L'allenamento specifico per una disciplina sportiva, può essere impostato solo se si conoscono le richieste prestative poste dall'attività di gara.
Durante un incontro di calcio, diversi sono i fattori che ne determinano le richieste fisiologiche ed i giocatori possono incorrere in sollecitazioni che si manifestano con una ampia variabilità.
Le richieste fisiche nel calcio oltre che mediante la rilevazione di parametri fisiologici durante gli incontri ( per esempio con il monitoraggio della frequenza cardiaca), possono essere valutate anche attraverso l'analisi delle caratteristiche dei movimenti compiuti dai giocatori nel corso delle partite.
Dall'analisi degli incontri è emerso che le attività svolte in campo da un giocatore possono essere identificate in dieci differenti categorie:
- Sosta
- Cammino (4 km · hֿ¹)
- Jogging (8 km · hֿ¹)
- Corsa a bassa velocità (12 km · hֿ¹)
- Corsa a moderata velocità (16 km · hֿ¹)
- Corsa ad alta velocità (21 km · hֿ¹)
- Sprint (30 km · hֿ¹)
- Corsa all'indietro (12 km · hֿ¹)
- Colpi di testa
- Contrasti
Il modello dell'esercizio fisico nel calcio è di tipo intermittente; infatti, in esso vi è un'alternanza tra molte attività differenti.
"Da analisi di 70 partite la distanza media percorsa durante un incontro (portieri esclusi) fu stimata essere pari a 10.8 km con limiti oscillanti dai 9 ai 14 km." (J. Bangsbo, 1996).
Ma per la definizione del modello prestativo è importante soprattutto osservare e quantificare i tipi di attività che in media un giocatore svolge durante la partita. Da dati emersi da studi condotti su calciatori di alta prestazione si può notare che, per oltre la metà del tempo compiono attività poco dispendiose:
- Il periodo di sosta corrisponde mediamente al 15-20% del tempo di gioco, pari a 13-18 min a partita; questo è dovuto al fatto che un incontro comprende un notevole numero di soste connaturali al gioco che si verificano per vari motivi, ad esempio come nel caso in cui i giocatori sono in attesa che venga battuto un calcio di punizione.
- Il tempo in cui il giocatore cammina (4 km · hֿ¹) corrisponde mediamente al 35-40% del tempo di gioco, pari a 27-36 min a partita.
- Il tempo di jogging (8 km · hֿ¹) corrisponde mediamente al 20-25% del tempo di gioco pari a 22-27 min a partita.
- Il tempo in cui il giocatore corre a bassa velocità (12 km · hֿ¹) corrisponde mediamente al 15-20% del tempo di gioco, pari a 13-18 min a partita.
- Il tempo in cui il giocatore effettua attività a velocità più sostenute come la corsa a moderata velocità (16 km · hֿ¹), la corsa ad alta velocità (21 km · hֿ¹) e lo sprint (30 km · hֿ¹) corrisponde mediamente al 5-10% del tempo di gioco pari a 5-9 min a partita dove lo sprint corrisponde allo 0.4-0.8% a partita pari a 25-45 s a partita. Nonostante le corse ad alta velocità rappresentano proporzionalmente la percentuale più bassa delle attività effettuate durante la partita, queste sono quelle che più di ogni altra cosa influiscono nelle azioni da goal.
- Il tempo di corsa all'indietro (12 km · hֿ¹) corrisponde mediamente allo 0.5-1% pari a 30-60 s a partita.
- Il numero medio di contrasti per giocatore è compreso mediamente tra i 5 ed i 10 a partita. Il numero medio dei colpi di testa invece varia tra gli 8 ed i 13 a partita.
Dagli studi di Marella (2001), è emerso che la capacità prestativa maggiormente sollecitata durante la gara è rappresentata dalla resistenza alla velocità. Infatti è stato rilevato che:
- la distanza media delle corse ad alta velocità effettuate dai giocatori durante una partita è di 13.24 m (DS ± 3.16 m);
- il 40% degli sprint totali è compreso fra 10-12 m;
- il recupero medio tra corse ad elevata velocità è in media di 99.6 s (DS ± 33.42).

Sembra giusto precisare che all'interno di una stessa gara e da partita a partita esiste una certa variabilità intraindividuale ed interindividuale nelle attività di gioco che può essere correlata ad una grande quantità di fattori. Le cause più comuni di variabilità sono dovute:
- Al tipo di ruolo occupato in campo dal giocatore. La distanza percorsa dai centrocampisti durante un incontro è mediamente maggiore rispetto a quella corsa da difensori ed attaccanti soprattutto per quanto riguarda le corse di spostamento effettuate a bassa velocità. È da ricordare però che la quantità di corsa effettuata ad elevata intensità è la stessa per i tre gruppi.
- All'avversario. Le gare maggiormente impegnative determinano mediamente un aumento della distanza totale media percorsa e delle corse effettuate ad elevata velocità.
- Alle caratteristiche psicologiche del giocatore. Giocatori con un grado di motivazione minore tendono mediamente a coprire una distanza inferiore ed ad effettuare una quantità minore ad alta intensità. Alcuni giocatori quindi non utilizzano tutte le loro potenzialità fisiche durante una gara.
- Al livello di prestazione. Maggiore è il livello del calcio, maggiore è la quantità di corsa effettuata ad alta intensità. I giocatori d'élite infatti effettuano più corsa ad elevata intensità rispetto ai giocatori di categorie inferiori.
Quanto appena detto è correlato anche al possesso di palla; il tempo medio in cui i giocatori si trovano in possesso di palla corrisponde mediamente all'1-1.5% del tempo di gioco pari a 50-80 s a partita, con oscillazioni che possono andare in base al giocatore dai 20 s ai 3 min e 20 s. Il numero medio di passaggi per giocatore a partita è di 30-50 mentre il numero delle intercettazioni è di 10-15 per giocatore.
Nel modello prestativo tipico del calcio non esistono grandi differenze evidenziabili ne per quanto riguarda il calcio femminile ne per quanto è constatabile a livello giovanile.
Da uno studio effettuato da Bangsbo (1995) è emerso che la distribuzione delle attività di gioco è paragonabile a quella dei calciatori e che la distanza totale percorsa dalla giocatrice negli 80 min di gioco fu di 9.5 km, il che corrisponde ad una distanza di circa 10.7 km per un incontro della durata di 90 min, valore quindi simile a quello medio ottenuto dai giocatori d'élite.
Da studi effettuati da Balsom (2004) è possibile notare che anche le categorie del calcio giovanile che vanno dai 14-15 anni in poi hanno una distribuzione delle attività di gioco simile a quella dei calciatori adulti. Ancora una volta può esser messo in luce il concetto della morfofunzionalità; la similarità degli stimoli stimoli (attività di gioco) alla quale sono sottoposti in maniera costante e duratura i giocatori sin da giovani determinerà inevitabilmente degli adattamenti funzionali specifici.
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