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Come scegliere l'attività fisica ideale per rimettersi in forma

 

Attività fisica e dieta sono le due facce della stessa medaglia; è essenziale muoversi e mangiar bene se si vuol sperar di raggiungere uno stato di completo benessere.

 

Per molti però, selezionare l'attività fisica più appropriata non è una cosa semplice. Proprio per questa ragione può essere importante farsi aiutare da uno specialista; un appuntamento con un Personal Trainer aiuterà enormemente a scegliere al meglio l'attività motoria più idonea al corpo ed alla mente. Fare movimento non è un atto puramente meccanico, muscolare e articolare, ma da sensazioni, emozioni e induce pensieri, ov­vero è qualcosa che attiva l'intera psicologia del soggetto e non solo il suo apparato motorio. Come per la dieta, se non si tiene conto dei fattori psicologici di questa dimensione dell'esperienza umana, si riduce il movimento a un'attività forzata e sgradevole. Lo sforzo e la fatica fisica, nelle moderne realtà cittadine, da naturale impegno per scopi vitali, si sono trasformati in atti­vità obbligata solo a fini salutari ed estetici.

 

Per riu­scire ad essere costante, l'esercizio fisico oltre che rispettare le esigenze fisiologiche dell'individuo, deve essere conge­niale e piacevole. In caso contrario ci si arrenderà subito, in quanto, se alla fatica fisica si aggiunge quella mentale il tutto si farà insopportabile.  Sforzarci di sgranchire il nostro corpo con una sana attività fisica significa asse­condare la nostra vitale predisposizione al movimento; sono l'immobilità e l'astinenza dall'attività fisica a essere innaturali e viziosi, in quanto il nostro corpo è costruito per muoversi e non per stare fermo, se non quando deve riposare. Nelle società "opulente", il corpo ha dimenticato il pia­cere del movimento, in quanto la maggior parte delle per­sone non svolge più lavori manuali e conduce una vita se­dentaria. Quindi capita spesso che per apprezzare il piacere del movimento si debba superare una certa inerzia iniziale che ci fa "sentire" più piacevolmente lo star fermi, l'oziare, il "non usare" il corpo. Il sistema migliore per uscire da que­sto stato di immobilità è dedicarsi all'attività motoria con un po' di co­stanza. Il corpo, se lo si ascolta, manderà ben presto se­gnali positivi, di piacere e benessere. È particolarmente importante scegliere l'attività giusta per noi, quella più gradevole, più adatta al nostro corpo e alle nostre inclinazioni personali: solo così, ascoltando la nascita spontanea del nostro movimento, potremo trasformare l'attività fisica in piacere.

 

Pertanto, la selezione del tipo di ginnastica o sport a cui de­dicarsi diviene cruciale. Bisogna capire come si possa giungere a identificare l'attività più adatta a noi e ai nostri gusti. Prima di tutto deve essere chiaro che qualunque attività fi­sica, se non esasperata, è salutare e conduce prima o poi a sentirsi meglio. Ed è importante scegliere ciò che più si può addire alla nostra essenza, perché, se ciò che iniziamo a fare piace e ci da gusto, l'attività fisica verrà perseguita con continuità e regolarità, raggiungendo il nostro scopo. Si deve evitare di scegliere l'attività fisica solo sulla base di criteri di effi­cienza e di produttività; è importante seguire i desideri e le sensazioni, e solo in seguito inserire le considerazioni sull'efficacia con­creta dell'attività prescelta. Infondo l'attività fisica per fare realmente bene deve essere il nostro gioco, la nostra sfida personale, la voglia ed il piacere di superare se stessi. Cosi facendo non sarà difficile integrarla con qualcosa che ne completi le mancanze in modo da dare al corpo tutto il ventaglio di stimolazioni di cui ha bisogno.

Per non rimanere nel vago il lettore consideri che un sano esercizio fisico do­vrebbe contemplare quattro tipologie di attività motorie: attività aerobiche, attività di allungamento e flessibilità muscolare, attività di potenziamento muscolare, attività di equilibrio e propriocezione. Queste modalità di allenamento dovrebbero sempre inte­grarsi, poiché sono complementari. Se si analizzano i vari sport si nota che queste modalità sono presenti in quantità diverse in ogni disci­plina; l'importante è che l'attività piaccia, perché così la praticheremo con costanza.  

 

Quindi...intanto...iniziamo a muoverci!

Se poi sopraggiunge il desiderio di fare le cose al 100% sarà utile affidarsi ad un Personal Trainer; saprà lui come integrare le mancanze dello sport praticato con attività specifiche che potranno permettere al corpo uno sviluppo   armonico, equilibrato e completo.Considerati questi semplici ma importanti fattori, non resta che mettersi alla prova e cominciare a sperimentare le attività che ci attraggono di più. Oltre agli aspetti morfologici e fisici che, è meglio far valutare ad un Personal Trainer, un altro aspetto, puramente relazionale, da non sottovalutare nella selezione della propria attività fisica è rappresentato dal fatto che questa è più piacevole se svolta in compagnia; non è un caso che le palestre, i parchi, le piscine e i luoghi dove si svolgono sport e movimento siano al tempo stesso luoghi di incontro e socializzazione.

