AlbertoFatticcioni.com - preparazione atletica, personal trainer,consulenza fitness, allenamento personalizzato, integratori alimentari, Firenze January 2007 - Posts - Il Blog del Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Firenze
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Il Blog del Personal Trainer Alberto Fatticcioni - Firenze

January 2007 - Posts

  • Dimagrire in salute: i farmaci non servono ma un Personal Trainer può aiutarvi

    Dimagrire con una pillola sarebbe bello…ma è impossibile perdere peso in maniera salutare assumendo farmaci. Per dimagrire è essenziale attuare una modificazione degli stili di vita che parte dall’esercizio fisico, dalla dieta, dal cambiamento dei comportamenti e delle abitudini consolidate; tutti questi argomenti sono i principali punti di svolta da attuare per riuscire in questa missione. Ma è fondamentale armarsi di convinzione e volontà in quanto siamo noi stessi i principali artefici di questo cambiamento.

    Le persone in soprappeso hanno superato il numero di coloro che sono normopeso (70% nella popolazione adulta) e da qualche anno l’imperativo dei ministeri della salute di mezzo mondo è: NON INGRASSARE! La lotta contro il soprappeso pone le basi sulla salvaguardia della longevità raggiunta dall’uomo. Il grasso inizia a pesare sulla salute quando il peso aumenta, il BMI (peso in chili / altezza in metri al quadrato) supera i 30 e la percentuale di grasso corporeo supera il 20% per gli uomini e il 30% per le donne (per esempio, un uomo che pesa 95 chili è alto 175 centimetri ed ha addosso 25 chili di grasso totali), o quando si misura il giro vita e il metro segna più di 102 centimetri per lui e più di 88 per lei. In questo caso la probabilità di incorrere in accidenti cardiovascolari (trombosi, ictus, infarto) ed in malattie come il diabete o l’ipertensione aumenta in maniera rilevante.

     

    La via che porta al dimagrimento può trovare un valido alleato nel concetto di “Wellness”. Il “Wellness”  è stile di vita orientato al miglioramento della qualità della vita attraverso l’educazione ad una regolare attività fisica, un’alimentazione equilibrata ed un approccio mentale positivo.

    L’educazione alla salute è inserita nel concetto di Wellness ed è finalizzata a chiarire, a rendere accessibile e comprensibile il maggior numero di concetti e principi allo scopo di migliorare gli stili di vita.

    Nella strada da percorrere per il dimagrimento le difficoltà non stanno tanto nell’impostare le strategie di allenamento e nutrizionali, quanto nel capire il soggetto da stimolare per innescare la “miccia” in grado di portarlo al raggiungimento del proprio obiettivo. 

    Successi ed insuccessi sono legati più al soggetto (individuo) che non all’oggetto (Personal Trainer), anche se fra i due si deve innescare un’alleanza orientata al cambiamento in positivo. Non è sufficiente iscriversi in palestra e respirare l’aria del club per dimagrire; non è sufficiente farsi fare  una dieta per perdere peso. Non si devono avere delle aspettative magiche nei confronti del personal trainer come se bastasse acquistare delle sedute di allenamento per ottenere i risultati sperati. Alla base c’è il volere il cambiamento senza temere la paura di fallire; è essenziale cambiare ottica passando da un’etica della terza persona, basata sul “si deve” ad un’ottica della prima persona basata sull’”io voglio”. E questo non deve destare sconcerto, apprendere e superare il proprio problema è solo una questione di  intelligenza vitale.

     

    È fondamentale capire cosa fare e come fare, comprendendone il perché; ed in questo un Personal Trainer può aiutare davvero molto. Un buon personal trainer per essere considerato tale, dovrà farvi capire cercando di coniugare l’oggettività dei dati scientifici con la soggettività della persona per creare un cocktail in grado di motivare l’individuo. Un buon personal trainer deve essere in grado di accompagnarvi dandovi la massima oggettività possibile ed illustrandovi le strategie da prendere, correggendo, incoraggiando, dandovi sicurezza. Un buon personal trainer deve essere in grado di innescare nel cliente un sentimento di fiducia nelle sue capacità di gestirsi e accrescere la sua autostima.

    Ma un buon Personal Trainer è sempre per definizione anche un buon educatore alla ricerca di risultati; non bastano le nozioni tecniche, per poter fare bisogna anche essere.

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  • Allenare, allenarsi... la vera sfida è superare se stessi!

    Nell’allenamento, che sia per l’alta prestazione o per la salute si deve affrontare il più grande degli avversari, se stessi.

     

    Il concetto di allenamento viene utilizzato nei settori più diversi, intendendo con esso, un processo di esercitazione orientato al miglioramento di certe capacità. L’allenamento ancor più di altre azioni umane può essere considerato a tutti gli effetti come un processo che produce un cambiamento globale della persona  in tutte le sue sfere intime, da quella fisica e motoria, a quella cognitiva ed affettiva.

     

    L’allenamento può essere di tipologie molto diverse, può essere per l’alta prestazione o per il wellness, può essere riabilitativo o terapeutico, della tecnica sportiva o per i bambini, ma alla base della sua azione c’è sempre il nobile scopo di potenziare le capacità umane.

