per prevenire e curare il diabete di tipo 2

     

    Un sano stile di vita, basato su attività fisica regolare e alimentazione corretta, è in grado di prevenire o ritardare l'insorgenza del diabete di tipo 2 ed è un mezzo terapeutico efficace al pari della terapia farmacologica». Un'affermazione all'apparenza molto semplice, scontata. Invece è la conclusione di anni e anni di ricerca sui meccanismi e lo sviluppo di una malattia che ormai non ha più frontiere, che ha conquistato anche i Paesi del Terzo Mondo. Alcune delle maggiori multinazionali del farmaco stanno continuando a investire miliardi di dollari per trovare una soluzione. Il risultato sono un armamentario di molecole davvero notevole ed efficace, se ben utilizzato. Ma la chiave della prevenzione e del controllo del diabete di tipo 2 (quello legato ad un consumo eccessivo di carboidrati, al sovrappeso e all'obesità, a differenza del tipo 1, o giovanile) è l'attività fisica. Le regole per avvantaggiarsi di questa opportunità a costo zero sono state raccolte in un pieghevole che è uno degli strumenti della campagna «Dawn» (Diabetes Attitudes Wishes & Needs), patrocinato da ministero del Welfare, Federazione internazionale contro il diabete e associazione diabete Italia. Ogni punto trova solide radici nell'evidenza scientifica. Tra le informazioni da non dimenticare, quella sul dosaggio più efficace. Vengono prescritti 60 minuti di attività al giorno, che possono essere suddivisi in tante frazioni. Ad esempio, una camminata a passo veloce la mattina, salire le scale tutte le volte che è possibile, ginnastica a casa. Per prevenire o curare il diabete non c'è bisogno di andare per forza in palestra.

    IL DECALOGO

    Ecco il decalogo della Federazione Italiana contro il diabete, preparato per la giornata mondiale contro il diabete del 14 novembre 2008.

    1. Una regolare attività fisica è necessaria per ottenere un buono stato di salute psico-fisica e migliorare la qualità della vita.
    2. La sedentarietà e una cattiva alimentazione predispongono l'insorgenza delle moderne malattie croniche: obesità e diabete di tipo 2.
    3. La crescita vertiginosa di obesità e diabete nell'adulto e nel bambino devono essere contrastate in prima istanza, con la modifica degli stili di vita: alimentazione e attività fisica.
    4. Un sano stile di vita - attività fisica regolare e alimentazione corretta - è in grado di prevenire o ritardare l'insorgenza del diabete di tipo 2 ed è un mezzo terapeutico efficace al pari della terapia farmacologica. Nelle persone con diabete 1 contribuisce, unitamente alla terapia farmacologica, a un consapevole miglioramento nella gestione del controllo metabolico, del benessere psico fisico e dell'autostima.
    5. Un sano stile di vita prevede almeno 30 minuti al giorno di attività fisica di intensità lieve-moderarata.
    6. Per ottenere maggiori benefici è necessario un impegno complessivo di 60 minuti in attività fisica ad intensità moderata-intensa nell'arco della giornata.
    7. Per intraprendere un programma di esercizio sicuro ed efficace sono fondamentali una valutazione preliminare da parte del medico, la prescrizione e la supervisione dell'esercizio da parte dell'esperto in attività motoria.
    8. Qualora non sussistano controindicazioni è auspicabile integrare nell'esercizio aerobico (cammino, bicicletta, nuoto) l'esercizio di forza (esercizi con i pesi) unitamente a esercizi per la flessibilità (ginnastica a corpo libero).
    9. L'intregrazione tra l'attività fisica nel tempo libero e l'esercizio fisico supervisionato e controllato è la condizione ideale per ottenere i massimi benefici.
    10. Per trasformare questi principi in azioni è necessaria l'interazione dei principali attori coinvolti nel processo: istituzioni, medici, esperti dell'esercizio, associazioni di persone con diabete ed educatori.

     

    IL MIO PENSIERO

    Il diabete stà diventando una moderna piaga sanitaria per alcuni semplici motivi, sarebbe sufficiente leggere la storia dell'evoluzione umana per comprendere:

    • l'uomo per sua natura funziona bene in tutto e per tutto solo se si "muove"; la sedentarietà non può altro che portare a patologie da "sedentarietà"...ed il diabete è una di queste
    • l'uomo per sua natura deve nutrirsi di alimenti il più naturale possibili (non a caso la frutta, la verdura, i legumi ed i cereali integrali che sono tutte fonti di carboidrati a basso indice glicemico consigliate per i diabetici, subiscono pochi se non nessun processo di elaborazione industriale)
    • la dieta contemporanea è troppo ricca di carboidrati raffinati (pane, dolci, crakers, pasta, riso brillato etc...), troppo povera di alimenti ricchi di fibre (verdure, cereali integrali ed alcuni frutti) e troppo povera di fonti proteiche magre

     

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  • Gli italiani sono sempre più sedentari

    Meno movimento più grasso!