 

Praticare un'attività fisica diviene anche un veicolo di con­tatto con gli altri: mentre ci si prende cura del proprio corpo, si può anche coltivare la relazione con gli altri. In effetti questo aspetto è la molla spesso per mettere in mo­vimento anche le persone più riluttanti, o il fattore che dona costanza e continuità anche ai soggetti più cedevoli e mute­voli. Dunque, se si è pigri, sarà bene evitare le attività motorie solitarie e optare per quelle che permettono di superare l'indolenza, grazie al loro aspetto relazionale. Se, invece, si è persone che fanno già un'intensa vita di rela­zione perché costretti dalla professione o dalla condizione familiare, saranno più indicate le attività che permettono l'isolamento e la concentrazione su se stessi. Allo stesso modo, se la nostra vita quotidiana si svolge attra­verso spostamenti continui, l'atmosfera accogliente di una palestra sarà il luogo più indicato per scaricare lo stress e ri­lassarsi con una bella sudata, mentre, per chi rimane chiuso in ufficio, sarà decisamente più apprezzabile fare movimento all'aperto. Infatti, perchè l'attività motoria divenga una piacevole esi­genza, è necessario che questa vada a compensare i possibili squilibri dei nostri impegni quotidiani.

Anche qui l'intera psicologia personale entra in gioco, in quanto si tratta di prendersi effettivamente cura di se stessi e di realizzare un sano e compiaciuto tra esigenze e desideri, tra inclinazioni ed emozioni. Ritengo importante lo sviluppo della capacità di percepire il proprio corpo e le sue funzioni, così come ascoltarne le esi­genze e capirne i limiti. Il mio intento è metterne in evidenza l'importanza dell'integrazione psicofisica come asse portante del benessere individuale, su questa scia, offrire al lettore qualche indicazione concreta. Saper sentire il proprio corpo significa essere in grado di assecondarne e facilitarne i principi autoregolativi. Questa dimensione propriocettiva del nostro essere è poco sviluppata e troppo spesso sostituita da rilevazioni strumentali. Non è un caso, infatti, che negli ultimi decenni, in corrispondenza di una eccessiva medicalizzazione, con l'incremento delle strumentazioni digitali e la maggiore facilità all'utilizzo di queste si è assistito ad un formidabile aumento delle patofobie quali l'ipocondria o gli attacchi di panico, patologie prodotti da uno scarso o alterato rapporto con le percezioni del proprio corpo e delle sue funzioni. Questo aspetto della relazione tra mente e corpo non rappresenta soltanto un problema sul cibo e al movimento ma riguarda direttamente l'equilibrio e l'integrità fisica e psicologica della persona.

 

Praticare una disciplina di movimento induce di per sé ad attivare l'ascolto del proprio organismo e a entrare in contatto con esso. Il mio consiglio, però, è di concentrarsi, più di quanto un'attività motoria induca a fare sulle sensazioni che invia alla mente cosciente, cercando di incrementare la capacità di interagire con le funzioni del nostro organismo, perchè solo ascoltandolo possiamo imparare a gestirlo al meglio. Si tratta, per esempio, di sincronizzarsi con la nostra respirazione nelle sue diverse fasi: quando è accelerata perché siamo sotto sforzo e quando è rallentata perché siamo rilassati. Lo stesso vale per il nostro cuore: bisogna ascoltarlo ed entrare in confidenza con esso, imparando a sentirne i cambiamenti di ritmo che sono del tutto naturali, poiché fanno adattare il nostro sistema vascolare alle esigenze del momento. Percepire il senso dell'equilibrio nella postura e nel movimento, cercando di individuare e utilizzare il nostro baricentro come fulcro su cui ruotare, per imparare a gestire il nostro equilibrio anche quando questo sembra venire meno. Concentrarsi e prestare attenzione ai muscoli e alle articolazioni che si impegnano nell'attività per imparare a riconoscere l'attivazione e lo sforzo, per dosare le nostre forze e non sprecarle. Tutto questo lavoro serve a sviluppare un'interazione costruttiva tra mente e corpo, nella direzione di un equilibrio senza il quale gli eccessi del «troppo» o del «troppo poco» sono pressoché inevitabili. Una relazione con il nostro corpo basata sulla capacità di ascoltarne e regolarne i ritmi, con la consapevolezza della contrazione, della respirazione, dell'allungamento dei differenti muscoli e dell'estensione delle articolazioni, rappresenta anche il fondamento per aumentare la nostra capacità di rilassamento. Questa abilità, se ben appresa non solo consente un rapido recupero dopo la fatica, ma permette anche di gestire i momenti di ansia e agitazione, i quali spesso, se non tenuti a bada, possono portare al mangiare o al fumare smodatamente, forme diverse di tentata inibizione di queste reazioni sgradevoli e incontrollate.Infine, una buona capacità di sentire il proprio corpo aiuta anche a regolare i nostri comportamenti ed a gestire meglio le relazioni con gli altri.  

 

 

A questo punto suppongo sia chiaro quanto un buon rapporto con il nostro corpo e le sue sensazioni rappresentanti non solo un complemento a una dieta sana, ma sia uno dei cardini su cui questa si fonda. Del resto, è ben noto il motto latino mens sana in corpore sano. Per ottenere questo risultato, anziché cercare ossessivamente di controllare le nostre inclinazioni naturali, dobbiamo assecondarle per poi orientarle nella direzione di un bilanciamento tra i sensi, una sorta di funambolismo esistenziale orientato al benessere ed al bellessere.

 

http://www.albertofatticcioni.com/

 

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Dottor Alberto Fatticcioni Sport and Wellness Consultant - Personal Trainer Telefono : 320 8817653 info@albertofatticcioni.com Riceve su appuntamento presso : “Life Center Virgin Active” Via Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, 11 Firenze
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