Uno dei tratti salineti della nostra cultura è la quantità di stronzate in circolazione. Ed anche l'industria agroalimentare ne è piena. Tutti lo sanno, e gran parte delle persone confidano nella propria capacità di riconoscere le stronzate e di evitare di farsi fregare... ma molti purtoppo non leggono le etichette.
Di conseguenza, non abbiamo una chiara consapevolezza di quali siano le "stronzate alimentari", del perchè ce ne siano tante in giro, o di quale funzione svolgano. Mi propongo dunque di iniziare lo sviluppo di una coscienza pratica delle "stronzate alimentari" di cui continuamente siamo vittime, offrendo in primo luogo una la definizione di "stronzata".
Il dizionario della lingua italiana Devoto-Oli definisce la parola "stronzata" come: cosa senza valore anche se, talvolta, non trascurabile sul piano affettivo. Le "stronzate alimentari" sono cose senza alcun valore nutritivo, che, talvolta, possono avere implicazioni negative sulla nostra salute. Tali stronzate non hanno necessariamente lo scopo di ingannare, non fanno necessariamente male, ma spesso offrono ai consumatori una falsa impressione sulla qualità del prodotto.
Quello su cui voglio mettere l'attenzione è la scarsa qualità e l'effimero valore che hanno molti alimenti di largo consumo. Per questo mi sembra opportuno considerare i prodotti scadenti e realizzati con incuria come qualcosa di analogo alle stronzate.
I COLORANTI da E100 a E180
Possono essere naturali o artificiali. Migliorano il colore dell'alimento o della bevanda e a volte possono trarre in inganno facendo apparire il prodotto per quello che non è.
La domanda mi sorge spontanea: ma perchè se la loro funzione è puramente estetica sono autorizzati?
Se siete in grado datemi voi una risposta...
Tra i problemi sollevati dai coloranti ci sono possibili reazioni allergiche.Inoltre alcune sostanze sono state accusate di dare problemi di iperattività nei bambini, tanto che l'Hyperactive Children's Support Group li ha inseriti nella sua "lista nera". Si tratta per la precisione di:
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(E102) Tartrazina
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(E110) giallo arancio S o giallo tramonto FCF
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(E104) giallo di chinolina
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(E122) azorubina o carmoisina
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(E129) rosso allura AC
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(E124) rosso cocciniglia A o ponceau 4R
Fa parte di questa "lista nera" anche un conservante, il benzoato di sodio (E211).
L'allarme è venuto da uno studio dell'Università di Southampton, pubblicato sulla rivista Lancet nel 2007, commissionato dalla Food Standard Agency, l'agenzia governativa britannica che vigila sui cibi. L'Efsa, impegnata in un grosso lavoro di revisione generale dei coloranti ammessi che si concluderà a fine 2008, si è espressa anche su questa ricerca, arrivando alla conclusione che lo studio fornisce prove limitate sull'effetto di questi additivi sul comportamento dei bambini. Le principali associazioni di consumatori europee riunite nel Bureau europeén des unions de consommateurs (Beuc), hanno però chiesto che, per il principio di precauzione, sia momentaneamente proibito l'utilizzo delle suddette sostanze.
Posso comprendere l'uso di coloranti naturali, ma rispetto al Beuc sono molto più purista, vorrei che in nessun prodotto alimentare si potesse trovare traccia di colorante artificiale.
Io cerco di non acquistare prodotti nei quali sono presenti coloranti; invito i lettori del blog a fare altrettanto.
Inoltre invito chiunque si trovi fra le mani un prodotto con uno o più coloranti di postare un commento a questo articolo nel quale indichi la tipologia del prodotto la marca ed il colorante da E100 a E180 presente.
Sono fermamente convinto che quando un alimento è di elevata qualità non ha bisogno di sofisticazioni...
www.albertofatticcioni.com