    In Italia ci sono sempre più "punti offerta sportiva" che tabaccai e bar...ma nonostante l'aumento dell'"offerta sportiva" aumenta anche il numero della popolazione sedentaria, quella che non fa alcuna attività fisica; la Campania è risultata dall'ultimo studio la Regione più sedentaria d'Italia, ed infatti, non a caso, da un'indagine passata era risultata anche la più obesa.

    Questa è la "fotografia" del primo Rapporto Censis, "Sport & società", presentato oggi nel Salone d'onore del Coni. Il dato del 41% di sedentari è riferito all'anno 2006, ultimo anno disponibile: dimostra come 2 italiani su 5 non svolgano alcuna attività fisica o sportiva.


    L'incremento della sedentarietà desta allarme e preoccupazione ed è necessario analizzarlo nei suoi diversi aspetti e nelle sue differenti manifestazioni. L'analisi evidenzia una maggiore propensione maschile verso la pratica sportiva, però la distanza tra maschi e femmine pare diminuire con il tempo: si registra infatti un incremento della quota di uomini inattivi (36,2% nel 2006, il 33% nel 2000, il 30,9% nel 1995), mentre restano sostanzialmente stazionari i livelli di sedentarietà registrati tra le donne (45,5% nel 2006; 43,5% nel 2000 e 44,2% nel 1995). Non solo: a partire dai 25 anni il livello di diffusione della pratica fisico-sportiva cala e questo è un altro dato poco felice.   

    Ma sono gravi soprattutto le carenze nello sport scolastico, i bambini ed i ragazzi italiani non ricevono un'educazione allo sport ed al movimento,  la scuola di oggi può essere senz'altro considerata la fabbrica della sedentarietà di domani; è facile comprendere che se non si inseriscono delle efficienti politiche di avviamento allo sport nel periodo scolastico il numero dei sedentari e di conseguenza anche quello degli obesi è destinato ad aumentare.

     Non fermatevi... continuate a muovervi... il vostro corpo e la vostra mente vi ringrazieranno!

     

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  • Il risveglio del guerriero

    Il risveglio del guerriero

     

    Vorrei ringraziare il mio caro amico Riccardo Garaffi, fotografo professionista (riccardogaraffi@hotmail.it), per avermi scattato questa bellissima fotografia dal titolo "Il risveglio del guerriero".

    La foto risale a luglio 2008. Con questo scatto, Riccardo ha ottenuto un ottimo piazzamento in un concorso fotografico.

    A lui vanno i miei più sinceri complimenti... anche perchè la foto mi serve per dimostrare nella "prospettiva" migliore possibile che i pensieri espressi sul blog quotidianamente vengono messi in pratica.

     

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  • La fame proteica dei nostri antenati

    Un coltello in pietra dei nostri antenati 

    La mia passione verso l'evoluzione delle specie mi porta spesso a leggere testi che in pochi prenderebbero in mano; questa mia passione deriva dalla mia convinzione dell'ipotesi che, per comprendere meglio chi siamo Noi oggi è fondamentale sapere che cosa eravamo nel nostro passato.

    Ultimamente stò leggendo un bellissimo libro che si intitola "ARMI ACCIAIO E MALATTIE, Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni" scritto da Jared Diamond dal quale sono tratti i riferimenti ed i pensieri che esporrò qui sotto.

    Ciò che mi ha impressionato di più in queste prime pagine del libro è la "voracità" della nostra specie. L'avidità di cibo umana ha comportato in un passato non troppo lontano la distruzione e l'estinzione di intere specie animali, che prima dell'arrivo dell'uomo vivevano indisturbate.

    In Australia ed in Nuova Guinea sono state trovate prove della presenza umana risalenti a 35.000 anni fa, e fu in questo continente che l'uomo diede prova per la prima volta della sua capacità di "sterminio di massa". Fino a quel periodo, a giudicare dal tipo di prede di cui si sono trovate le ossa, l'Homo Sapiens, che si era evoluto e viveva solo in Africa,  era un cacciatore non particolarmente abile, che si limitava a nutrirsi di animali di piccole dimensioni e non pericolosi. In Australia, oggi il mammifero più grosso è un tipo di canguro che pesa una cinquantina di chili, ma non è sempre stato così. "Un tempo quelle terre erano abitate da canguri giganti, marsupiali grandi come rinoceronti detti diprodonti, marsupiali carnivori simili a leopardi, uccelli simili a struzzi pesanti 200 chili, e rettili impressionanti, tra cui lucertole di una tonnellata, pitoni gicanteschi e coccodrilli terrestri." La cosiddetta megafauna australiana scomparve totalmente ed in breve tempo dopo l'arrivo dell'uomo.

    Uno sterminio di massa del genere avvenne anche in Eurasia; gli uomini che intorno a 20.000 anni fa si spingevano verso la Siberia estinsero progressivamente il mammut ed il rinoceronte lanoso. Ma in Europa ed in Asia una volta si trovavano elefanti, rinoceronti, tigri asiatiche, alci, orsi europei e leoni, il tutto scomparso prima di 2.000 anni fa ad opera dell'uomo. 

