AlbertoFatticcioni.com - preparazione atletica, personal trainer,consulenza fitness, allenamento personalizzato, integratori alimentari, Firenze May 2008 - Posts - Il Blog del Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Firenze
in

Personal Trainer Firenze

preparazione atletica, personal trainer, consulenza fitness, allenamento personalizzato a Firenze.

Il Blog del Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Firenze

May 2008 - Posts

  • Eliminare grasso con le proteine

     

    Le proteine sono l'alleato numero uno nella lotta al grasso in eccesso; hanno infatti un effetto termico doppio rispetto a quello dei grassi o dei carboidrati e di conseguenza accelerano il metabolismo. Questo permette di bruciare più calorie di quelle che verrebbero bruciate se venisse assunta la stessa quantità di calorie ma sotto forma di grassi o di carboidrati. La scienza ha infatti dimostrato che le 100 calorie fornite dallo zucchero bianco (carboidrati), dall'olio di oliva (grassi) oppure dal petto di tacchino (proteine) non vengono metabolizzate dall'organismo nello stesso modo, e che il bilancio finale delle stesse al termine dell'assimilazione varia molto a seconda della loro origine.

    Inoltre, rispetto ai grassi e ai carboidrati, le proteine hanno un maggiore valore saziante, questo permette di sentire meno la fame e più in ritardo rispetto ad un pasto basato su alimenti che apportano solo grassi o carboidrati. La digestione delle proteine è la più lunga e la più laboriosa fra tutte le categorie alimentari. Sono necessarie più di tre ore per ottenere la completa disgregazione e la successiva assimilazione di un alimento proteico. Il lungo lavoro per estrarre calorie ha un costo elevato per l'organismo, e da qui deriva "l'azione metabolica" delle proteine. Si è calcolato che per ottenere 100 calorie da un alimento proteico bisogna spenderne circa 30. Si può riassumenre questa paricolarità dicendo che l'azione dinamico specifica delle proteine è pari al 30%, mentre quella dei lipidi è pari al 12% e quella dei glucidi è del 7%. L'A.D.S o azione dinamica specifica rappresenta lo sforzo o il dispendio energetico che l'orgnismo deve investire per disgregare un alimento fino a portarlo allo stato di molecola semplice, unica forma nella quale esso può entrare nel sangue. Le proteine sono infatti formate da lunghe catene di amminoacidi legati chimicamente tra loro che hanno bisogno di una lunga masticazione combinata a una laboriosa azione meccanica al'interno dello stomaco e, soprattutto, dall'attacco enzimatico prima della pepsina, e poi dei succhi pancreatici prima di essere digerite.

    Da questo deriva che, quando una persona vuol eliminare grasso dal prorio corpo deve consumare pasti proteici; già il semplice fatto di digerirli e assimilarli comporta per lui un lavoro, una perdita di calorie che riduce l'apporto energetico del pasto e permette di mettere in moto il metabolismo. Questa caratteristica degli alimenti proteici è particolarmente vantaggiosa per perdere la massa grassa in eccesso.

    Le proteine magre inoltre permettono di dimagrire senza perdere massa muscolare, anzi, se il corpo è in deficit proteico, con una dieta ricca di proteine le masse muscolari si svilupperanno fino alle loro dimensioni naturali . Questo non ha nulla di sorprendente se si pensa che il tessuto muscolare è fatto da proteine; un regime troppo povero di proteine obbliga l'organismo a utilizzare quelle dei muscoli per tutte le funzioni da adempiere in quanto il muscolo è l'unico "deposito" di amminoacidi del nostro corpo. Al contrario, un regime ricco di proteine, non ha motivo di attingere alle riserve dell'organismo perchè ne fornisce in modo abbondante e permette allo stesso tempo di eliminare il grasso corporeo in eccesso e di dare linfa vitale alle masse muscolari.

