Per vincere la "guerra" contro il grasso corporeo in eccesso, è essenziale combattere non solo contro cosa mangiamo ma anche contro come mangiamo. Ammettiamolo, molti di noi hanno delle abitudini alimentari scadenti. Mangiamo in macchina, in piedi, davanti alla televisione, mangiamo per superare i momenti difficili o per celebrarne di belli, mangiamo troppo velocemente, mangiamo troppo e mangiamo senza nessuna consapevolezza di quello che mettiamo in bocca; a volte mangiamo fino a sentirci così male da dover addirittura distenderci sul letto.
Adottando delle abitudini alimentari sane, la nostra salute raccoglierà senz'altro delle ricompense. Di seguito ci sono degli obiettivi da raggiungere che ci aiuteranno a ottenere una vittoria contro le cattive abitudini alimentari.
AUMENTARE IL NUMERO DI PASTI
Tre pasti al giorno sono senz'altro meglio di uno o due pasti, ma sono ben lontani dall'ottimo. L'ideale sono cinque/sei pasti al giorno, dove la colazione, il pranzo e la cena rappresentano i pasti principali, e questi devono essere contornati da 2/3 spuntini (a metà mattinata, a metà pomeriggio e prima di coricarsi).
La ricerca mostra che fare pasti piccoli e nutrienti ogni tre ore accelera il metabolismo, permettendo di bruciare più calorie e di sentirsi più energici. È stato anche mostrato che fare sei pasti al giorno diminuisce l'appetito complessivo. Uno studio condotto dai ricercatori dell'Università di Pittsburgh e del Colorado ha scoperto che le persone che riescono meglio a perdere grasso senza riguadagnarlo tendono a fare molti piccoli pasti.
LIMITARE I DANNI
Ecco dei piccoli segreti per quanto riguarda l'adozione di abitudini alimentari sane. Per coloro che hanno una vita sociale molto attiva questi rimedi potrebbero essere "salvavita".
Verrete invitati a feste in cui le bevande fluiscono e i dolci sono attraenti. Incontrerete amici e colleghi in ristoranti dove nel menù non c'è niente di nemmeno remotamente sano. Cosa fare?
- Pranzo al ristorante. Quando mangiate fuori per il vostro bene dovete essere decisi. Dite al cameriere esattamente come volete che le cose vengano preparate. Spiegate che seguite un preciso programma alimentare. Se non è il tipo di ristorante che offre del cibo sano, allora ordinate soltanto un'insalata con condimento a parte ed un secondo, come del pollo cotto sulla griglia, una fettina cotta ai ferri od un carpaccio di pesce.
- Viaggi di lavoro Quando si parte per brevi viaggi che possono essere nutrizionalmente "pericolosi" è raccomandabile portarsi sempre del cibo sano in valigia. Avere con se della frutta, del tonno in scatola o degli snack già bilanciati può aiutare a limitare i danni derivanti da continui pranzi sbilanciati di lavoro.
- Le visite dalla zia o dai parenti. A volte le persone care possono spingervi a mangiare fino alla morte: "Caro, ho fatto tutto questo solo per te". Per evitare di urtare i sentimenti degli altri, potreste dire di essere sazi o di avere il mal di stomaco invece di declinare direttamente la sua offerta. Chiedete di poter portare il dolce a casa in un sacchetto e poi disponetene di conseguenza (oppure conservatelo per il giorno di libertà). Quello che la zia non sa non la ferirà.
- Feste continue. Prima di andare ad una festa "pericolosa", mangiate. Se arrivate a una grande festa avendo già mangiato, è molto meno probabile che vi abbuffiate. Non andare mai ad una festa affamati è fondamentale.
- La tavola imbandita. Cercate di non mettervi a parlare accanto alla tavola del buffet o delle bevande in quanto la voglia di prendere qualche tramezzino o qualche bicchierino potrebbe essere troppa. Mettersi dall'altra parte della stanza dove il banchetto non induce in tentazioni può essere fondamentale per coloro che anche per lavoro pranzano sempre a buffet.
ACQUISTARE CON INTELLIGENZA
Le abitudini alimentari sane originano da comportamenti di acquisto sani. Avete delle nozioni di cultura alimentare??? È fondamentale sapere cosa è sano e cosa non lo è; adesso andate al supermercato e fate il carico di frutta, verdura, alimenti integrale, latticini poveri di grassi, carne bianca e pesce. Lasciate i prodotti ricchi di zuccheri e di grassi sugli scaffali. E ricordate... c'è un aforisma che dice: "tutto ciò che è fatto dall'uomo non è buono". Questo non significa altro che ogni processo industriale o di elaborazione alimentare modifica le caratteristiche nutrizionali del cibo peggiorandolo... un esempio??? Mangiare una pesca e bere un succo di pesca sono due cose totalmente differenti nonostante la "materia prima" sia la stessa.