    Isola che colonizzava sterminio che l'uomo compiva: il dodo di Mauritius, il moa della Nuova Zelanda, i lemuri giganti del Madagascar e le grosse oche non volatrici delle Hawaii. 

    L'America si pensa che sia stata colonizzata dall'uomo per la prima volta tra  14.000 e 30.000 anni fa: "15.000 anni fa le grandi praterie del West rassomigliavano da vicino al Serengeti, con elefanti, cavalli, leoni e ghepardi a fare compagnia a specie esotiche come cammelli e bradipi giganti." Anche in questo caso tutte le specie si estinsero in un periodo compreso fra 17.000 e 12.000 anni fa. Le bande di cacciatori/raccoglitori che dal Nord America si spostavano verso il Sud America, estinsero anche mammut e la capra di montagna di Harrington.

    Via via che l'uomo colonizzava il mondo, si trovava davanti animali che non lo conoscevano, e per questo direttamente (attraverso la caccia per il cibo) e/o indirettamente (come risultato di modifiche ambientali causate dall'uomo: pensiamo agli incendi) li sterminò tutti. I grandi mammiferi africani invece, sopravvivono tutt'oggi perchè vissero a lungo tempo a contatto con i nostri antenati, e impararono gradualmente a temerli, man mano che la loro abilità di cacciatori migliorava.

    La sfortuna di tutti gli animali che non conoscevano la specie più vorace che sia mai esistita, l'Uomo, fu quella di confrontarsi, senza alcuna preparazione "evolutiva" con un'orda di umani sempre più abili nella caccia.

     

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  • Il metabolismo degli sportivi è più attivo anche a riposo

    I muscoli di chi fa sport continuano a 'lavorare' anche una volta terminato l'allenamento, bruciando calorie anche a riposo.

    La scoperta e' di ricercatori americani della Yale University, ed e' pubblicata su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas). Gli sport di resistenza come la corsa, aumentano il numero di mitocondri, i 'motori' della cellula che convertono gli zuccheri e i grassi in adenosintrifosfato (ATP), che da' energia ai muscoli. I ricercatori hanno scoperto che a parita' di numero di mitocondri, quelli presenti nei muscoli di chi corre, a riposo - quindi lontano dall'allenamento - bruciano il 54% in piu' di calorie; calorie che verrebbero trasformate in calore.

    Per i ricercatori questo meccanismo spiegherebbe l'utilita' dell'esercizio fisico nell'aumentare il metabolismo a riposo e nel proteggere dal diabete di tipo due.

     

  • Il fico, il frutto degli sportivi

    I fichi di casa mia

    Vorrei spendere due parole in favore di uno dei frutti più sottovalutati dalla nutrizione e dall'agricoltura moderna: il succulento fico.

    In ogni sua versione (fresco e secco), il fico, è un potente condensato di nutrienti e di sapori. Molti per ignoranza sostengono che i fichi "facciano ingrassare", ma il fico fresco (47 Kcal) come apporto calorico non è altro che un normale frutto come la mela (45 Kcal)...ma rispetto alla mela ed a molti altri frutti è molto più ricco di sali minerali.

    Composizione nutrizionale del Fico fresco (valori medi su 100 grammi di prodotto fresco) 

    • Calorie 47
    • Acqua 81,9 g
    • Proteine 0,9 g
    • Grassi 0,2 g
    • Carboidrati 10,5 g
    • Fibra 1,6 g
    • Vitamina B1 o Tiamina 0,03 mg
    • Vitamina B2 o Riboflavina 0,04 mg
    • Vitamina B3 o Niacina 0,4 mg
    • Vitamina C 7 mg
    • Vitamina A 15 mcg
    • Ferro 0,5 mg
    • Calcio 43 mg
    • Fosforo 25 mg
    • Sodio 2 mg
    • Potassio 270 mg

    C'è da ricordare inoltre che il fico ha un indice glicemico medio basso (IG 35) e questo lo rende perfetto anche per le diete dimagranti

    Fra il fico e l'uomo c'è un legame molto antico, alcuni ricercatori coordinati da Ofer Bar-Yosef dell'Università di Harvard, Mordechai E. Kislev e Anat Hartmann della Bar-Ilan University in Israele, hanno ipotizzato che l'agricoltura sarebbe nata 11.400 anni fa (9.400 a.C.) attraverso la domesticazione del fico; ed il motivo è semplice, per il fico è sufficiente interrare un pezzo di ramo e facilmente questo emette radici trasformandosi in un nuovo albero...questo metodo si chiama "talea" e con mio padre da una pianta di fico ne abbiamo fatte 10...provate!

