AlbertoFatticcioni.com - preparazione atletica, personal trainer,consulenza fitness, allenamento personalizzato, integratori alimentari, Firenze July 2008 - Posts - Il Blog del Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Firenze
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Il Blog del Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Firenze

July 2008 - Posts

  • Allenamento: reclutare più fibre muscolari per far crescere i muscoli

    Asciutto e muscoloso...

    Le riviste "fitness" sono piene di articoli sugli integratori ma di allenamento non si parla mai. Non potrebbe esser altrimenti, sono gli integratori a finanziare le riviste; avete mai fatto caso di chi sono tutte le pubblicità?!? Senza le fabbriche di integratori non esisterebbero neanche le riviste del fitness, mancherebbero gli sponsor. Ma quello che è peggio...avete mai trovato su una rivista una critica spudorata ad un integratore???

     

    La scienza intanto va avanti, le conoscenze sull'allenamento migliorano ma ben poco arriva al popolo delle palestre...a loro è più facile dare integratori... in questo modo non c'è rischio di sbagliare, tutti son capaci di prendere delle pastiglie o di mischiare una polverina...ci trattano come stupidi, è questa la realtà.

     

    Se siete uno di quelli che preferisce l'informazione alla disinformazione e spinge ferro per tutto l'anno in sala pesi ma non vede mai cambiare il proprio corpo vi consiglio di leggere attentamente questo articolo. Qui non si parlerà dell'ultimo integratore miracoloso (che non esiste) ma solo di allenamento.

     

     

    L'allenamento per l'ipertrofia è più comunemente conosciuto come l'allenamento per l'aumento della massa muscolare. Questa tipologia di allenamento può sembrare di "nicchia" in quanto ad una prima analisi appare di pertinenza solo dei body builder ma in realtà è una metodologia di allenamento che coinvolge moltissime persone; la maggior parte di quelli che si iscrivono in palestra, si allenano in sala pesi con l'intento di aumentare le proprie masse muscolari.

     

     

    Ma innanzitutto chiariamo il concetto. Che cos'è l'ipertrofia muscolare?

     

    Molti, mentre si allenano si vedono gonfi, pieni di muscoli, ma una volta tornati a casa quest'effetto svanisce. Questa non è "ipertrofia"; quest'effetto è solo dovuto alle grandi quantità di sangue e di liquidi che vengono pompate all'interno dei muscoli che lavorano e per questo sembrano più grossi.

     

    La vera ipertrofia  è l'aumento delle dimensioni reali del muscolo e rispecchia modificazioni strutturali interne, determinate da un aumento della sezione trasversa delle fibre muscolari esistenti e da un aumento del numero delle fibre muscolari (iperplasia). Queste modificazioni sono indotte dal sovraccarico applicato sul muscolo con l'allenamento.

     

    Ma non tutti gli allenamenti sono capaci nel solito modo di innescare i processi di crescita muscolare. All'inizio, qualsiasi cosa si faccia (basta anche guardarli i pesi) i nostri muscoli migliorano ma dopo qualche anno di allenamento se non si razionalizza l'allenamento le nostre fatiche saranno sprecate.

     

     Il muscolo per crescere ha bisogno di un ventaglio di stress di tipo meccanico, metabolico e ormonale che devono essere organizzati in maniera metodologicamente corretta se si vuol arrivare a qualche risultato.

     

     

    L'IMPORTANZA DEL RECLUTAMENTO MUSCOLARE

     

    Un muscolo, per crescere, necessità di uno stimolo che sia in grado di:

    • Reclutare tante fibre muscolari
    • "Rompere" tante fibre muscolari
    • Indurre un elevato stress metabolico (acido lattico)
    • Non condurre alla barriera ipertrofica

     

    In quest'articolo analizzeremo il reclutamento muscolare ottimale per l'ipertrofia.