     

    Si vedono troppe persone che curano la forma fisica avendo come unico punto di riferimento la bilancia. Il peso da solo non può e non deve avere questo ruolo esclusivo. La bellezza esteriore di un corpo, che sia maschile o femminile, è data dalla sua eleganza nelle movenze e dalle sue forme, e questi fattori sono determinati dalla postura e dalla tonicità dei tessuti muscolari. E solo attraverso un regime nutrizionale ragionato ed una attività fisica ben praticata che si può arrivare a sviluppare tutte le potenzialità naturali di cui il nostro corpo è dotato.

     

    www.albertofatticcioni.com

  • Gli inceneritori (o termovalorizzatori) uccidono

     

     

    Decine e decine sono gli studi epidemiologici condotti per indagare le ricadute sulla salute delle popolazioni residenti intorno agli inceneritori che hanno evidenziato numerosi effetti avversi alla salute, sia tumorali che non tumorali. Fra questi ultimi i più segnalati sono: incremento dei nati femmine e parti gemellari, incremento di malformazioni congenite, ipofunzione tiroidea, diabete, patologie cerebrovascolari, ischemiche cardiache, problemi comportamentali, tosse persistente, bronchiti, allergie, broncopneumopatie ostruttive, disturbi nell'infanzia quali difficoltà di respiro, mal di testa, disturbi di stomaco, stanchezza.

     

    Ancor più numerose e statisticamente significative sono le evidenze emerse per quanto riguarda il cancro.Studi epidemiologici, anche recentissimi, condotti in paesi sviluppati e basati su campioni di popolazione esposta molto vasti, evidenziano una correlazione tra patologie tumorali (sarcoma) e l'esposizione a diossine derivanti da inceneritori e attività industriali.

     

    Altre indagini epidemiologiche prendono in particolare considerazione gli inceneritori come fonte d'inquinamento da metalli pesanti, ed eseguono accurate analisi considerando sia fattori socio-economici sia le popolazioni esposte nelle precise zone di ricaduta (mappe di isoconcentrazione tracciate per rilevamento puntuale e interpolazione spaziale col metodo di kriging). L'analisi, accurata pur se limitata solo ad alcune popolazioni, evidenzia inequivocabilmente aumenti statisticamente significativi di patologie tumorali, ad esempio nelle donne residenti in zona da almeno cinque anni. Nello studio viene ugualmente rilevata l'esposizione ad ossidi di azoto (NOx)

    Un'analisi sintetica degli effetti sulla salute, svincolati dalla sola analisi dei singoli composti emessi - difficilmente studiabili se non in toto per gli effetti sinergici e di amplificazione dei componenti della miscela -, si può invece evincere da alcuni altri lavori: sempre in Giappone si è rilevata correlazione tra l'aumento di una serie di disturbi minori nei bambini e distanza dagli impianti 

    Passando a problemi di ordine maggiore, proprio in una ricerca condotta in Toscana sugli abitanti di Campi Bisenzio si sono rilevati aggregati (cluster) di aumento di mortalità per linfoma non Hodgkin

    Altri studi, nonostante difficoltà relative all'analisi dei dati, aggiungono risultati significativi sull'incidenza di tumore polmonare, linfoma non Hodgkin, sarcomi ai tessuti molli, tumori pediatrici, malformazioni neonatali

    Diversi studi europei rivelano, sempre nell'ambito delle patologie tumorali, correlazioni con la presenza di inceneritori, in coerenza con analoghi studi precedenti.

    Sull'effetto dei metalli pesanti dispersi dalla combustione di rifiuti pericolosi sulla salute della popolazione si rileva che le emissioni non si limitano alle sostanze aerodisperse, ma possono riguardare anche le acque o i siti di stoccaggio delle ceneri 

    Uno studio britannico ha analizzato la distribuzione del piombo e cadmio derivato dalle emissioni di polveri sottili di un inceneritore per fanghi di depurazione evidenziando che nelle adiacenze dell'inceneritore si rilevano picchi maggiori di concentrazione, seppure l'impatto sia relativamente piccolo rispetto alle altre attività antropiche nella zona oggetto di studio

