AlbertoFatticcioni.com - preparazione atletica, personal trainer,consulenza fitness, allenamento personalizzato, integratori alimentari, Firenze August 2008 - Posts - Il Blog del Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Firenze
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Il Blog del Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Firenze

August 2008 - Posts

  • C'era una volta il pollo della nonna...

    Alcune galline di mia nonna mentre si riposano vicino alla loro "casa"

    La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui essa tratta gli animali.

    Mahatma Gandhi

     

     

    Ogni volta che mangio un pollo sono vittima di confronti snervanti. Non riesco a pensare che i polli allevati da mia nonna in campagna e quelli che compro al supermercato siano gli stessi animali.

    La prima caratteristica che attiva i miei neuroni del confronto è l'odore. Quando cuocio il pollo vissuto in campagna, libero esploratore di migliaia di metri quadrati di terreno, apro il forno per vedere se l'arrosto è pronto e sento un meraviglioso odore di... non saprei definire precisamente di che cosa, potrebbe non sembrare un complimento ma quel pollo odora di pollo. È come se i miei neuroni conoscessero l'odore del pollo arrosto... e sanno che quell'essenza contenuta nel vapore caldo e umido sia essenza di pollo.

    Non posso affermare la solita cosa per il pollo del supermercato. Che non me ne vogliano gli allevatori o le povere anime dei milioni di polli sacrificati ogni anno; sarà colpa della mia educazione alimentare, in casa mia non è mai stato cucinato un pollo proveniente da un allevamento industriale... ma quando apro il forno e sento l'odore spento portato alle mie narici dal vapore non mi fa pensare al solito animale.

     

    Che cosa lo avrà reso l'odore cosi diverso? L'erba? I lombrichi? L'alimentazione variata? Il moto all'aria aperta? Penso solo che quando un pollo vive come pollo il suo odore sa di pollo

     

    Ma non finisce qui, il momento più drammatico è quando metto il pollo nel piatto. Il pollo della nonna ha preso il colore del mogano, la pelle è ben adesa ai tessuti muscolari sottostanti ed ha la consistenza della pergamena, le ossa sono dure tanto che con l'osso della coscia si può rompere un piatto, i muscoli sono densi, rossi e ben attaccati all'osso, la carne è succosa, pastosa e piena di sapori complessi. Sa di pollo!

    Il pollo industriale ha un colore più pallido, quasi necessitasse di un maggior condimento. La pelle è più fine e si stacca immediatamente dalla carne, cadendo autonomamente sul piatto. Le ossa sono morbide tanto che si possono rompere con due dita. I muscoli sono flaccidi, con  tendini fragili che si staccano alla minima forza dalle ossa. La carne è asciutta, debole, e di un sapore artificiale che mi ricorda l'odore del mangime.

     

    Continuo a pensare, a riflettere, so come vive un pollo di mia nonna ma non conosco la vita di un pollo industriale. Leggo... un libro che consiglio di leggere a tutti e che si intitola "Come mangiamo - le conseguenze etiche delle nostre scelte alimentari" scritto da Peter Singer e Jim Mason e scopro che:

     

    "DENTRO IL CAPANNONE DEI POLLI

    (Attenzione: la lettura di questo paragrafo potrebbe turbare i lettori più sensibili)

    Entrando in un tipico capannone dei polli proverete una sensazione di bruciore agli occhi e ai polmoni. È l'ammoniaca: viene dagli escrementi, i quali sono lasciati semplicemente ad ammassarsi sul pavimento e non vengono rimossi, non solo durante il periodo della crescita di ogni nidiata, ma di solito per un anno intero, e a volte di più. L'alto livello di ammoniaca causa ai volatili disturbi cronici della respirazione, piaghe su piedi e calcagno e pustole sul petto. Rende acquosi i loro occhi e quando è davvero alto, molti uccelli diventano ciechi. Man mano che aumentano di peso, i volatili, allevati in modo che la loro crescita sia molto rapida, fanno fatica a stare in piedi e passano quindi molto tempo seduti sul pavimento ricoperto di escrementi, di qui le pustole sul petto.

