
Qualche giorno fa, il 16 agosto 2008, all'età di 95 anni si è spento il "contadino-filosofo" Masanobu Fukuoka, il pioniere dell'agricoltura naturale.
Per chi non lo conoscesse consiglio vivamente di leggere i suoi testi, nei quali oltre a preziose informazioni sull'agricoltura naturale si trovano profonde riflessioni esistenziali e filosofiche sul senso della vita:
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La rivoluzione del filo di paglia - LIBRERIA EDITRICE FIORENTINA
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La fattoria biologica - MEDITERRANEE
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Lezioni italiane di Masanobu Fukuoca (a cura di Giannozzo Pucci) - LIBRERIA EDITRICE FIORENTINA
Queste per me sono state letture molto piacevoli, spero lo siano anche per voi.
Fukuoka si rapporta alla nautura ed alla terra in una maniera molto profonda; l'uomo fa parte della natura e da questa non può e deve scindersi. Alla base della sua filosofia non c'è la conoscenza della natura ma il ritorno alla natura. Secondo Fukuoka quando diciamo "conosco la natura" dimostriamo la nostra ottusità: noi possiamo solo "tornare" alla natura, non possiamo conoscerla.
Secondo Fukuoka la filosofia avrebbe il compito di tenere sotto controllo e mettere la museruola alla conoscenza umana che spesso risulta fuorviante ed in contrapposizione con la "natura. Per Fukuoka il mondo ragiona con un profondo distacco dalla natura: nell'opinione comune "la natura esiste in quanto sono" mentre per il filosofo-contadino "sono in quanto la natura esiste". La filosofia oggi, è al servizio della scienza e dell'intelligienza.
Dal punto di vista pratico, Fukuoka rifiutando la conoscenza è riuscito a coltivare senza arare la terra, senza usare macchine, trattori, combustibili fossili e senza concimi chimici. Le sue rese per ettaro sono risultate addirittura superiori rispetto all'agricoltura convenzionale. Visitando la nostra terra ha avuto l'impressione che l'agricoltura praticata in Italia sia per le vacche e per il vino, non per l'uomo. Ha anche detto:
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"La terra sfruttata da una mucca potrebbe far vivere cento persone. Ho visto molti castelli, chiese, ville, molto belle senz'altro, ma ho il sospetto che il parassitismo di costoro abbia creato questa economia agro-alimentare".
Vi lascio citando alcune delle sue parole che mi sono rimaste più impresse, potete trovarle nel libro "Lezioni italiane di Masanobu Fukuoca (a cura di Giannozzo Pucci) - LIBRERIA EDITRICE FIORENTINA":
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"L'uomo pensa, per esempio, che il treno o la macchina siano più veloci dei piedi, ed invece è il contrario. Quando fabbrichiamo questa macchina che va avanti più veloce noi perdiamo più tempo. Crediamo di aver guadagnato qualcosa se andiamo più in fretta, ma siamo portati da un vortice: più presto, sempre più presto, affannati, sempre più affannati...Quando la terra, è viva e fertile, il trattore non ha valore. Quando la terra è morta il trattore conta. Quando nella terra non c'è più potere si da valore ai fertilizzanti. Quando il nostro corpo non è più sano, si da valore alla moda dell'abito. La bellezza, la verità e la bontà sono unite nella natura; in quello che l'uomo fa invece si dividono."
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