Ma ricordiamo che se in casa non avete porcherie, è molto meno probabile che vi abbuffiate. Ma perché??? Semplice, semplicemente non saranno a portata di mano quando avete fame.
Un'altra strategia per restare alla larga dagli alimenti insalubri è andare al supermercato dopo un buon pasto. Cercate di Non fare mai la spesa quando avete fame, dovete acquistare con il cervello e non con la gola. Infatti, invece di prendere le decisioni una volta arrivati al negozio, è consigliabile arrivare al negozio con una lista dei prodotti che volete. Tutto quello che poi dovete fare è seguire la lista.
STARE ATTENTI ALLE DIMENSIONI, LA QUANTITÀ CONTA
In questa nostra società "sovradimensionata" è facile, specialmente per quelli che mangiano fuori, perdere la concezione di quello che rappresenta una porzione di dimensioni salutari. Un consiglio semplice è usare il palmo della mano o il pugno per determinare la porzione appropriata di proteine e di carboidrati. C'è infatti un metodo molto comodo per scegliere la quantità di cibi da assumere in ogni pasto; è quello "ad occhio". Ecco come procedere:
- le proteine devono derivare da una porzione di pesce, di pollo o di tacchino che ha la stessa dimensione (anche come spessore) del palmo della propria mano, dita escluse
- i carboidrati (a differenza delle proteine che di solito derivano tutte da un solo alimento) non sono assunti tutti con lo stesso cibo; è bene che in parte derivino sempre dalla verdura, per una quantità totale pari a circa due-tre pugni fra cotta e cruda; quest'ultima è bene che sia condita con olio extra vergine di oliva (uno, massimo due cucchiai da cucina per pasto); vanno molto bene insalata verde o rossa, pomodori, cetrioli, peperoni, cavoli, cavolfiori, spinaci, zucchine, asparagi, melanzane, porri, broccoli...
- gli altri carboidrati possono derivare dal pane e dalla frutta; la quantità del pane è ridotta: è tanta quanto è il volume di metà del proprio pugno; quella della frutta, invece, quanta il volume del proprio pugno, per esempio da un kiwi e un mandarino, oppure da tre prugne, o da tre albicocche, o da due pesche non molto grosse, o da una ciotola di fragole o di frutti di bosco; se si rinuncia al pane si può prendere mezzo bicchiere di vino, oppure una quantità di frutta pari a due pugni, ossia doppia rispetto a quella indicata in precedenza, per esempio una mela, una pera o un'arancia piuttosto grossa e così via
Ovviamente, capire la dimensione giusta delle porzioni è solo metà della partita. Dovete anche limitarvi a mangiare solo le porzioni concesse. È consigliabile di mettere nel piatto quello che si vuole mangiare e poi portare il piatto al tavolo. Una volta finito, sarà utile togliete il piatto dal tavolo per eliminare la tentazione di fare il bis. È sconsigliato invece di mettere sul tavolo ciotole piene di cibo che quasi sempre conducono alla sovralimentazione... a meno che non si tratti di insalata.
CORRERE DI MENO, GUSTARE DI PIÙ
Tenete l'appetito sotto controllo rallentando e assaporando ogni boccone. Fare dei bocconi più piccoli e masticare bene il cibo è molto utile per riuscire a mangiare meglio. È inoltre importante "mangiare con consapevolezza". Cioè a ogni pasto cercate di trarre maggiore soddisfazione dalla qualità del cibo piuttosto che dalla quantità. Le sensazioni che proviamo quando mangiamo sono il risultato di una complessa relazione di stimoli diversi e nella sensazione del gusto è fondamentale anche l'olfatto; cercate di dare un odore appetitoso ai vostri cibi, i recettori del naso riconoscono centinaia di aromi ed è per questo per esempio quando abbiamo il naso congestionato i cibi ci sembrano meno saporiti. Mangiare con consapevolezza significa anche usare la vista e guardare il cibo...non la televisione! Numerosi studi hanno mostrato una correlazione diretta fra il guardare la televisione e l'obesità; più se ne guarda e più si ingrassa. Questo in gran parte perché il tempo speso sul divano è tempo speso senza fare esercizio, inoltre le persone sedute davanti alla TV tendono a mangiare di più ed a mangiare più cibi spazzatura. In uno studio, il passare molte ore davanti alla televisione è stato collegato ad un raddoppio del rischio di diventare obesi.
COME FERMARE LA VOGLIA DI ABBUFFARSI
Vorrei ricordare comunque che un piccolo eccesso ogni tanto non compromette assolutamente niente. Il trucco consiste nell'accertarsi che le concessioni si verifichino solo occasionalmente. Ecco come:
- Dormite molto. Senza il giusto riposo, la capacità di gestire lo stress è compromessa. E ciò può condurre all'abbuffarsi.