     

    Il reclutamento delle fibre muscolari non è altro che il numero delle fibre muscolari che vengono attivate dal nostro sistema nervoso ogniqualvolta si effettua un movimento. A seconda dell'intensità dello sforzo fisico il nostro sistema nervoso recluterà una quantità di fibre muscolari che va dall' 1 al 100% delle fibre muscolari contenute nei nostri muscoli (in caso di "pericolo" si parla anche del 110% di fibre muscolari attivate, sembra infatti che ci siano delle fibre muscolari di riserva in grado di attivarsi esclusivamente in momenti di pericolo di vita).

    Per lavorare sull'ipertrofia il reclutamento muscolare deve sempre rimanere elevato e questo lo si fa con l'entità del sovraccarico, e cioè con il peso usato; a questo scopo risulta fondamentale lavorare fra il 70 ed il 90% del carico massimale (1RM).

    Per mantenere sempre alto il reclutamento muscolare è fondamentale annullare il prestiramento. Il prestiramento non è altro che l'energia elastica che ci viene resa dal muscolo quando si passa dal regime di contrazione eccentrico a quello concentrico; è quello che avviene palesemente nel salto triplo dell'atletica leggera, ogni rimbalzo successivo al primo non è altro che una risposta elastica dei muscoli, ma in questo non è la parte contrattile a lavorare ma la parte connettivale. Per questo allo scopo di annullare le risposte elastiche connettivali e far lavorare esclusivamente la parte contrattile del muscolo, alla fine di ogni fase eccentrica dei nostri esercizi dobbiamo inserita una pausa di almeno 1 secondo.

     

    Faccio un esempio per farvi comprendere meglio quello detto fin'ora. Supponiamo che avete come 1RM (ripetizione a sforzo massimale) di distensioni su panca piana 100 kg. In quanto vogliamo lavorare sull'ipertrofia dobbiamo mantenere un carico tra il 70 ed il 90% dell'1RM (ottimale è fra l'80-85%).

    Nel nostro caso i calcoli sono semplici e sul bilanciere metteremo l'80% del nostro 1RM (100 kg) e cioè 80 kg. Già questo carico ci permette di avere un reclutamento muscolare elevato, ma, se vogliamo mantenerlo per tutto il range di esecuzione del movimento dobbiamo inserire una pausa alla fine della fase eccentrica (negativa) di circa 1 secondo. Quindi, sganciamo il nostro bilanciere con sopra 80 kg, lo freniamo fino a circa 1 cm dal petto, aspettiamo un secondo in questa posizione isometrica e ripartiamo cercando di spingere il bilanciere più veloce possibile. Avanti così per 5-6 ripetizioni. Questa sarà un'ottima serie di lavoro per l'ipertrofia. 

     

    Provate su tutti gli esercizi e fatemi sapere!

    Buon allenamento a tutti...

     

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  • Rivoluzione nei menù newyorkesi

    L'obesità e le malattie cronico degenerative indotte dalle scelte alimentari contemporanee stanno diventando sempre più una piaga sociale e le autorità stanno ricorrendo ai ripari.  Come è successo in Giappone, anche l'America sta prendendo i primi provvedimenti:  dal 25 luglio tutte le catene di ristoranti di New York con almeno 15 esercizi attivi dovranno inserire nell'elenco delle pietanze proposte, accanto ai prezzi, l'apporto calorico. Lo ha disposto il giudice federale della Grande Mela, Richard Holwell, tra il malumore dei ristoratori che vedono nell'obbligo una misura eccessiva. Il provvedimento riguarderà ben 2.400 esercizi nella sola Manhattan e i brand di ristorazione che dovessero essere inadempienti rispetto a queste informazioni pagheranno multe fino ai duemila dollari.

    La misura di "consapevolizzazione alimentare" mira a prevenire centocinquantamila nuovi casi di obesità e trentamila casi di diabete nei prossimi cinque anni a New York.

    È stato osservato che il 30 per cento dei newyorchesi consuma durante il solo pranzo ben mille calorie. McDonald's, Burger King, Kfc, Domino's, Pizza Hut, Taco Bell: questi sono alcuni dei nomi più famosi delle catene interessate dalla nuova norma.