    Con la vite, l'olio ed il melograno, il fico è sempre presente nei giardini mediterranei; sopporta la vicinanza di altri alberi e permette che al suo piede siano condotte anche colture da orto. Il fico è inoltre un frutto amato dalla letteratura greca; Platone lo ritiene il frutto ideale per i filosofi e Ovidio racconterà nella Metamorfosi  la storia di Filemone e Baucide, i due vecchietti che a Giove e Mercurio, che si presentano in incognito chiedendo ospitalità offrono

    • "noci, fichi secchi, grinzosi datteri, / prugne, mele fragranti in ampi canestri, / uva raccolta  da tralci purpurei. / In mezzo un candido favo. Su tutto questo / facce buone, uno zelo operoso e ricco.

    Anche i romani erano grossi estimatori dei fichi, e ne apprezzavano soprattutto il valore alimentare; ne coltivavano diverse varietà e di questo dovevano compiacersi come segno di progresso visto che, afferma Plinio "anche a considerare solo quest'aspetto la vita umana appare trasformata".

    Ma il vero alleato dello sportivo è il fico secco, soprattutto per le sue qualità energetiche e minerali.

    Composizione nutrizionale del Fico secco (valori medi su 100 grammi di prodotto) 

    • Calorie 305
    • Acqua 19,4 g
    • Proteine 3,5 g
    • Grassi 2,7 g
    • Carboidrati 66,6 g
    • Fibra 18,5 g
    • Vitamina B1 o Tiamina 0,14 mg
    • Vitamina B2 o Riboflavina 0,10 mg
    • Vitamina B3 o Niacina 0,6 mg
    • Vitamina A 8 mcg
    • Ferro 3 mg
    • Calcio 186 mg
    • Fosforo 111 mg
    • Sodio 87 mg
    • Potassio 1010 mg

    Il fico secco è in assoluto il cibo di facile reperibilità più ricco di potassio, ciò lo rende particolarmente adatto per lo sport (è un "Polase" naturale) questo lo rende anche un alimento basicizzante . Inoltre, avendo un indice glicemico medio basso (IG 40) ed essendo un cibo molto energetico (66,6 g di carboidrati ogni 100 g di prodotto) è perfetto come alimento da consumarsi prima della prestazione fisica.

    Già al tempo dei romani si era compreso che il fico secco era un alimento perfetto per gli sforzi fisici; Catone indica i fichi secchi come eccellente companatico, che permettevano di diminuire da 5 a 4 libbre la razione di pane da somministrare agli schiavi che lavoravano alla vigna.

    Inoltre per chi ha problemi di stitichezza consiglio di mangiare fichi. La trama colloidale zuccherina che li compone e i suoi mille semi, protetti da una spessa cuticola, favoriscono la peristalsi intestinale e sono quindi raccomandati come lassativo.

     Negli ultimi vent'anni, il consumo di fichi, sia freschi che secchi, è notevolmente diminuito. Ciò è dovuto senz'altro al fatto che l'agricoltura moderna non è riuscita ad inserire i fichi nei suoi processi industriali; questa forse è anche la fortuna del fico, pianta che va a braccetto con l'uomo ma che non vuol farsi sottomettere. Perchè il fico è un "frutto selvaggio", che vive bene anche senza l'uomo, ed ovunque guardiamo, in giro per la campagna mediterranea possiamo trovarlo. Quanti di voi non hanno mai visto spuntare un fico alla base o nelle fessure dei muri? Quanti di voi non hanno mai visto un fico in terreni assolati e poco fertili?

    C'è chi sostiene che il fico sia una pianta sacra... io non mi addentro in siffate disquisizioni ma senz'altro i suoi frutti sono un prodigio della natura. Il fico è un cibo ricco, ma allo stesso tempo anche semplice, naturale e di facile digestione. Per il sapore così dolce e l'aroma delicato, il fico fresco, almeno per me, è il re di tutti i frutti.

     

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      • Quanto siete acidi?

        Frutta e verdura per combattere l'acidità metabolica 

        Riporto qui sotto un semplice test che ho trovato nel libro "La dieta ph" di Valeria Mangani e Adolfo Panfili.