    Ancor più interessanti (e se vogliamo inquietanti) sono le osservazioni che si possono fare per lo studio condotto nel quartiere di Coriano a Forli (CF), ove sono attivi due impianti: uno per rifiuti ospedalieri ed uno per RSU (rifiuti solidi urbani). L'indagine condotta con metodo Informativo Geografico (GIS) ha riguardato l'esposizione a metalli pesanti, stimata con un modello matematico, della popolazione residente per almeno 5 anni entro un'area di raggio di 3.5 km dagli impianti. Eccessi statisticamente significativi sono emersi per quanto attiene il sesso femminile: in particolare si è registrato un aumento del rischio di morte per tutte le cause correlato alla esposizione a metalli pesanti tra il +7% e il +17%. La mortalità per tutti tumori aumenta nella medesima popolazione in modo coerente con l'aumento dell'esposizione dal +17% al +54%. In particolare per il cancro del colon-retto il rischio è compreso tra il +32% e il +147%, per lo stomaco tra il +75% e il +188%, per il cancro della mammella tra il +10% ed il +116% . Questa stima appare particolarmente drammatica perché si basa su un ampio numero di casi (358 decessi per cancro tra le donne esposte e 166 tra le non esposte) osservati solo nel periodo 1990-2003 e solo tra le donne residenti per almeno 5 anni nell'area inquinata.

     

    Dalle evidenze scientifiche appare chiaro che gli inceneritori rappresentano un importante rischio per la salute di tutti. Così come si scrive sui pacchetti di sigarette "IL FUMO UCCIDE" su ogni inceneritore (o termovalorizzatore) andrebbe scritto "L'INCENERITORE UCCIDE" e per questo in uno stato dove al centro degli obiettivi sociali vien messo la tutela della salute dei cittadini gli inceneritori dovrebbero essere messi fuorilegge.

     

    La mappa degli inceneritori

    www.albertofatticcioni.com

     

  • Come migliorare il proprio corpo con i pesi

    Le otto regole generali per trasformare il proprio corpo lavorando con i pesi.

