
Dopo le statistiche sul livello di sportività degli italiani, molto significativa è l'indagine svolta da Format, sugli "italiani a tavola", sulla quale si possono fare numerose considerazioni
Questa indagine aveva come obiettivo quello di analizzare alcuni comportamenti degli italiani di età superiore ai 15 anni con riferimento all'alimentazione ed ai comportamenti legati all'alimentazione. Oggetto del sondaggio le seguenti tematiche: il rapporto con il cibo, il ruolo dell'alimentazione e del proprio modo di mangiare nell'ambito dei propri stili di comportamento e delle proprie abitudini, l'importanza attribuita dagli italiani ai pasti della giornata.
RAPPORTO COL CIBO
Il rapporto con il cibo tende ad essere associato prevalentemente alla convivialità:
- "I pasti sono momenti importanti per riunirsi con tutta la famiglia" (48,0%)
- "i pasti sono momenti importanti di convivialità per stare insieme, parlare e conoscere altre persone" (12,3%)
La convivialità legata al cibo ed al mangiare più in generale viene sottolineata in prevalenza più dalle donne che dagli uomini, dagli individui con oltre 35 anni ed assai meno dai giovani e dai giovanissimi, da coloro che risiedono nelle grandi aree metropolitane e nelle regioni del Sud Italia. Il senso della convivialità sembrerebbe essere assai meno sentito nelle regioni del Nord Est.
CIBO E IMMAGINARIO
Gli aspetti ai quali gli italiani ricollegano il cibo nel proprio immaginario sono essenzialmente tre:
- gusto e sapore (50,8%)
- benessere (35,6%)
- piacere (32,1%)
Il gusto è stato indicato in modo più accentuato dagli individui di sesso maschile e da quelli tra i 25 ed i 55 anni.
Il benessere è stato scelto dagli individui di età superiore ai 55 anni, mentre il tema del piacere si è rivelato un tratto fortemente maschile e giovane, indicato prevalentemente dagli individui di età inferiore ai 35 anni, e dai giovanissimi.
SENTIRSI A POSTO
Domandando agli italiani "Quante volte le è capitato nell'ultimo anno di non sentirsi a posto con il proprio modo di mangiare?"
- il 22,3% del campione ha risposto "sempre" o "spesso"
- il 47,4% ha risposto "raramente"
- il 30,3% ha risposto "mai", ossia di essersi sentito sempre a posto con il proprio modo di mangiare
Rispetto all'indagine simile dello scorso anno è risultata diminuita la percentuale di italiani che dichiara di non essersi sentito a posto (erano il 30,4% del campione).
PORZIONI SU MISURA
La percentuale degli italiani che ha l'abitudine di misurare le porzioni a tavola è rimasta sostanzialmente immutata rispetto allo scorso anno: era il 37,3%, è risultata pari al 35,5% nel 2008.
PASTI E GIORNATA
La cena è risultata il pasto al quale gli italiani attribuiscono maggiore importanza in assoluto (84,0%). Il 49,8% del campione degli italiani ha dichiarato di avere l'abitudine di mangiare fuori pasto. Tendono a mangiare fuori pasto le donne in misura leggermente superiore agli uomini, i giovani (meno di 35 anni) e i giovanissimi (meno di 25 anni).
Per quanto riguarda il tempo dedicato ai pasti, aumenta rispetto allo scorso anno la percentuale di coloro che dedicano "meno di 5 minuti" alla colazione: erano il 43,5% nel 2007, sono il 62,3% nel 2008. Aumentano le percentuali di coloro che dedicano dai 30 ai 60 minuti al pranzo e alla cena. L'aumento del tempo dedicato al pranzo trova in parte riscontro e spiegazione nell'aumento della percentuale di italiani che pranza a casa.
Il 47,7% degli italiani (soprattutto uomini e giovani) definisce "frugale" la propria colazione, contro il 41,0% che la definisce "ricca ed energetica" o "attenta e salutista". Per quanto concerne il pranzo, per il 47,8% del campione la cosiddetta "seconda colazione" è composta da un piatto unico, mentre per il 42,5% è composta da un pasto completo prevalentemente caldo. Rispetto al 2007 aumenta nel 2008 la percentuale degli italiani che ricorre al "Piatto Unico" (+6,9%).
Il 55,6% degli italiani cena con un pasto completo prevalentemente caldo e il 41,1% con un piatto unico. Rispetto al 2007 aumenta quest'anno la percentuale degli italiani che cena in modo tradizionale, ricorrendo ad un "pasto prevalentemente caldo" (+10,4%).