    Senz'altro tutto ciò è figlio di una società malata...ma non deve passare in secondo piano l'utilità culturale di questa manovra legale: nel tempo gli americani che avranno voglia di capire che cosa stanno mangiando si abitueranno a considerare l'apporto calorico come un'informazione cruciale prima di decidere se consumare o meno un piatto e i menù calorici contribuiranno, a creare un'attenzione intorno al problema nutrizionale.

     

    Così come viene scritto sui pacchetti delle sigarette su certi pasti che si trovano nei  fast food... ma anche in molti panini che si trovano nei nostri bar andrebbe scritto "NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE".

     

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  • Ma la carne rossa fa davvero male?

    Numerose campagne indirizzate alla prevenzione delle malattie cronico degenerative hanno messo sotto accusa le carni, specie se rosse, per il loro contenuto in grasso ed in colesterolo, considerato tutto dannoso e pericoloso per la salute e perciò da abolire dalla nostra alimentazione.

    L'intera popolazione è stata bombardata da media e medici di messaggi non sempre limpidi per la loro base scientifica... c'è stato il periodo della colesterolo-fobia e l'industria farmaceutica si è arricchita inventando farmaci pseudomiracolosi; c'è stato il periodo della grasso-fobia e l'industria alimentare ha fatto cassa sfornando prodotti senza grassi e prodotti light. Ma l'uomo da queste grandi manovre di marketing ha tratto ben pochi vantaggi per la propia salute.

     

    Proviamo a fare un po' di chiarezza.

     

    Innanzitutto c'è da dire che i valori di colesterolo quasi nulla hanno a che fare con l'apporto dietetico diretto; non è quindi il colesterolo che mangiamo a crearci problemi cardiovascolari ma molto probabilmente i complessi rapporti che intercorrono fra diverse variabili come: stato di idratazione - stress acido -rapporto omega3/omega6. Tratterò qui nello specifico l'ultimo di questi fattori.

     

    Un importante, seppur ignorato cambiamento recente nell'alimentazione umana è registrato dal mutato rapporto fra omega-3 e omega-6. I primi sono prodotti nelle foglie delle piante, i secondi nei semi. Entrambi non devono mancare nella nostra dieta, ma è importante che siano ingeriti in una certa proporzione (ricerche dimostrano che il loro rapporto conta più delle quantità assolute). Se gli omega-6 sono troppi rispetto agli omega-3 possono insorgere problemi cardiaci, dovuti probabilmente al fatto che i primi sono coagulanti (infiammatori) mentre i secondi sono anticoagulanti (antinfiammatori). Man mano che la nostra alimentazione e quella degli animali di cui ci nutriamo, si è spostata sempre più dalle piante a foglia verde ai cerali, cioè dalle erbe al grano o mais, il rapporto tra omega-6 e omega-3 è passato da circa uno ad uno (come accade per i cacciatori-raccoglitori) a più di dieci ad uno.

    Forse un giorno ci accorgeremo che questa mutazione è stata una fra le più deleterie tra quelle portate dall'industrializzazione del comparto alimentare. Una mutazione, tra l'altro, di cui non ci siamo accorti per un bel po', visto che il ruolo degli omega-3 per la salute è balzato alla luce solo ai giorni nostri.

     

    I normali limiti della scienza della nutrizione hanno oscurato gli effetti che la catena industriale sta comportando sulla nostra salute. Le ricerche in questo settore promettono di rivoluzionare completamente le nostre idee sull'alimentazione; e sembra che le colpe alla carne rossa, a lungo ritenuta complice di varie malattie cardiovascolari, siano dovute non tanto all'animale in sé quanto ha ciò che mangia (il che potrebbe spiegare il motivo per cui moderni popoli di cacciatori raccoglitori ne consumano molta senza soffrire di alcuna patologia cardiovascolare).

    Spesso per riequilibrare il rapporto omega-3/omega-6 viene consigliato di mangiare del pesce; i salmoni sono ricchissimi di omega-3... ma non quelli di allevamento. I salmoni che troviamo in commercio sono tutti di allevamento, e la loro dieta assomiglia a quella dei manzi industriali, basata cioè su farine di cereali; il risultato è che la loro carne contiene meno omega-3 rispetto agli esemplari selvatici (che ne presentano dosi molto alte perché gli acidi grassi tendono a concentrarsi man mano che si sale nella catena alimentare, a partire dalle alghe e dal fitoplankton in cui sono prodotti).

