Il cervello umano contiene 100 miliardi di neuroni collegati tra loro da oltre 100 000 miliardi di connessioni. Il cervello è una infinita serie di circuiti, grossa parte dei quali sono un circuito unico. Il cervello si articola con un milione di miliardi di connessioni; il risultato finale di questa irripetibile rete di connessioni è la nostra identità personale, con tutte le conseguenze che ciò comporta.
Il cervello è “l’hardware” e le sue connessioni cambiano continuamente; ci sono una marea di sostanze e di azioni che sono in grado di innescare e modificare le connessioni fra neuroni, ma queste, chi le stabilisce? Da cosa dipendono?
Il punto dal quale partire è che il cervello è innanzitutto un’entità biologica. La prima fonte per la determinazione del cervello sono i geni. L’embrione si sviluppa secondo le leggi dell’ereditarietà, il che influisce pesantemente sulla struttura di partenza del nostro cervello. Ma non è tutto. Nonostante nasciamo con una certa predisposizione neurologica, sono anche gli avvenimenti esterni a determinare l’identità personale.
La riorganizzazione della struttura del cervello è infatti uno dei più potenti mezzi adattativi che l’uomo abbia e sottende principio di sopravvivenza. Questa capacità di rimodellamento cerebrale chiamata plasticità neuronale si esprime in natura nella relazione tra la predisposizione genetica e gli input che giungono dall’ambiente esterno. Creando delle vie privilegiate fra le diverse aree del cervello ed escludendone altre, le esperienze stimolano una risposta di tipo adattivo che viene scelta come opzione tra le mille disponibili. Questa interazione ci rende possessori di una mente unica e irripetibile. E tutte, anche le esperienze fin dal primo momento postnatale, hanno una funzione praticamente indelebile sullo sviluppo della nostra mente e della nostra personalità.
Il terzo importante componente a partecipare alla formazione della nostra identità personale è “il caso”. L’essere umano si può definire un’entità complessa in quanto la sua essenza non è semplicemente il risultato della somma delle sue componenti, ma molto di più: è un qualcosa di irripetibile e imprevedibile, originato da unità semplici, le cellule, che interagendo danno vita a elementi nuovi, per esempio il pensiero, che non è la somma delle singole cellule che ci compongono. Così come l’uomo anche il mondo si muove solo apparentemente in modo razionale, in realtà il suo moto è “caotico”.
Accettato il caso e la complessità è possibile parlare anche di un
“cervello intenzionale”, ovvero delle azioni che mettiamo in atto per stimolare le nostre potenzialità di sviluppo e crescita. Intenzionalità, intenzione di o da qualcosa;
in questo caso è come se ci fosse la volontà di creare “ nuove connessioni”. Queste sono le caratterizzanti di base che guidano il rapporto fra cervello (l’hardware), la mente (il sistema operativo), il pensiero (i software) e l’identità personale (il tipo di computer nella sua interezza).
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