        Il test può aiutare a capire se abbiamo una tendenza organica all'acidificazione

        1. Bevete più di cinque caffe al giorno SI - NO
        2. Consumate più di 50 grammi al giorno di zucchero bianco, raffinato SI - NO
        3. Consumate poco o non consumate affatto legumi  SI - NO
        4. Mangiate tutti i giorni o più volte al giorno la carne, soprattutto maiale o interiora SI - NO
        5. Mangiate più di due volte al giorno, durante i pasti principali, i cereali SI - NO
        6. Fumate un pacchetto di sigarette al giorno SI - NO
        7. Siete stressati, nervosi, affaticati SI - NO
        8. Sentite freddo intenso, siete freddolosi SI - NO
        9. A 25 anni siete stati esili o longilinei SI - NO
        10. I vostri occhi sono di color grigio, blu verde, blu chiaro SI - NO
        11. Siete stanchi ed irritabili SI - NO
        12. Trasalite, vi spaventate facilmente SI - NO
        13. Non sopportate il dolore SI - NO
        14. Lo stato dei vostri denti non è ottimo (carie, ipersensibilità, parodontopatia) SI - NO
        15. I vostri capelli sono deboli e cadono facilmente SI - NO
        16. Le vostre unghie si rompono facilmente o si sdoppiano, si sfogliano SI - NO
        17. Avete le mani fredde e umide SI - NO
        18. Sopportate con difficoltà l'effetto di alimenti acidi SI - NO
        19. Soffrite di calcoli biliari o renali SI - NO
        20. Avete dolori muscolari alla nuca o nella parte alta della schiena SI - NO
        21. Soffrite di crampi muscolari SI - NO
        22. Soffrite di iperacidità di stomaco SI - NO
        23. Soffrite di reumatismi (gotta, periartrite) SI - NO
        24. Avete il diabete SI - NO
        25. Avete la leucemia, il cancro SI - NO
        26. Soffrite di eczema SI - NO
        27. Soffrite di decalcificazione SI - NO
        28. Al di fuori dell'urina del mattino generalmente la vostra urina è costantemente acida:pH almeno 6,5 SI - NO
        29. Al di fuori dell'urina del mattino generalmente la vostra urina è acida: pH al di sotto di 6,5 SI - NO  

        Come ogni test di questo tipo deve essere preso con "leggerezza", ma se prevalgono i SI devono senz'altro essere prese delle contromisure per contrastare la tendenza all'acidificazione. Gli autori del libro sulla base dei risultati suggeriscono:

        Se i SI sono stati inferiori a 6:

        • tendenza debole all'acidificazione, state seguendo una linea di vita sana, continuate così

        Se i SI sono stati tra i 6 ed i 12:

        • tendenza media all'acidificazione, siete nel giusto mezzo, attenti a non eccedere in futuro

        Se i SI sono stati oltre 12:

        • siete acidi, zona pericolosa, cambiate i vostri stili di vita prima che sia troppo tardi

         

        Per contrastare l'acidificazione e per comprendere perchè è importante non vivere in un "ambiente acido" vi consiglio di leggere l'articolo sui cibi alcalinizzanti ed acidificanti!

         

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      • La nostra percezione è in ritardo rispetto alla realtà

         

        La lettura delle traiettorie è una delle caratteristiche nueronali più complesse nello sport, ed ultimamente stanno uscendo interessanti ricerche. 

        Un'illusione universale che riguarda la percezione degli oggetti in movimento fa sì che nel tennis sia più facile commettere errori quando una palla viene chiamata "fuori" di quando è chiamata "dentro": lo dimostra una ricerca condotta da ricercatori dell'Università della California a Davis pubblicata sull'ultimo numero di "Current Biology".

        Il sistema visivo si trova di fronte a una enorme sfida quando deve cercare di codificare la localizzazione di un oggetto in modo che possiamo percepirlo", spiega David Whitney, che ha diretto la ricerca. "Ogni volta che muoviamo gli occhi l'immagine sulla retina si muove anch'essa. Anche se la nostra tazza di caffè è in realtà ferma sul tavolo, noi muoviamo occhi e testa mentre la prendiamo, e quindi l'immagine sulla retina si sposta. Questo è un problema in quanto il sistema visivo è pigro, richiede un centinaio di millisecondi o più per diventare consapevole dell'immagine che colpisce la retina. Così, quando percepiamo un oggetto come la tazzina di caffè in un posto, avrà già cambiato posizione mentre ci muoviamo verso di essa. La nostra percezione è in ritardo rispetto alla realtà. Il sistema visivo ha meccanismi che consentono di mitigare questo problema, ma i meccanismi non sono perfetti e a volte danno luogo a illusioni visive, come l'errata percezione della posizione della palla da tennis che abbiamo scoperto."

        Questo tipo di illusioni era già stato documentato, ma quasi mai in situazioni non strettamente sperimentali. Gli oggetti in movimento, per esempio, vengono percepiti come spostati in direzione del loro moto, sicché appaiono più in là sul loro cammino di quanto non siano effettivamente. Whitney ha pensato di studiare questo effetto applicato al tennis e ha studiato e analizzato le registrazioni relative a 4000 punti realizzati durante le partite di un torneo di Wimbledon, scoprendo che vi erano state 83 "chiamate" della palla errate, ben 70 delle quali del tipo previsto.

        Al di fuori della conferma in una situazione naturale dell'effetto, Whitney ha osservato che forse nei tornei professionistici sarebbe opportuno prevedere che le palle chiamate dentro o fuori vengano subito analizzate con un replay immediato della registrazione dell'evento.

        Tutto questo ci permette di comprendere che è naturale un certo margine di errore nelle valutazioni arbitrali; l'importante è senz'altro avere l'occhio allenato in modo da ridurre al minimo questo errore.