    1. Il primo passo è quello di credere realmente che trasformare il proprio corpo è  possibile. Dipende tutto da voi stessi, dalla vostra motivazione, dalla vostra concentrazione, dalla vostra voglia di migliorare, di cambiare
    2. Il passo successivo consiste nell'allenarsi sodo, concentrandosi su movimenti di base da eseguire con bilanciere, manubri o a corpo libero anziché con le macchine e i cavi, e su esercizi che reclutano più gruppi muscolari contemporaneamente. Basta con la "balla" più diffusa nelle palestre, che, il muscolo, per crescere, deve essere colpito da ogni angolazione, con 4-5 esercizi. In realtà il muscolo cresce solo quando lo si usa nel suo modo naturale di lavorare; il sistema muscolo scheletrico è concepito per lavorare a gruppi di muscoli e non in isolamento, proprio perché le sinergie tra i vari muscoli rappresenta il modo naturale dell'uomo di attivare il proprio sistema muscolare. La storia che un muscolo, per crescere, deve lavorare in isolamento è fuorviante. Venendo alla pratica di tutti i giorni  per allenare le gambe sono ottimi esercizi lo squat, la pressa ed il calf in piedi per i polpacci. Per allenare la schiena ed il dorso gli stacchi da terra, il rematore con bilanciere e le trazioni alla sbarra rappresentano il top. Le distensioni su panca piana con bilanciere o manubri, i piegamenti a terra e le distensioni alle parallele sono i migliori esercizi per i pettorali.  Per gli addominali i crunch appesi alla sbarra, il sit up con sovraccarico ed il crunch a libretto sono gli esercizi più completi. Sono inoltre da non dimenticare esercizi come il lento avanti in piedi con bilanciere o manubri per le spalle, il curl in piedi con bilanciere o manubri per i bicipiti e la panca piana ad impugnatura stretta per i tricipiti.  Con questi esercizi si possono ottenere ottimi risultati in quanto verranno allenati tutti i muscoli del corpo
    3. "Per migliorare domani bisogna essere forti oggi". I principianti ed i praticanti di livello intermedio dovrebbero preoccuparsi di allenare la forza con cicli regolari e metodologie adeguate anziché preoccuparsi sempre degli esercizi di "pompaggio" e di "rifinitura". Una metodologia importante per l'incremento della forza massima da utilizzare per 6-8 settimane almeno 2-3 volte l'anno consiste nell'usare un peso pari al 70-100% del massimale reale o 1 R.M. (significa una ripetizione effettuata con un carico che permette di eseguire una sola ripetizione), per un numero di ripetizioni che va da 1 a 6 per 4-8 serie con recuperi da 3-4 minuti. Anche con l'utilizzo di questa metodologia gli allenamenti dovrebbero essere basati su movimenti multiarticolari di base sopra elencati anziché su esercizi monoarticoloari di isolamento muscolare. 
    4. "Il numero ideale di ripetizioni ottimale per ottenere lo sviluppo della massa muscolare è di circa 10 ripetizioni massimali". Si considera 10 come il numero della "vittoria", cioè che al raggiungimento del quale "si vince" nell'allenamento successivo un incremento del carico e come 8-12 ripetizioni il Target ottimale di ripetizioni da eseguire se si vuol lavorare per l'ipertrofia muscolare. La migliore metodologia per l'incremento della massa muscolare da utilizzare per 6-8 settimane almeno 3-4 volte l'anno consiste nell'usare un peso pari al 70-80% del massimale reale, per un numero di ripetizioni che va da 8 a 12 per 3-6 serie con recuperi da 1-2 minuti con un tempo di tensione per serie di almeno 40-60 secondi (è il tempo di durata dell'esercizio, se le ripetizioni vengono effettuate troppo velocemente il lavoro è meno efficace)
    5. "Pur seguendo uno schema di base costante, è essenziale variare costantemente la scelta degli esercizi". In questo modo si può agire sui muscoli in modo sempre diverso, impedendo così che si adattino al lavoro svolto (è per questo che è importante periodicamente variare la routine di allenamento). Tutti gli esercizi sono in qualche modo efficaci. Ci sono esercizi che funzionano meglio per alcuni e meno per altri, ma questo si può verificare solo con l'esperienza o con la supervisione di un professionista del settore
    6. "I principianti non devono eseguire molti esercizi". Troppi esercizi Finiscono per confondere fisicamente e mentalmente. Quando un principiante si allena, è consigliabile che esegua solo un esercizio di base per gruppo muscolare; in questa fase inoltre difficilmente si possono tollerare più di 5 serie per gruppo muscolare. Se si eseguono troppi esercizi il rischio inoltre è quello di distrarsi, di perder in efficienza e, soprattutto in quanto non si vedono risultati di perdere l'entusiasmo
    7. "Per avere degli effetti reali l'allenamento deve essere breve". La durata dell'allenamento deve essere compresa fra i 40-45 e gli 80-90 minuti, periodo in cui il testosterone rimane alto ed i livelli di corstisolo non sono eccessivi. In questo tempo dobbiamo essere determinati e grintosi.  Ai principianti consiglio inoltre di restare in palestra un po' di più, completando l'allenamento in un'ora e mezza anziché in un'ora. In questo modo possono recuperare completamente tra un set e l'altro ed utilizzare il massimo della forza in ogni esercizio
    8. "Per avere degli effetti reali l'allenamento deve essere intenso". Avendo a disposizione un massimo di 90 minuti per seduta è logico strutturare l'allenamento con pochi esercizi di base e accoppiare i gruppi muscolari in modo produttivo e razionale. Per ottenere grandi risultati basta utilizzare pochissimi esercizi multiarticolari, in quanto sono in grado di far eseguire all'atleta carichi estremamente pesanti e capaci di esercitare un maggiore stress sui muscoli. Alla luce di queste considerazioni appare utile scegliere al massimo 2 esercizi per gambe/petto/dorso/addome e uno per spalle/tricipiti/bicipiti/polpacci

     

    www.albertofatticcioni.com

     

     

