La lettura delle traiettorie è una delle caratteristiche nueronali più complesse nello sport, ed ultimamente stanno uscendo interessanti ricerche.
Un'illusione universale che riguarda la percezione degli oggetti in movimento fa sì che nel tennis sia più facile commettere errori quando una palla viene chiamata "fuori" di quando è chiamata "dentro": lo dimostra una ricerca condotta da ricercatori dell'Università della California a Davis pubblicata sull'ultimo numero di "Current Biology".
Il sistema visivo si trova di fronte a una enorme sfida quando deve cercare di codificare la localizzazione di un oggetto in modo che possiamo percepirlo", spiega David Whitney, che ha diretto la ricerca. "Ogni volta che muoviamo gli occhi l'immagine sulla retina si muove anch'essa. Anche se la nostra tazza di caffè è in realtà ferma sul tavolo, noi muoviamo occhi e testa mentre la prendiamo, e quindi l'immagine sulla retina si sposta. Questo è un problema in quanto il sistema visivo è pigro, richiede un centinaio di millisecondi o più per diventare consapevole dell'immagine che colpisce la retina. Così, quando percepiamo un oggetto come la tazzina di caffè in un posto, avrà già cambiato posizione mentre ci muoviamo verso di essa. La nostra percezione è in ritardo rispetto alla realtà. Il sistema visivo ha meccanismi che consentono di mitigare questo problema, ma i meccanismi non sono perfetti e a volte danno luogo a illusioni visive, come l'errata percezione della posizione della palla da tennis che abbiamo scoperto."
Questo tipo di illusioni era già stato documentato, ma quasi mai in situazioni non strettamente sperimentali. Gli oggetti in movimento, per esempio, vengono percepiti come spostati in direzione del loro moto, sicché appaiono più in là sul loro cammino di quanto non siano effettivamente. Whitney ha pensato di studiare questo effetto applicato al tennis e ha studiato e analizzato le registrazioni relative a 4000 punti realizzati durante le partite di un torneo di Wimbledon, scoprendo che vi erano state 83 "chiamate" della palla errate, ben 70 delle quali del tipo previsto.
Al di fuori della conferma in una situazione naturale dell'effetto, Whitney ha osservato che forse nei tornei professionistici sarebbe opportuno prevedere che le palle chiamate dentro o fuori vengano subito analizzate con un replay immediato della registrazione dell'evento.
Tutto questo ci permette di comprendere che è naturale un certo margine di errore nelle valutazioni arbitrali; l'importante è senz'altro avere l'occhio allenato in modo da ridurre al minimo questo errore.
Lo spunto e parti di questo articolo sono tratti dal sito "Le Scienze"
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