         

        Lo spunto e parti di questo articolo sono tratti dal sito "Le Scienze"

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      • Il Fast Infarto non conosce crisi

         

        Una dieta ricca di junk food, il cibo spazzatura tipico dei fast food (fritti, snack salati, dolci, carni grasse) nuoce alla salute. Questo tutti lo sanno ma finalmente una ricerca ha quantificato i danni provocati da queste abitudini alimentari. 

        Uno studio condotto in 52 paesi, su 16000 persone, dalla McMaster University (Canada), ha fornito cifre sui possibili danni che certe abitudini alimentari possono comportare. I rischi sono soprattutto di tipo cardiovascolare, i ricercatori hanno infatti osservato che chi abusa di hamburger, patatine fritte e altri fuoripasto simili, ha un rischio di contrarre un infarto superiore del 35% rispetto a chi segue una dieta più sana.

        Ma la McDonald's Corporation non conosce crisi. Nonostante la crisi economica e le ultime evidenze scientifiche i ricavi e utili dell'azienda americana sono cresciuti; nell'ultimo trimestre la più grossa azienda di Fast Food al mondo ha segnato una crescita dell'utile netto, da 1,07 a 1,19 miliardi di dollari, sulla spinta dell'incremento delle vendite, a loro volta salite del 7,1% nei locali degli stati uniti e all'estero.

        Visto la crisi economica ed i dati, penso che le persone stiano cercando un modo alternativo per suicidarsi... 

         

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      • Stronzate alimentari: i coloranti (da E100 a E180)

         

         

        Uno dei tratti salineti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione. Ed anche l'industria agroalimentare ne è piena. Tutti lo sanno, e gran parte delle persone confidano nella propria capacità di riconoscere le stronzate e di evitare di farsi fregare... ma molti purtoppo non leggono le etichette.

        Di conseguenza, non abbiamo una chiara consapevolezza di quali siano le "stronzate alimentari", del perchè ce ne siano tante in giro, o di quale funzione svolgano. Mi propongo dunque di iniziare lo sviluppo di una coscienza pratica delle "stronzate alimentari" di cui continuamente siamo vittime, offrendo in primo luogo una la definizione di "stronzata".

        Il dizionario della lingua italiana Devoto-Oli definisce la parola "stronzata" come: cosa senza valore anche se, talvolta, non trascurabile sul piano affettivo.  Le "stronzate alimentari" sono cose senza alcun valore nutritivo, che, talvolta, possono avere implicazioni negative sulla nostra salute. Tali stronzate non hanno necessariamente lo scopo di ingannare, non fanno necessariamente male, ma spesso offrono ai consumatori una falsa impressione sulla qualità del prodotto.

        Quello su cui voglio mettere l'attenzione è la scarsa qualità e l'effimero valore che hanno molti alimenti di largo consumo. Per questo mi sembra opportuno considerare i prodotti scadenti e realizzati con incuria come qualcosa di analogo alle stronzate.

         

        I COLORANTI da E100 a E180

        Possono essere naturali o artificiali. Migliorano il colore dell'alimento o della bevanda e a volte possono trarre in inganno facendo apparire il prodotto per quello che non è.

        La domanda mi sorge spontanea: ma perchè se la loro funzione è puramente estetica sono autorizzati?

        Se siete in grado datemi voi una risposta...

        Tra i problemi sollevati dai coloranti ci sono possibili reazioni allergiche.Inoltre alcune sostanze sono state accusate di dare problemi di iperattività nei bambini, tanto che l'Hyperactive Children's Support Group li ha inseriti nella sua "lista nera". Si tratta per la precisione di:

        • (E102) Tartrazina
        • (E110) giallo arancio S o giallo tramonto FCF
        • (E104) giallo di chinolina
        • (E122) azorubina o carmoisina
        • (E129) rosso allura AC
        • (E124) rosso cocciniglia A o ponceau 4R

        Fa parte di questa "lista nera" anche un conservante, il benzoato di sodio (E211).

        L'allarme è venuto da uno studio dell'Università di Southampton, pubblicato sulla rivista Lancet nel 2007, commissionato dalla Food Standard Agency, l'agenzia governativa britannica che vigila sui cibi. L'Efsa, impegnata in un grosso lavoro di revisione generale dei coloranti ammessi che si concluderà a fine 2008, si è espressa anche su questa ricerca, arrivando alla conclusione che lo studio fornisce prove limitate sull'effetto di questi additivi sul comportamento dei bambini. Le principali associazioni di consumatori europee riunite nel Bureau europeén des unions de consommateurs (Beuc), hanno però chiesto che, per il principio di precauzione, sia momentaneamente proibito l'utilizzo delle suddette sostanze.

        Posso comprendere l'uso di coloranti naturali, ma rispetto al Beuc sono molto più purista, vorrei che in nessun prodotto alimentare si potesse trovare traccia di colorante artificiale. 

        Io cerco di non acquistare prodotti nei quali sono presenti coloranti; invito i lettori del blog a fare altrettanto.

