
L'obesità e le malattie cronico degenerative indotte dalle scelte alimentari contemporanee stanno diventando sempre più una piaga sociale e le autorità stanno ricorrendo ai ripari. Come è successo in Giappone, anche l'America sta prendendo i primi provvedimenti: dal 25 luglio tutte le catene di ristoranti di New York con almeno 15 esercizi attivi dovranno inserire nell'elenco delle pietanze proposte, accanto ai prezzi, l'apporto calorico. Lo ha disposto il giudice federale della Grande Mela, Richard Holwell, tra il malumore dei ristoratori che vedono nell'obbligo una misura eccessiva. Il provvedimento riguarderà ben 2.400 esercizi nella sola Manhattan e i brand di ristorazione che dovessero essere inadempienti rispetto a queste informazioni pagheranno multe fino ai duemila dollari.
La misura di "consapevolizzazione alimentare" mira a prevenire centocinquantamila nuovi casi di obesità e trentamila casi di diabete nei prossimi cinque anni a New York.
È stato osservato che il 30 per cento dei newyorchesi consuma durante il solo pranzo ben mille calorie. McDonald's, Burger King, Kfc, Domino's, Pizza Hut, Taco Bell: questi sono alcuni dei nomi più famosi delle catene interessate dalla nuova norma.
Senz'altro tutto ciò è figlio di una società malata...ma non deve passare in secondo piano l'utilità culturale di questa manovra legale: nel tempo gli americani che avranno voglia di capire che cosa stanno mangiando si abitueranno a considerare l'apporto calorico come un'informazione cruciale prima di decidere se consumare o meno un piatto e i menù calorici contribuiranno, a creare un'attenzione intorno al problema nutrizionale.
Così come viene scritto sui pacchetti delle sigarette su certi pasti che si trovano nei fast food... ma anche in molti panini che si trovano nei nostri bar andrebbe scritto "NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE".
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