  • Il numero delle "cellule di grasso" influisce sulla perdita di peso

     

    Chi mangia troppo da piccolo, finirà per avere maggiori problemi a dimagrire da adulto: con la dieta riuscirà a ridurre le dimensioni delle sue cellule adipose (svuotandole di grasso), ma non il numero, infatti nonostante il dimagrimento le cellule adipose non scompaiono e ciò predispone a riprendere più facilmente il peso perduto. Una nuova ricerca svedese, pubblicata sulla rivista Nature, ha appena dimostrato che il numero degli adipociti (le cellule di grasso) aumenta fino all'adolescenza, poi rimane stabile nel corso della vita.

    "Dynamics of fat cell turnover in humans"

    Obesity is increasing in an epidemic manner in most countries and constitutes a public health problem by enhancing the risk for cardiovascular disease and metabolic disorders such as type 2 diabetes. Owing to the increase in obesity, life expectancy may start to decrease in developed countries for the first time in recent history. The factors determining fat mass in adult humans are not fully understood, but increased lipid storage in already developed fat cells (adipocytes) is thought to be most important. Here we show that adipocyte number is a major determinant for the fat mass in adults. However, the number of fat cells stays constant in adulthood in lean and obese individuals, even after marked weight loss, indicating that the number of adipocytes is set during childhood and adolescence. To establish the dynamics within the stable population of adipocytes in adults, we have measured adipocyte turnover by analysing the integration of (14)C derived from nuclear bomb tests in genomic DNA. Approximately 10% of fat cells are renewed annually at all adult ages and levels of body mass index. Neither adipocyte death nor generation rate is altered in early onset obesity, suggesting a tight regulation of fat cell number in this condition during adulthood. The high turnover of adipocytes establishes a new therapeutic target for pharmacological intervention in obesity.

     

    Un risultato interessante che conferma una vecchia teoria secondo la quale si acquisisce peso da adulti non tanto perché aumentano gli adipociti quanto perché ai accumulano grassi in quelli che uno ha fin da piccolo: quanti più adipociti ci sono, tanto più facilmente il grasso trova dove depositarsi. Ma dalla ricerca svedese è emerso anche un altro risultato, ancora più interessante: se è vero che il numero di adipociti rimane lo stesso per tutta la vita, è però vero che esiste un ricambio costante. E lascia intravedere nuove cure anti-obesità.

    Il team di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, guidato da Kirsty Spalding, ha analizzato il grasso addominale di 687 persone obese e non, e ha misurato numero e dimensioni delle cellule, mostrando così che il numero medio di cellule adipose aumenta fino all'età di vent'anni, poi rimane relativamente costante ed è strettamente correlato con l'indice di massa corporea. Gli studiosi hanno poi condotto lo stesso esperimento con persone obese prima di un intervento chirurgico di bendaggio gastrico e dopo due anni. Nonostante i pazienti avessero perso in media il 18 per cento del peso, il numero dei loro adipociti rimaneva costante, più o meno 80 miliardi, mentre si era ridotta la loro dimensione.

    Il numero di adipociti dunque rimane lo stesso per tutta la vita, ma ogni anno ciascun individuo ricicla il 10 per cento delle sue cellule adipose e nel giro di otto anni ne viene sostituita la metà. I ricercatori lo hanno dimostrato studiando il grasso estratto con la liposuzione da persone vissute nel periodo della Guerra Fredda (fra il 1955 e il 1963). A quell'epoca erano stati condotti esperimenti nucleari che avevano reso l'atmosfera più radioattiva del normale e avevano fatto sì che i cibi coltivati e mangiati in quel periodo contenessero più carbonio 14 (isotopo radioattivo del carbonio) che finiva poi nel tessuto adiposo delle persone. Se le cellule adipose fossero rimaste le stesse, avrebbero contenuto più carbonio 14 anche dopo anni, invece no: le cellule erano paragonabili a quelle di chi non aveva vissuto in quel periodo. Questa osservazione ha fatto subito ipotizzare una nuova strada di ricerca per farmaci anti-obesità: l'idea è quella di riuscire a interferire proprio con questo processo di sostituzione bloccando la nascita di nuove cellule adipose. All'opposto, si può anche pensare di stimolare, con un farmaco, la comparsa di nuove cellule adipose aiutando così pazienti malati, per esempio affetti da tumore, a riguadagnare peso.