    Secondo i consigli dietologici contemporanei mangiare salmone fa sempre meglio che mangiare manzo, ma questo è vero solo se il primo si è nutrito di alghe e di krill ed il secondo di erba. Nel caso di bovini allevati allo stato brado e di salmoni industriali, potrebbe essere vero addirittura il contrario: è più sano preferire la carne di manzo a quella di salmone. (Il rapporto tra omega-3 e omega-6 di animali che brucano l'erba è migliore: due ad uno, rispetto al dieci a uno di quelli che mangiano cereali). La specie in se, in certi casi, importa meno del modo in cui è stata nutrita.    

     

    Questo dimostra come non sia la carne rossa a fare male ma siamo noi a farci male per come alleviamo i nostri animali. Il fatto che il valore nutritivo di un dato alimento (e degli animali che se ne cibano) possa variare non solo a livello quantitativo ma anche qualitativo, mette un bel bastone fra le ruote dei meccanismi industriali, fondati sull'assunto riduzionistico che il manzo sia comunque manzo e il salmone sia comunque salmone.

     

    Questo ci aiuta a vedere sotto un'ottica diversa la questione dei prezzi, perché se la qualità conta molto più della quantità il costo di un alimento può avere una connotazione diversa...

     

    Che senso ha acquistare del manzo industriale ad 8 euro al chilo quando poi dobbiamo spenderne 40 al mese per comprare le capsule di omega-3 che mancano nella carne?

     

    Non è meglio acquistare subito del manzo allevato allo stato brado?

     

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  • Siamo quel che mangia quello che mangiamo noi

    La casa in campgna dove sono nato e cresciuto

     

    Ovunque io sia mi porto dietro questo posto.

    Nella foto potete vedere il podere nel quale sono nato, cresciuto e vissuto fino a che non ho iniziato l'università. La mia essenza si è evoluta in una delle parti della Toscana più selvaggie, sono cresciuto in un continuo e costante rapporto con la natura e con gli animali. Volevo svelarvi questo segreto...così avrete modo di capire meglio perchè un Personal Trainer (figura professional-metropolitana) tratta argomenti che certe volte possono sembrare al limite fra l'agricoltura e la salute (certe volte mi definisco un Personal Trainer Contadino...domenica scorsa per esempio l'ho passata a raccogliere i fagioli borlotti e cannellini che avevo seminato a marzo). 

    Ma in realtà il mondo dell'agraria e quello della salute sono molto più in connessione di quanto potete immaginare...  

    Un numero crescente di ricerche mostra che l'alimentazione a base di erbe cambia radicalmente il profilo nutrizionale dei prodotti ovicoli, così come della carne bovina e del latte.

    Non sorprende inoltre scoprire che gli stessi animali nutriti al pascolo hanno anche molto meno grasso rispetto a quelli nutriti esclusivamente con granaglie (come per gli esseri umani, anche per gli animali, una dieta troppo ricca di carboidrati e l'assenza di attività fisica imposta nei capannini porta ad un aumento del grasso corporeo). Ma i grassi non sono tutti uguali : quelli polinsaturi sono più salubri di quelli saturi, e certi grassi insaturi sono migliori di altri. Alla fine dei conti il risultato è sempre che i grassi presenti nella carne di animali nutriti ad erba sono del tipo a noi più benefico.

    Le carni di animali allevati al pascolo, contengono più acido linoleico coniugato o CLA (di cui vanno tanto di moda gli integratori), un acido grasso che secondo studi recenti potrebbe avere un ruolo nel dimagrimento e nella prevenzione del cancro. Ma la cosa più importante è che la carne, il latte e le uova di animali allevati al pascolo presentano livelli più alti di omega-3, acidi grassi essenziali, prodotti nelle cellule delle piante a foglia verde e delle alghe, che hanno un ruolo indispensabile per la nostra salute, soprattutto perché favoriscono la salute e la crescita dei neuroni. C'è ancora molto da scoprire sugli omega-3 ma pare addirittura che le donne in gravidanza le quali ricevono dosi adeguate di questi acidi grassi, diano alla luce figli con capacità di apprendimento più alte. 