        Inoltre invito chiunque si trovi fra le mani un prodotto con uno o più coloranti di postare un commento a questo articolo nel quale indichi la tipologia del prodotto la marca ed il colorante da E100 a E180 presente.

        Sono fermamente convinto che quando un alimento è di elevata qualità non ha bisogno di sofisticazioni...

         

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      • La frutta e i carboidrati bioattivi anticancro

        Mangiate frutta!

        Che un'alimentazione ricca di frutta e verdura abbia degli effetti protettivi contro il cancro è noto ormai da anni, ed è  stato ricordato spesso dal blog, ma i meccanismi sottostanti a questa azione dei vegetali alimentari non sono stati ancora chiariti. Ora un gruppo di ricercatori dell'Institute of Food Research a Norwich, in Gran Bretagna è riuscito a identificare in laboratorio uno di essi.

        "La gran parte delle affermazioni sugli effetti anticancerogeni di certi alimenti si basano su studi epidemiologici - ha osservato Vic Morris, che ha diretto lo studio - in questa ricerca abbiamo invece testato un meccanismo molecolare, mostrando che esso è efficace." Gli studi epidemiologici, come per esempio EPIC (European Prospective Investigation of Cancer) hanno permesso di identificare una stretta correlazione fra un alimentazione ricca di fibre e un abbassamento del rischio di sviluppare un cancro all'apparato gastrointestinale. Le modalità secondo cui tale effetto protettivo si esplica non sono peraltro chiarite da questo tipo di ricerche.

        Come spiegano in un articolo pubblicato su The FASEB Journal, i ricercatori hanno mostrato che un frammento della pectina - un polisaccaride presente in varia misura in moltissimi vegetali e nella frutta, in particolare nelle mele e nelle pere - si lega, inibendola, alla galectina-3, una proteina che ha un ruolo in molti stadi di sviluppo del tumore.

        All'origine degli effetti della pectina, che è un polisaccaride idrosolubile, ci sarebbe una complessa rete di interazione fra carboidrati della dieta e proteine dell'organismo dei mammiferi. Anche altri carboidrati - in primo luogo i betaglucani - sembrano mostrare di essere fortemente bioattivi. "Questi sono i primi passi di una nuova area di ricerca, quella dei carboidrati bioreattivi", ha osservato con soddisfazione Morris.

        Ora le ricerca proseguirà per studiare come la pectina venga assorbita dal corpo per essere poi rilasciata in modo da esercitare i suoi effetti protettivi. Intanto per sfruttare l'intera combinazione dei differenti effetti dei carboiderati bioattivi la cosa migliore è mangiare abbondanti quantità di frutta e verdura.

         

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      • Le verdure da mangiare per eliminare il grasso corporeo in eccesso

        Mangiate tante verdure! 

        Tutti sanno che le verdure sono ricche di fibre, fanno dimagrire e fanno bene alla salute. Ma quante ne devono essere mangiate? Che cosa si intende per verdure?

        Per la nostra salute ma anche per eliminare il grasso corporeo in eccesso è indispensabile consumare, a pranzo ed a cena, una porzione abbondante di verdura; volendole quantificare raccomando almeno 200 g a pasto, volendo anche di più. Questa quantità di almeno 400g al giorno, oltre che a dimagrire, permette anche di prevenire il rischio di cancro e di malattie cardiovascolari.

        La cosa migliore è acquistare verdure fresche di stagione, ma all'occorrenza vanno bene anche le verdure surgelate o in scatola. In quest'ultimo caso privilegiate le varietà non cucinate e il più possibile al naturale, vale a dire senza aggiunta di salse o grassi. La verdura può essere consumata sia cruda, in insalata o cotta. Per i condimenti vanno benissimo l'olio, l'aceto e l'aceto balsamico.

        Una raccomandazione: cercate di variare il più possibile le verdure che mangiate...non esiste solo l'insalata!

        Vi aiuterò ricordandovi tutte le verdure che potete mangiare

        Ortaggi da radice, tubero e bulbo

        1. Carota
        2. Rapa
        3. Sedano rapa
        4. Ravanello
        5. Scorzonera
        6. Topinambur
        7. Barbabietola
        8. Porro

        Ortaggi da frutto

        1. Pomodoro
        2. Peperone
        3. Melanzana
        4. Cetriolo
        5. Zucchina
        6. Zucca

         Ortaggi da fusto

        1. Cardo
        2. Sedano
        3. Finocchio

         Ortaggi da foglia

        1. Insalata belga
        2. Soncino
        3. Lattuga
        4. Cicoria
        5. Scarola
        6. Insalata riccia
        7. Romana
        8. Lollo rossa
        9. Insalatine da taglio
        10. Spinaci
        11. Acetosa
        12. Crescione
        13. Bietola
        14. Rucola

         Crucifere

        1. Cavolfiore
        2. Broccolo
        3. Cavolo rosso
        4. Cavolo bianco
        5. Verza
        6. Cavolo riccio
        7. Cavolino di Bruxelles

