La classificazione dei carboidrati in base al loro indice glicemico ha richiesto un'impegnativa applicazione. All'inizio si pensava che i carboidrati fossero complessi o semplici in base al numero di unità legate insieme (lunghezza della catena di monosaccaridi), e si riteneva che la lunghezza delle catene determinasse la velocità di digestione e di assorbimento.Tuttavia molti alimenti amidacei aumentano il glucosio ematico di più di quantità comparabili allo zucchero da tavola. Ciò ha indotto a voler comprendere quali alimenti più di altri sono in grado di aumentare la glicemia (quantità di glucosio contenuta nel sangue). L'idea era quella di aiutare a determinare quali alimenti fossero migliori per le persone diabetiche; questa classificazione si è poi rilevata fondamentale anche per combattere il sovrappeso e l'obesità.
Il livello della glicemia nel sangue è estremamente importante anche rispetto all'aumento o alla perdita di peso. La glicemia che compare dopo la digestione, infatti, induce la secrezione di un ormone, l'insulina che, in funzione della sua importanza, è in grado di scatenare o meno il processo di aumento del peso. L'indice glicemico misura il potere glicemizzante di un carboidrato, ossia la sua capacità di liberare una certa quantità di glucosio dopo la digestione. Si può dire che l'indice glicemico misura effettivamente la biodisponibilità di un glucide, che corrisponde alla sua percentuale di assorbimento intestinale. L'indice glicemico si riferisce all'effetto di quantità standard di alimenti singoli sul glucosio ematico rispetto a quello di un alimento di controllo. Perciò, l'indice glicemico degli alimenti è un elenco di alimenti ricchi di carboidrati e del loro impatto immediato sui livelli di glucosio ematico. Tutti gli alimenti sono paragonati a un alimento di riferimento, che è il glucosio puro, in quantità di carboidrati equivalenti.
L'IMPORTANZA DELL'INDICE GLICEMICO
Mangiare alimenti a basso indice glicemico può aiutarci a controllare i livelli di glucosio ematico. Ciò è utile per tutti, ed in particolar modo per i diabetici e le persone in soprappeso.
Benefici dell'avere livelli normali di glucosio ematico nutrendosi con alimenti a medio/basso indice glicemico:
- Riduce la secrezione di insulina nel corso del giorno
- La digestione più lenta diminuisce i morsi della fame e può aiutare nel dimagrimento
- Migliora la salute del sistema circolatorio riducendo lo stress ossidativi associato ai picchi glicemici
- Favorisce l'elasticità e la flessibilità dei vasi ematici
- Riduce la tendenza a formare coaguli di sangue
Effetti possibili legati ad alti livelli di glucosio ematico:
- Rischio maggiore di sindrome metabolica e diabete di tipo 2
- Peggioramento di funzioni associate al corretto funzionamento del sistema nervoso
- Possibilità di aterogenesi ed arterosclerosi con aumento del rischio di ipertensione, ictus e cardiopatia ischemica
- Obesità
- Maggiore formazione di radicali liberi.
- Aumento della capacità di formare coaguli nel sangue
IL CARICO GLICEMICO
Poiché gli alimenti e i pasti differiscono nel contenuto di carboidrati è stato definito anche il concetto di "carico glicemico". Il carico glicemico rappresenta il prodotto aritmetico dell'indice glicemico e della quantità di carboidrati. Il carico glicemico è calcolato moltiplicando il valore di indice glicemico di un alimento per la quantità di carboidrati presenti per porzione nell'alimento e dividendo per 100.
Ad esempio il valore di indice glicemico dell'arancia è 35. 100 g di arancia contengono circa 8 grammi di carboidrati ed un'arancia media pesa di solito 150g ed apporta quindi 12g di carboidrati. Il carico glicemico di un'arancia media (150g) è 12 x 35 /100 = 4,2 Allo scopo di integrare il concetto di qualità dei carboidrati (rappresentato indice glicemico dell'alimento) e quantità dei carboidrati ( rappresentato dai grammi di carboidrati presenti nell'alimento) è stato introdotto il concetto di carico glicemico. In relazione a questo sono stati studiati degli intervalli di valori relativi al carico glicemico.
Questa classificazione si riferisce per porzioni medie di singoli alimenti contenenti carboidrati e classifica il carico glicemico in alto, medio e basso in relazione ad una certa quantità di un alimento:
- Carico glicemico dell'alimento alto ≥ 20
- Carico glicemico dell'alimento medio 11-19
- Carico glicemico dell'alimento basso ≤ 10
Nel caso dell'arancia di 150 g il carico glicemico è stato di 4,2, quindi basso.
Appare fondamentale ricordare che in un'alimentazione indirizzata alla diminuzione del grasso corporeo il carico glicemico derivante dai pasti principali dovrebbe essere "MEDIO". Quello degli spuntini "BASSO"; "ALTO" invece solo quello relativo ai pasti dopo un'intenso allenamento. Sono stati definiti anche i valori di carico glicemico giornaliero, relativi alla somma dei carichi glicemici di tutti i pasti:
- Carico glicemico giornaliero alto ≥ 120
- Carico glicemico giornaliero medio 80-120
- Carico glicemico giornaliero basso ≤ 80
I concetti appena enunciati per l'importanza che essi hanno in relazione alla nostra salute e per la praticità d'uso non possono non essere conosciuti. Spero quindi che abbiate letto con attenzione; essere consapevoli di quello che mangiamo può aiutarci notevolmente a migliorare la qualità della nostra vita.