     

    L'assunto teorico base a supporto di tali evidenze scientifiche è questo: se vediamo la faccenda in senso storico, l'evoluzione ha portato la specie umana a vivere di caccia e di raccolta; i geni degli antichi cacciatori-raccoglitori sono ancora tutti dentro di noi, ed il nostro DNA non è cambiato molto. L'uomo ha avuto meno di diecimila anni, un battito di ciglia nella storia evolutiva, per adattarsi all'alimentazione derivata dall'agricoltura, e dal punto di vista biologico i cibi di origine industriale, che si basano in gran parte su poche varietà di cereali, come il grano ed il mais, sono per noi una novità recentissima.  Gli animali allevati all'aperto seguono una dieta molto più simile a quella dei loro antenati selvatici, di cui ci siamo cibati almeno nel paleolitico, rispetto a quelli alimentati a granaglie che mangiamo da pochi anni.

     

    A causa della "rivoluzione industriale" che ha caratterizzato ogni lato della nostra società, ma che, in questo caso, ha condizionato negativamente la nostra salute,  l'industria alimentare e l'allevamento hanno fatto si che quello che mangiamo abbia subito più cambiamenti negli ultimi quarant'anni che nei precedenti quarantamila.

    Progresso non deve significare necessariamente persistere nell'azione industriale continuando ad andare avanti con i soliti metodi nonostante certi errori risultino evidenti; progresso in questo caso significherebbe fare un passo indietro... per farne due avanti.

     

    Quindi il fatto che le carni di animali allevati al pascolo, il cui profilo nutrizionale ricalca quello delle specie selvatiche, siano migliori per noi ha un preciso senso evolutivo. Il nostro DNA è adatto ed adattato a certi tipi di alimenti con certe caratteristiche e non ad altri

     

     

    Inoltre è un'assurdità biologica che i bovini, animali che dovrebbero vivere d'erba in seguito ad un raffinato processo di selezione naturale, vengano trasformati dall'uomo in mangiatori di cereali. Tutto questo ovviamente per un problema politico-industriale-culturale; i cereali sono la fonte più a buon mercato che ci sia, e questa grande montagna di "energia" deve essere smaltita.

     

    Si parla spesso di ecologia, e far crescere i manzi sull'erba è molto sensato dal punto di vista ecologico: si instaura una catena sostenibile, alimentata ad energia solare, che produce proteine. Ma i bovini nutriti sui pascoli ci mettono più tempo a raggiungere il peso a cui vengono macellati, rispetto a quelli ingrassati con mangimi più ricchi, e negli ultimi cinquant'anni l'industria dell'allevamento si è dedicata con tutta se stessa ad abbreviare il tempo di vita sul pascolo a vantaggio di quella nei capannoni.

     

    I limiti della scienza (tutto non può essere scoperto subito...e tutto non verrà mai scoperto) hanno oscurato gli effetti che la catena industriale sta avendo sulla nostra salute. Non dimentichiamoci però che la nostra specie è dotata di una caratteristica intellettiva che può portarci dei grossi vantaggi.

     

    Parlo del buon senso... che in questo caso significa rispettare gli ordini naturali delle cose! 

  • Ritroviamo l'equilibrio riscoprendo che siam parte dellla natura

     

    Gli animali, le piante, noi, i microrganismi. Tutti facciamo parte del ciclo della vita.

    Ma non ci domandiamo mai se il nostro rapporto con la natura è fondato su un principio di concorrenza o di cooperazione.

    L'uomo concorre - sempre - ed è a rischio perchè non si può concorrere con la natura, si può solo cooperare.

    Le parole d'ordine che si leggono sui giornali e che vengon dette dai nostri politici sono sempre:

    • Si richiede un sacrificio agli Italiani...
    • Dobbiamo sviluppare la nostra economia...
    • Dobbiamo aumentare del 5% il nostro prodotto interno lordo...

