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La "Grande salute"

Il concetto di "Grande salute" inizia a delinearsi a fine ottocento grazie al filosofo tedesco Friedrich Nietzsche e pone le basi sull'idea che solo attraverso la grande salute sia fisica sia mentale, si può essere completamente liberi di sfruttare al massimo le proprie potenzialità individuali.

La "Grande salute" considera "l'intero" come fenomeno sovraordinato rispetto alla somma dei suoi componenti: "L'insieme è più della somma delle sue parti". Quello che noi siamo e sentiamo, il nostro stesso comportamento, sono il risultato di una complessa interazione mente/corpo che guida anche i nostri processi di pensiero.

 

A questo si oppone il concetto filosofico del "primato della mente sul corpo", che ha condizionato notevolmente la vita e le idee che sono state concepite negli ultimi duemilaquattrocento anni. Questo tipo di approccio ha creato una scissione: da una parte c'è il corporeo, corruttibile, mortale e inaffidabile; dall'altra la mente, unico strumento a nostra disposizione per superare gli inganni del mondo fisico e ricondurci alla ragione. Il tutto è da ricondursi a Platone, il cui pensiero è diventato uno dei cardini del pensiero intellettuale della società occidentale. Platone attraverso le parole di Socrate, stabilisce in maniera definitiva la supremazia della mente sul corpo. Afferma quale verità non contestabile che il corpo, con tutte le sue emozioni e passioni fallaci e ingannevoli, non può portarci alla conoscenza della verità. Da questo momento in poi, intelletto e corpo vivranno da separati in casa, almeno per quanto riguarda la nostra cultura, con una netta subordinazione della sfera fisica, sensoriale ed emozionale rispetto alla verità dell'intelletto.

La separazione copro-mente affonda le sue radici non solo nel pensiero filosofico, ma anche nel Cristianesimo, che pone come carattere essenziale della sua struttura l'esaltazione della spiritualità.  

 

Alla fine dell'ottocento Nietzsche si pone un obiettivo culturale: combattere la frattura tra corporeo ed intellettuale e invertire il senso di marcia di millenni di pensiero ormai profondamente radicati nella cultura di riferimento.

Per lui il copro è la realtà, il presente, il fulcro su cui poggiare la leva del nostro io. Il filosofo tedesco ritiene la dimensione corporea più concreta di ogni speculazione intellettuale e afferma che il benessere del corpo deve essere perseguito come unico fine dell'esistenza umana: l'anima e lo spirito altro non sono che "giocattoli" di stampo platonico che annullano il corpo sottomettendolo al ragionamento.

La sofferenza nella filosofia niciana ricopre un ruolo importante ma solo se vista come stato antecedente alla guarigione: nel sollievo corporale che si sperimenta fisicamente durante la convalescenza da una malattia Nietzsche vede addirittura il momento di maggiore autoconsapevolezza possibile, una gioia che armonizza copro e mente e che ci rende capaci di progettarci nel futuro con un'aspettativa positiva. In un'ottica contrapposta invece, la sofferenza nel Cristianesimo è uno stato vitale permanente, è legata a una condizione esistenziale del soggetto ed è prolungata nel tempo: saper portare il proprio fardello esistenziale costituisce la via privilegiata per la vita eterna, la vera vita che, in continuità con l'idea platonica, non appartiene a questa dimensione corporea e mortale.

La denigrazione del corpo e delle sue potenzialità di benessere e godimento rappresentano per Nietzsche una mutilazione incomprensibile dell'esperienza umana. Secondo il filosofo, la salute intesa in senso pieno, sia fisico sia mentale, non è uno stato, bensì un obiettivo, il fine ultimo di ogni nostra azione. La malattia, in questo senso, è considerata una scuola senza pari; essa è nel nostro orizzonte di esperienze possibili e va intesa per quello che è: un filo di Arianna capace di condurci nei meandri invisibili dei nostri processi interiori. La sofferenza fisica può influenzare l'attività della mente in due modi: annullando la volontà o, al contario, esaltandola. Ecco perché la si può definire una ineguagliabile scuola di vita, un momento di ripensamento di sé. 

 

Anche la malattia ed il dolore possono essere il motore che ci avvicinano al benessere psicofisico in quanto rappresentano lo stato esistenziale che ci permette di consapevolizzare l'esistenza di uno stato di benessere.

 

 

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Dottor Alberto Fatticcioni Sport and Wellness Consultant - Personal Trainer Telefono : 320 8817653 info@albertofatticcioni.com Riceve su appuntamento presso : “Life Center Virgin Active” Via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, 11 Firenze
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