CONSIDERAZIONI
Da questi dati emergono i grandi problemi delle abitudini alimentari degli italiani. La cena non dovrebbe essere il pasto fondamentale; dovrebbe essere data più importanza al pranzo ed alla colazione, ed a quest'ultima andrebbe senz'altro dedicato più tempo. La moda del "piatto unico" seppur efficiente (nel senso che comporta un risparmio di tempo) è difficilmente gestibile in quanto in nome della velocità del pasto vengono ignorati i cibi più salubri, la frutta e la verdura.
Per analizzare in profondità i risultati dell'indagine campionaria è stata realizzata un'analisi dei gruppi che consiste nel segmentare il campione di indagine in gruppi di intervistati il più possibile omogenei al proprio interno, in funzione delle risposte fornite, ed eterogenei tra di loro. Complessivamente sono stati identificati cinque Gruppi in funzione delle variabili considerate (variabili attive) e che sono stati descritti in funzione delle cosiddette "variabili illustrative" (sesso, età, carattere socio-professionale dei rispondenti, ecc.). Ogni gruppo è stato denominato con un nome di fantasia per facilitarne l'identificazione.
Gruppo 1 (19,9%) "Men at work"
Per gli individui di questo gruppo i pasti sono momenti importanti di convivialità, ossia per stare insieme, per parlare con i propri colleghi di lavoro e amici, per conoscere altre persone (utili per il lavoro). Per alcuni il mangiare è il momento migliore della giornata. I componenti attribuiscono un livello di importanza "medio" alla colazione. Tutti danno molta importanza al pranzo. Non mangiano frutta o la mangiano assai raramente. Si occupano "qualche volta", o il più delle volte non si occupano per nulla, della spesa. Danno scarsa importanza alla marca del cibo, alla confezione dei prodotti e una importanza media al prezzo, alla facilità e alla rapidità d'uso. Grande importanza assumono la provenienza del prodotto (paese d'origine) e le informazioni nutrizionali (calorie, grassi). Capita assai di frequente di acquistare cibi già pronti o a preparazione rapida (piatti surgelati). Leggono raramente le etichette. Importanza "media" al confezionamento per il mantenimento dell'igiene e della sicurezza dei cibi. Tra le diverse patologie collegate all'alimentazione, preoccupa di più l'obesità. Preferiscono evitare una dieta ricca di grassi, di carboidrati, di sale, e di zuccheri semplici. Sono "mediamente" soddisfatti dell'informazione sui temi della sicurezza legata al cibo.
CONSIDERAZIONI
Di fatto mangiare per il gruppo "Men at work" è un espediente per stare insieme ad altri, dove il cibo non rappresenta che una comparsa. Hanno idee scarse e lacunose, talvolta del tutto erronee, circa la preparazione dei cibi, il cucinare, ecc.
Gruppo 2 (13,6%) "No food: the snack generation"
Questi non sembrerebbero avere un rapporto sereno, o quanto meno maturo, con il cibo. Alcuni si sentono perennemente a dieta. Non hanno l'abitudine di misurare le porzioni; non mangiano quasi mai, o mai frutta. Non si occupano della spesa. Leggono raramente le etichette. Non prestano attenzione al confezionamento dei prodotti per il mantenimento dell'igiene e della sicurezza dei cibi. Non sanno nulla delle regole più elementari riguardanti il modo di trattare e conservare gli alimenti a casa, dall'evitare il contatto tra cibi crudi e cibi cotti al controllare la temperatura del frigorifero. Per i materiali credono più nel cartone e nella plastica, che non nel vetro, che quasi nessuno degli appartenenti al gruppo identifica come materiale sicuro per entrare a contatto con gli alimenti. Preoccupazione scarsa o nulla per gli alimenti conservati male in casa, verso l'eventuale presenza di ormoni negli alimenti, verso gli Ogm. Non risultano per nulla preoccupati dei seguenti comportamenti: stile di vita troppo sedentario, una dieta troppo ricca di carboidrati, proteine e grassi e povera di frutta e verdura.
CONSIDERAZIONI
"No food: the next generation" è un gruppo di giovanissimi, che hanno un rapporto immaturo con il cibo e l'alimentazione. Il cibo sembra una necessità alla quale doversi sottoporre ogni tanto, quando non una minaccia dalla quale non è possibile sottrarsi.
Gruppo 3 (27,9%) "fast & technological food"
Questo gruppo è formato da individui che nonostante l'interesse verso la tradizione mangiano di corsa cose già pronte. Poco importanza alla colazione, e assai meno al pranzo, che molto spesso hanno l'abitudine di saltare passando direttamente alla cena. Quasi il 50% acquista alimenti arricchiti (cereali da prima colazione con vitamine o minerali, latte con omega-3, biscotti con fibra, ecc).