    Ma se la crescita economica aumenta dal 5 al 10%, la nostra felicità raddoppia forse?

    La natura ne paga sempre le conseguenze, perchè noi non cooperiamo con essa, siamo in aperta concorrenza con l'essenza della nostra esistenza. Il risultato di tutto ciò è un boomerang, il pianeta è diventato inquinato e la gente disorientata dai sacrifici per vivere nella "società del prodotto interno lordo" si riempie di psicofarmaci

    Parlo spesso di unità mente corpo - l'uomo sta perdendo sempre più la relazione con la propria parte più naturale, quella che ci rende più simili agli animali, il nostro corpo - ma non ci accorgiamo che il vero problema dell'alienazione contemporanea è dovuta all'assenza del rapporto fra uomo natura. Ed invece stiamo entrando sempre più in concorrenza con ciò che ci ha generato; se combattiamo contro la natura pian piano il nostro primo e più grande nemico saremo noi stessi, perchè siamo parte della natura stessa. 

     

    La nostra essenza si trova vicino alla natura e lontano dalla lotta che abbiamo instaurato con essa per i nostri egoistici interessi. Siamo ancora cacciatori, raccoglitori, contadini, pescatori... siamo ancora parte della natura e morendo ritorneremo in essa; riprendiamoci noi stessi, riscopriendo la natura ritroveremo la nostra essenza.

     

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  • I 10 alimenti proteici con meno calorie

    I gamberetti sono fra le fonti proteiche con meno calorie 

    Vi presento la lista dei dieci alimenti proteici che contengono meno calorie. Vi consiglio di accostarla alla lista dei "10 alimenti con meno calorie"

    Gli alimenti che troverete qui sotto non dovrebbereo mai mancare nelle diete di chi vuol eliminare il grasso corporeo in eccesso in quanto permettono di fare il pieno di proteine, contengono pochissimi grassi e stimolano il senso di sazietà.

    Un esempio?

    Una bella insalata mista con radicchio rosso, pomodori, cetriolo, cipolla di tropea tagliata fine (di tutte queste verdure possiamo anche non badare alle quantità) e 250 g di gamberetti precedentemente cotti e freddati. Il tutto condito con un cucchiaio d'olio extravergine di oliva ed un po' di aceto balsamico.  

     La curiosità aumenta... ecco a voi la lista:

    1. 43 Kcal Albume d'uovo
    2. 57 Kcal Polpo
    3. 64 Kcal Rana
    4. 67 Kcal Lumaca
    5. 68 Kcal Calamaro, Razza
    6. 71 Kcal Gamberetti, Nasello, Merluzzo
    7. 72 Kcal Seppie, Vongole
    8. 78 Kcal Pesce San Pietro, Ombrina
    9. 80 Kcal Palombo, Luccio
    10. 81 Kcal Rombo, Sogliola

    Come si può vedere ad esclusione dell'albume d'uovo, e della rana (è un anfibio), tutti gli altri alimenti sono pesci, crostacei e molluschi. Il mare rappresenta un'importante fonte di ottime proteine con pochi grassi per la nostra dieta.

    Questo ci serve anche a capire che, ogniqualvolta si voglia mangiare sano per eliminare il grasso corporeo in eccesso non dobbiamo fossilizzarci sui soliti 3 alimenti (che di solito sono petto di pollo, petto di tacchino e tonno al naturale...che tra l'altro contengono tutti più calorie) ma è importante variare le nostre fonti proteiche e privilegiare quelle che provengono dalla pesca.

    Ricordiamoci che i giapponesi sono la popolazione più longeva sul globo e sono anche quelli che mediamente mangiano più alimenti provenienti dalla pesca rispetto a tutti gli altri.

     

    Nella per la vostra prossima spesa non dimenticatevi di questi alimenti... e visto che provengono dalle nostre acque cerchiam di far di tutto per mantenerle pulite!

     

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  • Pedana vibrante si, pedana vibrante no... parliamone!