         Ortaggi da fiore

        1. Asparagi
        2. Fiori di zucca

         Ortaggi da baccello

        1. Fagiolini
        2. Taccole
        3. Fagiolini serpente

        Cuori della pianta

        1. Carciofo
        2. Cuori di palma

        Ortaggi da germinazione

        1. Germogli di soia

        Funghi

        1. Champignon
        2. Porcini
        3. Galletti
        4. Cantarelli
        5. Mazze di tamburo
        6. Ovuli

         

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      • Obesità: come mangiare per prevenirla e curarla

         

         

        Anche le ultime conferme scientifiche in materia di obesità sono in linea con le indicazioni del blog, da sempre sostenute per eliminare il grasso corporeo in eccesso.

        In una recente revisione scientifica sulle strategie nutrizionali migliori per eliminare il grasso corporeo in eccesso è stato ribadito che la dieta ottimale per preveire l'accumulo di grasso, l'obesità, la sindrome metabolica ed il diabete di tipo 2 deve:

         

        La riduzione percentuale di energie derivate dai grassi rispetto alla dieta standard produce effetti sulla diminuzione della percentuale di grasso corporeo sia a breve termine (3 mesi) sia a lungo termine (7 anni). Spesso purtroppo la percentuale di calorie apportate dai grassi nelle diete quotidiane supera il 30%; per eliminare il grasso corporeo in eccesso è fondamentale mangiare una percentuale di grassi intorno al 20%. La combinazione della riduzione dell'introito percentuale di grassi e delle calorie totali con l'incremento dell'attività fisica e dell'assunzione di cereali integrali ha dimostrato di ridurre l'incidenza del diabete del 58%.

        Privilegiare i carboidrati a basso indice glicemico e diminuire la percentuale di carboidrati totali (intorno al 40-50%), è una strategia fondamentale per indurre l'eliminazione del grasso corporeo in eccesso, ma, eliminare totalmente i carboidrati nonostante produca risultati sul dimagrimento immediati, a lungo termine può generare un danno per la salute.

        Sostituire le energie apportate dai carboidrati (dal 60% al 40-50%), aumentando la percentuale di proteine (dal 15% al 20-30%) permette di aumentare lo stimolo di sazietà indotto dal pasto, inducendo una spontanea eliminazione del grasso corporeo in eccesso e questa strategia nutrizionale è fondamentale per i pazienti con sindrome metabolica e diabete di tipo 2.   

         

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      • Salviamo il selvaggio che c'è in noi

         

        Vorrei spendere una parola in favore della Natura, dell'assoluta libertà e dello stato selvaggio, contrapposti a una libertà e una cultura puramente civili; vorrei considerare l'uomo come abitatore della Natura, come sua parte integrante, e non come membro della società. La società civilizzata è solo una piccola parte della Natura e per questo è in grado di stimolare solo una piccola parte del nostro essere uomo.

        Dico questo perchè penso che non riuscirei a mantenermi in buona salute, sia nel corpo che nella mente, se non trascorressi almeno una parte della mia vita vagabondando per i boschi, per le colline e per i campi, totalmente libero da ogni preoccupazione civile. Nei miei vagabondaggi il mio stato d'animo si innalza in misura proporzionale al livello di incontaminazione del paesaggio, mi nutro di un'energia non definibile e non misurabile, riscopro la mia essenza di uomo  ritrovando me stesso. 

        Camminando mi dirigo naturalmente verso i campi, i boschi ed i sentieri più ardui, non comprendendo chi pensando alla natura cammina unicamente in un giardino pubblico o lungo un viale alberato cittadino. Questi sono artefatti umani, figli di una natura artificiale fatta di aiuole, di giardinieri, di umani e di cani schiavi, di leggi, di divieti, di attentati alla libertà in nome e per il bene della collettività. La natura vera non è dov'è visibile la politica.

        Ma è inutile dirigersi verso la natura, se non sono i nostri passi a condurci; è inutile dirigersi verso la natura se si ha paura di ritrovare se stessi. L'uomo ha bisogno di ampi spazi attorno a se, e vivere la natura è un tentativo di appropiarsi di uno spazio geografico esistenziale che si trasforma in una crescita personale ed intellettuale. Non è importante quanti chilometri si percorrono, l'importante è vivere in maniera empatica ed intuitiva la Natura. Questo ha come effetto l'ampliamento del nostro stato mentale interiore, del nostro modo di leggere la particolarità delle cose.

         

        Da una parte c'è la città, dall'altra la natura selvaggia, l'uomo per la propria salute ha bisogno di riscoprire che fa parte della natura...anch'io sono addomesticato ma spesso sento la necessità di riscoprire il mio selvaggio... 

        Son sicuro che c'è un selvaggio primitivo in ognuno di noi, il mio consiglio è quello di lasciare ogni tanto la civiltà per ritrovare il nostro "io selvaggio" in piena sintonia con la natura.

         

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