    Gli scienziati comunque avvertono: il problema obesità non si risolve semplicemente con una pillola; la vera prevenzione si comincia da piccoli (soprattutto se in famiglia ci sono persone obese e in soprappeso) con una alimentazione che non faccia aumentare troppo il numero di adipociti e non renda poi la vita difficile da adulti. E come sempre ribadiscono che una sana alimentazione, unita all'attività fisica, è la migliore medicina per tenere sotto controllo il peso.

     

    www.albertofatticcioni.com

  • Abitazione e salute

     

     

    L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) con approfondite analisi ha stabilito che l'inquinamento dell'aria che si crea oggigiorno negli ambienti interni a causa del concorso di svariate sostanze tossiche è per lo più addirittura superiore a quello dell'ambiente esterno.

    Sin dal 1983 ha riconosciuto la Sick Building Sindrome, una sindrome da costruzione malsana, ed ha accuratamente descritto i principali sintomi ai quali può dare origine. Tra le cause principali che sono sospettate di concorrere a provocare la cosiddetta "sindrome da edificio malato" che si manifesta soprattutto in chi risiede in nuove costruzioni o in costruzioni recentemente ristrutturate e trasformate in una sorta di "camere stagne", i ricercatori individuano:

    • La scarsa ventilazione degli ambienti interni
    • L'eccessiva illuminazione
    • La presenza dei fumi generati dalla combustione del tabacco
    • L'aria secca
    • L'impiego di deodoranti per la casa
    • L'impiego di deodoranti per le persone

     

    Inoltre risultano molto dannosi per la salute degli abitanti:

    • L'esalazione di sostanze tossiche dai materiali da costruzione
    • L'uso spropositato di prodotti per l'igiene della casa
    • L'utilizzo di video terminali
    • La carenza di ioni negativi nell'aria
    • La presenza di materiali e tessuti sintetici per l'arredo
    • Il rumore

     

    L'OMS ha rilevato che le cause principali dell'inquinamento indoor possano essere ricondotte alle moderne tecniche di costruzione e in particolare vadano ricercate nelle emanazioni provenienti da materiali isolanti artificiali, dalle vernici, dalle laccature, dai diluenti e dagli impregnanti, così come dai rivestimenti sintetici di pareti e soffitti. L'OMS ha inoltre calcolato che circa 1/3 degli edifici realizzati negli ultimi 30 anni nei paesi industrializzati presentano problemi in grado di arrecare disturbi agli occupanti e che circa il 40% dei materiali usati in edilizia è potenzialmente aggressive.

    Molti scienziati ritengono che a causa dell'incalcolabile numero di sostanze di derivazione petrolchimica il rischio proveniente degli effetti combinati è completamente sottovalutato. Ciò ha comportato una separazione radicale dalla natura e dalla naturalità del costruire casa... come se l'essere umano non fosse più parte della natura ma un nuovo organismo industriale di sintesi. 

     

    Le nostre case, dunque, sono sempre più sigillate, arredate, confortevoli, lucidate e scrupolosamente disinfettate; ma accuratamente separate dall'ambiente esterno, si sono così paradossalmente riempite di un insieme di componenti, esalazioni e prodotti che generano un inquinamento dello spazio interno e che porta a una grave interferenza sul nostro sistema biologico.

     

    L'uomo si sta allontanando sempre più dalla sua essenza di "essere naturale"... oltre alla scissione mente-corpo siamo nell'epoca della scissione uomo-natura... ed anche le nostre case ne sono l'esempio.

     

     

    www.albertofatticcioni.com

     

Alberto Fatticcioni - Personal Trainer - Firenze
Powered by Community Server (Non-Commercial Edition), by Telligent Systems