    Pedana vibrante Power Plate

    Le pedane vibratorie sono state inventate nell'ex Unione Sovietica con lo scopo di risolvere i problemi di osteoporosi degli astronauti che tornavano a terra dalle stazioni orbitali, questi soffrivano spesso di gravi demineralizzazioni delle ossa causate dall'assenza di gravità.

    L'allenamento con le vibrazioni è stato usato per la prima volta nello sport in era pre-doping, dalle atlete della Ddr, che sbancavano i medaglieri olimpici forse (anche) grazie ai guadagni di forza esplosiva indotte delle vibrazioni. 

    Questo metodo di allenamento è senz'altro efficace (ci sono molte ricerche che dimostrano vantaggi derivanti dalle vibrazioni) ma c'è da ricordare che l'allenamento con le vibrazioni è un metodo e non il metodo.

    A causa dell'imponente campagna di marketing che ha inondato media di ogni tipo (tv, giornali, riviste, internet, radio), gli effetti derivanti dell'utilizzo delle pedane vibranti sono stati sopravvalutati. Ad un solo scopo, il business. E l'ondata pubblicitaria ha senz'altro fatto centro, le pedane vibranti spopolano nelle case e nelle palestre. Le pubblicità promettono miracoli di forma fisica in pochissimo tempo e senza grandi sacrifici.

     

    Ma le pedane vibratorie funzionano davvero?

     

    Scolpirsi senza fatica, macchine ideali per risultati straordinari. La pubblicità delle pedane vibranti fa spesso leva su questi concetti tanto cari ai pigri consumatori.

    Nelle pubblicità delle pedane vibratorie si promette che questi strumenti magicamente rassoderanno il corpo, faranno dimagrire, faranno guarire dall'osteoporosi ed innalzeranno persino il metabolismo. Le campagne di marketing più audaci puntano addirittura sul far scomparire la cellulite. Ecco i miracoli promessi delle pedane vibranti. Ma state tranquilli, senza allenamento con i pesi e senza allenamento aerobico (nuoto, corsa, ciclismo..) e con il solo uso delle pedana vibratoria avrete da osservare ben poche magie.

     

    In realtà questi miracoli promessi sono in parte falsi. Lo dice addirittura l'Antitrust, l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, con due provvedimenti che riguardano i messaggi pubblicitari diffusi attraverso televendite, siti web e inserzioni di due prodotti destinati al mercato (l'Antitrust ha condannato la società Tecno Power s.r.l., produttore della pedana Vibro Power, al pagamento di una multa di 73.400 e Power Plate Italia s.r.l., produttore della pedana Power Plate My 5, a pagare 68.400).

    La tesi è che le pedane non sono un metodo di allenamento "alternativo" efficace e che è falsa l'equazione "10 minuti uguale un'ora e mezzo di palestra" (ovviamente tutto è relativo... che cosa significa fare un'ora e mezzo di palestra? Chiunque abbia fatto un'ora di allenamento con me capirà senz'altro che cosa intendo dire). Gli studi scientifici indicati all'Antitrust dalle aziende produttrici sono riferiti a differenze assai limitate e parziali e a singoli muscoli e statisticamente non significativi. E il rischio è la pubblicità che enfatizza "funzioni terapeutiche e riabilitative" ma non evidenzia le controindicazioni e i tempi massimi di esposizione al trattamento destinata a colpire un target particolarmente sensibile: chi soffre di obesità, cellulite e osteoporosi.

    Power Plate Italia, filiale della multinazionale che è leader del mercato globale, per difendersi ha presentatato all'Antitrust 800 pagine di studi scientifici internazionali accreditati che provano i vantaggi derivanti dall'uso delle pedane vibratorie. Ci sono studi che hanno dimostrato l'incremento del benessere generale, l'aumento del tono muscolare, dell'ormone della crescita , della densità ossea, e l'abbassamento del cortisolo (l'ormone dello stress), Power Plate Italia ha inoltre sottolineato all'Antitrust che sulle pedane vibranti sono state svolte oltre 2500 ricerche e che circa 40 équipe in tutto il mondo stanno studiando l'allenamento con le vibrazioni.