- Bilanciate i pasti. Inserite una porzione di proteine in tutti i pasti che fate. Le proteine rallentano l'aumento dei livelli di insulina e dei livelli di zuccheri nel sangue che si verifica dopo aver mangiato dei carboidrati. Ciò aiuta a controllare la fame e a mantenere costante il livello energetico.
- Mangiate molte fibre. Presenti nella frutta, nella verdura e negli alimenti integrali, le fibre danno una maggior sensazione di sazietà, senza le calorie dei grassi.
- Pensate ad altro. Quando la tentazione famelica colpisce, pensate a qualsiasi cosa che non sia il cibo. Uscite per fare una passeggiata. Chiamate un amico per parlare. Dedicatevi a un hobby, allenatevi.
- Tenete duro. Indifferentemente da quello che fate o non fate, alla fine tutte le voglie di abbuffarsi se ne vanno. Il tempo necessario varia ma per la maggior parte delle persone, raramente una voglia dura più di 20 o 30 minuti. Fate passare questo tempo senza toccare cibo e probabilmente sarete salvi.
CONTROLLARE I PROPRI STATI D'ANIMO
Mangiamo quando siamo affamati, certo. Ma mangiamo anche perché certi cibi rappresentano una "droghetta" che ci fa stare meglio. Mangiare è spesso una risposta alle turbe emotive, siano eccitamento, paura, tristezza, rabbia o stress. Uno studio pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition ha concluso che il 70% delle persone che falliscono nella dieta mangiano inconsciamente in risposta alle emozioni. Se avete il sospetto di mangiare per ragioni emotive, un primo passo sarebbe tenere un diario alimentare e per una settimana o giù di lì cercare di identificare le sensazioni che provate tutte le volte che mangiate troppo o mangiate qualcosa che non avete programmato. Scoprite se siete dei "mangioni per stress". Poi cercate di identificare le ore del giorno in cui siete più suscettibili a questa cosa. La maggior parte delle persone scopre di essere più vulnerabile alla sovralimentazione sempre nel corso delle stesse 3-4 ore del giorno. Una volta identificato quel lasso di tempo, saprete di dover stare molto attenti nel corso di quelle ore. Conseguentemente, non dovrete sforzarvi molto per controllare l'alimentazione nel corso delle altre 20 o 21 ore del giorno. Quando avete voglia di mangiare per ragioni emotive in momenti diversi da quelli programmati, potete fare molte cose. Potete, ovviamente, mollare e tuffarvi in quel sacchetto di patatine. Un comportamento migliore sarebbe distogliere l'attenzione dall'appetito facendo qualcosa che vi piace, magari una passeggiata. O ancora meglio, potete riconoscere che siete preda delle emozioni, identificare queste emozioni e cercare di esprimerle parlando con un amico o scrivendole. Alla lunga, riconoscere ed esprimere i propri sentimenti è la cosa che più delle altre può farvi superare l'alimentazione emotiva.
METTERE IN PREVENTIVO LE "EVASIONI"
Seguendo tutti i consigli sopraddetti migliorerete senz'altro le vostre abitudini alimentari. Ma non avrete mai più la voglia improvvisa di mangiare un dolce? Probabilmente l'avrete. Dopotutto siete degli esseri umani. Non fasciatevi la testa se ogni tanto evadete. Non vi colpevolizzate. Infatti, prevedere alcune evasioni occasionali è addirittura una buona idea. La ricerca mostra che le persone che adottano dei programmi alimentari flessibili hanno molte meno probabilità di mangiare troppo. È molto più difficile avere successo se si è troppo rigidi. Alla fine la forza di volontà svanisce e voi soccomberete agli attacchi famelici al frigorifero nel mezzo della notte.
Per molti prevedere un giorno di libertà, o dei pasti "liberi" è una cosa molto intelligente. Fornisce una cosa a cui guardare così da non sentirsi deprivati, in questo modo potete concentrarvi sul restare fedeli al programma alimentare per il resto della settimana... ma dal momento che le abitudini alimentari sane si saranno consolidate, dopo aver provato i benefici di stare e sentirsi meglio non tornerete più alle vecchie abitudini.
CONCLUSIONI
Ricordatevi, sviluppare delle buone abitudini alimentari è importante ma questo è solo uno dei vostri stili di vita da correggere. Iniziare a fare attività fisica seguendo un programma di allenamento ben strutturato è altrettanto importante. Per riuscire a trasformare il proprio corpo "l'attività fisica è la scintilla, l'alimentazione è il combustibile". Se manca uno dei due non può innescarsi la fiamma "dimagrimento" e non ci saranno i risultati desiderati. Quindi, iniziate ad allenarvi intensamente ed a mangiare nel modo giusto; dovete riprendervi il possesso del vostro corpo. Sviluppare l'abitudine di nutrire costantemente e consapevolmente il corpo con quello di cui ha bisogno per rigenerarsi ed imparare a fornire la giusta quantità di movimento permette di godere del proprio corpo rientrando in possesso di se stessi... e tutto ciò che ruota intorno migliorerà.
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