    Per molte generazioni i polli sono stati allevati in modo da produrre il massimo quantitativo di carne nel minor lasso di tempo. Oggi crescono tre volte più in fretta che negli anni cinquanta, e consumano un terzo del cibo. Ma questa caccia accanita all'efficienza ha un prezzo: oggi infatti muscoli e grasso crescono in proporzione superiore alle ossa. Uno studio ha scoperto che il 90 per cento degli animali da ingrasso presenta problemi alle zampe, mentre il 26 per cento è affetto da dolori cronici in conseguenza di malattia ossea. Il professor John Webster della facoltà di veterinaria dell'Università di Bristol ha affermato: ‘i polli da ingrasso sono gli unici animali di allevamento che trascorrono in sofferenze croniche l'ultimo 20 per cento della loro vita. Non possono muoversi, non perché vivano in condizioni di affollamento, bensì a causa degli intesi dolori alle articolazioni'. A volte le vertebre si spezzano, provocando la paralisi. I volatili paralizzati, o quelli i cui arti sono collassati, non possono andare a mangiare o a bere, e - dato che gli allevatori non si curano dei singoli uccelli, o non hanno tempo per farlo - muoiono di sete o di fame. Dati questi e altri problemi di benessere e il gran numero di animali coinvolti (circa 9 miliardi negli Stati Uniti), Webster ritiene che la produzione industriale di polli sia ‘per ampiezza e gravità, l'esempio più grave e sistematico della crudeltà umana nei confronti di un altro animale senziente'"

     

    Non ho parole...

     

    www.albertofatticcioni.com

  • Da settembre ancora più pesticidi su frutta e verdura

     

     

    Dal primo settembre su frutta e verdura ci saranno ancora piu' pesticidi. E' il risultato di un'armonizzazione europea in questo settore: rivisti "al rialzo" i limiti all'uso di pesticidi sugli ortaggi. Legambiente non ci sta e insieme alla Pesticide Action Network Europe (Pan), organizzazione di cui fa parte, ha presentato un ricorso alla Corte di giustizia europea. L'associazione ambientalista denuncia: "I consumatori europei avranno una ben minore protezione". La contaminazione permessa su mele, pere, uva, pomodori e peperoni in particolare e' spesso cosi' elevata da poter recare danni acuti e cronici alla salute. Lo sottolinea anche un'analisi pubblicata oggi da Greenpeace e dall'organizzazione non governativa austriaca Global 2000, affermando che i limiti per i residui dei pesticidi sono troppo elevati per garantire la sicurezza alimentare.

    Notizia Tratta il 29 agosto 2008 da "corriere.it"

     

    Molti studi dimostrano che pesticidi e fitofarmaci, sono ancora molto presenti nella frutta e nella verdura che mangiamo.

    Ecco alcuni consigli per eliminarli dalla tavola o almeno per "smorzare" la loro concentrazione dagli alimenti di cui ci nutriamo:

    • LAVARE Già lavando la frutta e la verdura con cura sotto l'acqua corrente si fa un'opera di ripulitura abbastanza efficace dei residui di pesticidi che si sono depositati in superficie; se all'acqua si aggiunge un po' di bicarbonato (soprattutto quando si consumano le primizie fresche e con la buccia) e si lasciano i cibi a bagno maria l'effetto sarà ancora più completo in quanto oltre ai pesticidi si andrà a diminuire anche la carica batterica. Questo metodo di pulizia tradizionale è più efficace dei detergenti specifici oggi in commercio, che rappresentano un'inutile spesa.
    • SBUCCIARE La sbucciatura elimina quasi completamente i residui di fitofarmaci, ma toglie anche gran parte delle sostanze utili presenti in frutta e verdura, in particolare le fibre.
    • CUOCERE Normalmente durante la cottura il calore è in grado di degradare alcuni pesticidi mentre l'acqua di cottura ne dissolve altri (bisogna però buttarla). Ma non tutti i residui vengono ripuliti perché esistono pesticidi molto resistenti al calore.

     

    Sarebbe meglio poter fare a meno di certi stratagemmi.

    Quotidianamente senza averne coscienza siamo parte attiva nel processo continuo e costante di avvelenamento del mondo... cerchiamoci dei fornitori di fiducia da poter "guardare in faccia"... cerchiamo di non comprare cibo qualunque... nessuno di noi merita di morire avvelenato.

     

    http://www.albertofatticcioni.com/

  • Il "vero" medagliere delle olimpiadi di Pechino 2008

    Logo  

     

    Dopo un lavoro certosino sono arrivato al "medagliere reale".

    I dati demografici sono stati presi dal sito "wikipedia.org" ed il medagliere ufficiale da "olimpyc.org".