     

    La scienza ha senz'altro dimostrato che cosa accade con un utilizzo "perfetto" dell'allenamento vibratorio ma c'è troppa enfasi sugli effetti reali indotti dall'uso delle pedane vibratorie. Non è di certo vero che basta comprare una pedana vibratoria per dimagrire, perché gli effetti sul metabolismo sono scarsi però non c'è dubbio che se usata bene (e se di buona qualità) l'allenamento con le vibrazioni migliora la potenza e la forza muscolare e può essere utile per recuperare il meccanismo propriocettivo, cioè il controllo fine neuromuscolare che si perde in caso di traumi.

     

    Senz'altro è da sconsigliarsi il fai-da-te: chi le usa è meglio che sia assistito da un trainer preparato, in grado di far  rispettare tempi, esercizi e metodi  di allenamento.  Ma c'è anche un'altra parola d'ordine "non abusarne", ancora non si conoscono bene gli effetti negativi legati ad un'eccessiva esposizione alle vibrazioni che si pensa siano possibili.

     

    Alcune pedane sono ottime, altre meno... e sono senz'altro queste le più dannose. Un'importante indice sulla qualità di una pedana vibratoria è il prezzo, in quanto si tratta di uno strumento dove la componente tecnologica e meccanicistica fa la differenza, se costa poco quindi diffidate del prodotto; è senz'altro un indice di bassa qualità.

    Ripeto ancora che, anche se compriamo la migliore pedana vibratoria al mondo un allenamento di qualità elevata e non pericoloso, se non si è esperti, può essere possibile solo con un professionista che spiega come fare gli esercizi sulla pedana.

    Il fitness "fai da te" è sempre meglio evitarlo visto che a rischio c'è la nostra salute.


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  • Eliminare il grasso corporeo in eccesso mangiando 5 volte al giorno

    Non dimenticate di fare il pieno di verdura 

    Qui sotto troverete dei consigli nutrizionali tipo, adatti ad una donna attiva con peso intorno ai 65 kg ed un'altezza compresa fra 160-165 cm.

    La giornata tipo è suddivisa in 5 pasti semplici e veloci da preparare e si adatta perfettamente agli orari di chi fa un lavoro da impiegata e per forza di cose si allena intorno alle 18,30.

    Con questo semplice regime nutrizionale sarà possibile eliminare il grasso corporeo in eccesso con una facilità che neanche potevate immaginare.

     

    COLAZIONE ore 7,30

    • 1 uovo intero + 2 albumi d'uovo strapazzati in una padella antiaderente con un pizzico di pepe
    • 40 g di pane integrale di segale
    • 100 g di mirtilli, lamponi o more

     

    SPUNTINO MATTUTINO ore 10,30

    • 1 yogurt scremato TOTAL 0%

     

    PRANZO ore 13,30

    • 60 g di pasta integrale condita con del pomodoro fresco
    • 180 g di insalata mista condita con 10 g di olio extravergine di oliva (1 cucchiaio da minestra) ed aceto balsamico
    • 50 g di tonno al naturale
    • 200 g di fragole

     

    SPUNTINO POMERIDIANO ore 16,30

    • 30 g di parmigiano reggiano o grana padano (1 cubetto)
    • 100 g di pere (1 pera piccola) 

     

    CENA ore 20,30

    • 200 g di petto di tacchino cotto in padella antiaderente con un filo di aceto balsamico
    • 300 g di finocchi freschi tagliati sottili conditi con succo di limone e 10 g di olio extravergine di oliva
    • 200 g di albicocche fresche

     

    Lista dei componenti

    1. Calorie 1300
    2. Proteine 125 g
    3. Carboidrati 125 g
    4. Grassi 40 g
    5. Fibra totale 35 g

    Rapporti fra i componenti

    1. Proteine 40%
    2. Carboidrati 40%
    3. Grassi 20%

    Suddivisione % delle calorie fra i pasti

    1. Colazione 17%
    2. Spuntino mattutino 7%
    3. Pranzo 33%
    4. Spuntino pomeridiano 11%
    5. Cena 32%
Alberto Fatticcioni - Personal Trainer - Firenze
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