Oltre il 60% si occupa della spesa alimentare dando scarsa attenzione alle informazioni nutrizionali (calorie, grassi), media agli ingredienti, alla conservabilità, alla confezione, e alta alla provenienza del prodotto, alla marca, alla presentazione e all'aspetto del cibo e al prezzo. Oltre un terzo del gruppo compra cibi già pronti o a preparazione rapida. In cucina non lavano gli utensili, nonché le mani passando dalla lavorazione di un alimento a un altro, non scongelano i surgelati a temperatura ambiente. Per i materiali ritenuti più sicuri a contatto con l'alimento hanno più fiducia nel cartone e nelle lattine, che non nel vetro. Hanno minore preoccupazione per gli alimenti scaduti, per quelli conservati male nella catena di distribuzione e a casa, per pesticidi, ormoni, Ogm, additivi. Sono mediamente preoccupati per le malattie cardiovascolari e l'obesità. Non temono una dieta troppo ricca di carboidrati, di zuccheri semplici, di proteine.
CONSIDERAZIONI
Manifestano un atteggiamento duplice nei confronti del cibo: da una parte è qualcosa che li aiuta a rilassarsi e prediligono i sapori e le abitudini della tradizione famigliare, dall'altra però sono anche i più forti consumatori di cibi pronti, di prodotti sostitutivi. Mangiano velocemente, mangiano "altre cose", prodotti arricchiti tecnologicamente, a volte senza neanche sedersi a tavola.
Gruppo 4 (16,3%) "True food"
Hanno interesse per i cibi tradizionali, per i cibi che mangiavano o mangiano i propri genitori. Sono preoccupati di evitare i cibi adulterati. Grande importanza a tutti i pasti della giornata, in particolare alle cena e al pranzo, meno alla prima colazione. Non saltano mai il pranzo, che consumano prevalentemente a casa. Non utilizzano pasti sostitutivi come le barrette, non utilizzano dolcificanti, integratori di vitamine, minerali e alimenti arricchiti. Attenti agli alimenti conservati male in casa o scaduti. Preoccupano le allergie, il colesterolo e l'obesità. Tra i vari comportamenti associabili al modo di mangiare prestano attenzione allo stile di vita non sedentario, a non essere esposti ad una dieta povera di frutta e verdura, troppo ricca di sale.
CONSIDERAZIONI
Sanno cucinare, e sanno come rapportarsi con il cibo e la cucina, ne conoscono le regole e la disciplina. Sanno evitare comportamenti scorretti per quanto concerne la salvaguardia delle elementari regole di sicurezza alimentare a casa propria. Hanno con il cibo un rapporto sereno.
Gruppo 5 (22,0%) "genesi"
Hanno interesse per cibi nuovi e per quelli della tradizione italiana. Fanno attenzione alla dieta, che vivono in modo maturo e razionale, senza traumi. Le preferenze tengono in scarso conto della preoccupazione di evitare cibi contaminati o transgenici, delle indicazioni delle riviste o della televisione, nonché di motivazioni di carattere etico, religioso, o filosofico.
Hanno l'abitudine di misurare le porzioni, di pranzare e di cenare sempre nei giorni lavorativi. Non saltano i pasti. Utilizzano i prodotti sostitutivi (es. barrette, bibite ecc.), i dolcificanti alternativi (es. aspartame, saccarina, ecc.), gli integratori di vitamine e minerali e gli alimenti arricchiti. Nel corso della giornata mangiano spesso frutta. Si occupano della spesa. Nella scelta di acquisto del prodotto prestano attenzione alla provenienza, alle informazioni nutrizionali, al prezzo, alla marca, alla conservabilità, alla porzionatura, alla confezione, alla presentazione e all'aspetto del cibo. Non acquistano cibi già pronti o a preparazione rapida.
Leggono sempre le etichette. Tra i problemi, destano preoccupazione il diabete, l'obesità, il colesterolo e le allergie. Temono una dieta troppo ricca di grassi e di carboidrati, povera di frutta e verdura, e non amano uno stile di vita sedentario. Non ritengono soddisfacente l'informazione sulla sicurezza alimentare.
CONSIDERAZIONI
Non hanno verso il cibo alcuna forma di timore e di paura. Potenzialmente pericoloso è il forte orientamento verso i prodotti alimentari ad alto contenuto tecnologico; ma questo è senz'altro frutto della giovane età degli individui che appartengono di fatto ad una cultura più "tecnologica".
La tecnologia può andare bene, ma solo se serve a salvare la "naturalita" e la qualità del cibo: un cibo eccessivamente tecnologico rischia di diventare un cibo "artificiale", un qualcosa che il nostro DNA non è in grado di riconoscere e quindi potenzialmente dannoso...
...frutta, verdura, semi oleosi, radici, tuberi, legumi, cereali integrali, carne, uova pesce tutto questo il nostro DNA lo riconosce!
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