    In questo medagliere non arriva primo chi vince più medaglie, ma, chi in rapporto al numero di abitanti ha vinto più medaglie; è come se venisse calcolata la "densità" di medaglie relativa a ciascuna nazione. Il calcolo è semplice, basta dividere il numero di abitanti per il numero di medaglie totali (oro+argento+bronzo) vinte. Per esempio l'Italia ha vinto in totale 28 medaglie ed ha una popolazione pari a 59.619.290 unità: basta dividere  59.619.290 per 28 e troviamo il risultato della nostra nazione. Alla fine del calcolo scopriamo che l'Italia vince in media una medaglia ogni  2.129.260 abitanti. Siamo in linea con la media dei paesi sviluppati ma molte nazioni riescono a far meglio di noi. In questa speciale classifica infatti l'Italia è solo 39esima.

    Delle 87 nazioni che sono andate a medaglia, i migliori tre rapporti abitanti/n°medaglie spettano a Bahamas, che si aggiudica quindi la medaglia d'oro di questa speciale classifica con una medaglia ogni 151.805 abitanti, la Giamaica che prende l'argento con una medaglia ogni 245.079 abitanti e l'Islanda che conquista il bronzo con una medaglia ogni 316.252 abitanti.

    Delle nazioni che erano arrivate nelle prime dieci posizioni del medagliere reale (potete vederle in neretto nella speciale classifica "normalizzata") la migliore è l'Australia con una medaglia ogni 431.653 abitanti. Questo rende senz'altro merito agli sforzi di politica sportiva e di incentivazione alla pratica agonistica che sono stati fatti dal governo australiano negli ultimi 20 anni.

     

    Class.

    Paese

    Medaglie/abitante

    Medaglie

    Abitanti

    1

    Bahamas

    1/151.805

    2

    303.611 

    2

    Giamaica

    1/245.079

    11

    2.695.867

    3

    Islanda

    1/316.252 

    1

    316.252 

    4

    Slovenia

    1/415.414

    4

    2.077.070

    5     

    Australia

    1/431.635

    46

    19.855.188

    6

    Cuba

    1/466.001

    24

    11.184.023 

    7

    Norvegia

    1/469.513

    10

    4.695.134 

    8

    Nuova Zelanda

    1/471.726

    9

    4.245.542 

    9

    Armenia

    1/497.151

    6

    2.982.904 

    10

    Bielorussia

    1/544.747

    19

    10.350.194 

    11

    Trinidad e Tobago

    1/552.104

    2

    1.104.209 

    12

    Bahrein

    1/667.238

    1

    667.238 

    13

    Estonia

    1/671.204

    2

    1.342.409 

    14

    Mongolia

    1/678.079

    4

    2.712.315 

    15

    Lituania

    1/687.312

    5

    3.436.561 

    16

    Lettonia

    1/762.233

    3

    2.286.700 

    17

    Danimarca

    1/782.256

    7

    5.475.791 

    18

    Georgia

    1/831.500

    6

    4.989.000 

    19

    Slovacchia

    1/898.197

    6

    5.389.180 

    20

    Croazia

    1/899.374

    5

    4.496.869 

    21

    Ungheria

    1/1.007.658

    10

    10.076.581

    22

    Olanda

    1/1.019.887

    16

    16.318.199 

    23

    Azerbaigian

    1/1.160.000

    7

    8.120.000 

    24

    Kazakistan

    1/1.164.900

    13

    15.143.704 

    25

    Mauritius

    1/1.261.643 

    1

    1.261.643 

    26

    Svizzera

    1/1.265.582

    6

    7.593.494 

    27

    Regno Unito

    1/1.297.340

    47

    60.975.000

    28

    Finlandia

    1/1.306.250

    4

    5.225.000 

    29

    Irlanda

    1/1.400.000

    3

    4.200.000

    30

    Corea Del Sud

    1/1.582.090

    31

    49.044.790

    31

    Bulgaria

    1/1.594.735

    5

    7.973.673

    32

    Francia

    1/1.611.828

    40

    64.473.140

    33

    Repubblica Ceca

    1/1.710.702

    6

    10.264.212 

    34

    Ucraina

    1/1.713.447

    27

    46.263.079 

    35

    Svezia

    1/1.816.599

    5

    9.082.995 

    36

    Canada

    1/1.838.830

    18

    33.098.932 

    37

    Germania