     

    I problemi quotidiani che un personal trainer si trova di fronte sono relativi a come adattare l’allenamento in modo che questo migliori lo stato di salute e di benessere della persona; l’allenamento per la salute si pone come un complesso processo d’azioni indirizzate a raggiungere effetti adeguati e voluti sulla base delle esigenze della persona. Tutto ciò deve essere pianificato(obiettivi, mezzi e metodi, contenuti costruzione ed organizzazione dell’allenamento) ed individualizzato sulla base delle caratteristiche individuali della persona ma anche tenendo conto delle evidenze scientifiche emergenti dalle “evidence based” e dell’esperienza d’allenamento.

    Il tutto deve partire però solo dopo un’attenta analisi della situazione di partenza, l’esecuzione del processo deve essere monitorata e la sua efficacia deve essere analizzata servendosi di controlli periodici. Ci deve essere sempre un controllo, una regolazione ed un’evoluzione.

     

    Questi sono i concetti base che stanno dietro ad ogni seduta, programma o progetto di allenamento; è la profondità di pensiero che distingue un professionista da chi millantando si eleva a tale.

     

    "Quelli che s'innamoran di pratica senza scienza son come il nocchiere, che entra in naviglio senza timone o bussola, che mai ha certezza dove si vada" 

    Leonardo Da Vinci   

     

    Buon allenamento a tutti!

     

     

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  • Sport specific training: l'allenamento della resistenza specifica nel calciatore

    Un'atleta durante un'azione da gioco

    Molti allenatori e preparatori atletici nel programmare allenamenti indirizzati allo sviluppo della resistenza del calciatore commettono errori grossolani in quanto non considerano le caratteristiche individuali del soggetto che devono allenare e le peculiarità della gara.

     

    L'allenamento che il calciatore deve effettuare per essere efficace deve incrementare le capacità di prestazione inerenti la gara, come:

    • Il reclutamento neuromuscolare caratteristico dell'attività di gara;
    • La velocità del movimento tipica dell'attività di gara;
    • Il regime di contrazione proprio dell'attività di gara (per esempio esplosivo, balistico etc);
    • Il meccanismo energetico e la fonte energetica tipica dell'attività di gara.

     

    Inoltre le capacità condizionali di ogni calciatore che pratichi agonismo da almeno 5-7 anni essendosi adattate agli stimoli posti dalla gara, per poter essere ben stimolate e concretamente incrementate devono subire un processo allenante di intensità superiore rispetto allo sforzo mantenuto durante la partita; senza un simile approccio ogni allenamento indirizzato al miglioramento delle capacità condizionali del calciatore non sortirebbe alcun effetto

     

    Il calcio dal punto di vista prestativo necessita di una resistenza alle ripetizioni di velocità-potenza, detta resistenza alle ripetizioni ravvicinate di velocità-potenza. Da ciò si desume che lo scopo o gli scopi di un allenamento orientato alla resistenza devono essere i seguenti:

    1. Migliorare i sistemi funzionali specifici per il trasporto e l'utilizzo dell'ossigeno in sforzi ad intensità elevata.
    2. Migliorare i sistemi metabolici specifici inerenti i trasferimenti energetici relativi all'attività di gara.
    3. Aumentare la capacità di recuperare rapidamente dopo un periodo di attività ad intensità elevata, riducendo al massimo gli effetti della fatica.
    4. Elevare il grado di economizzazione funzionale dei movimenti tipici dell'attività di gara.

     Per questo può essere controproducente usare   metodi per l'allenamento della resistenza del calciatore basati sulla continuità,  come per esempio la corsa continua, la corsa continua con cambi di velocità ed il fartlek. È poco corretto anche usare il metodo intervallere, poiché  non rispetta la specificità del calcio, in quanto, è composto da una serie di momenti di lavoro ad intensità elevata e costante la cui durata è compresa fra i 2 ed i 6 min.

    L'obiettivo fondamentale delle esercitazioni di allenamento deve essere quello di  creare un miglioramento delle capacità fisiche specifiche all'attività di gara.

     Da quanto esaminato emerge che i metodi di  allenamento più utili per l'incremento della capacità di resistenza specifica nel calciatore sono rappresentati dal metodo  intermittente e dal metodo basato sul gioco. Questi per portare a dei reali vantaggi sulla prestazione di resistenza del giocatore dovranno però essere svolti ad un regime di lavoro maggiore rispetto a quello di gara. In questo modo l'organismo essendo sottoposto ad uno "stress" maggiore potrà incrementare i regimi funzionali specifici e sfruttare il surplus adattivo nella prestazione. L'intensità del lavoro può essere analizzata mediante la rilevazione della frequenza cardiaca, che, durante l'allenamento della resistenza specifica ad alta intensità rappresenta un feedback ideale. Dall'analisi bibliografica emerge che durante una partita ufficiale la frequenza cardiaca media è intorno al 75-85% della frequenza cardiaca massima con limiti minimi intorno al 55-60%; nella programmazione di un allenamento che mira all'incremento della resistenza rispettando la specificità della gara la frequenza cardiaca media dovrà essere intorno all' 85-90% con limiti minimi incrementati fino al 75%.

    Facciamo un esempio:qualora venisse usato il ‘metodo del gioco' che rappresenta un metodo specifico per l'allenamento della resistenza nel calciatore,  in un giocatore la cui frequenza cardiaca massima è di 200 battiti,  la sua frequenza cardiaca allenante per rendere l'esercitazione allenante dovrebbe essere compresa in un limite fra i 160-200 battiti (80-100% della FCmax) con una frequenza cardiaca media non inferiore a 180 battiti  (maggiore al 90% della FCmax). Ricordo però che nella pratica per i calcoli corretti la frequenza cardiaca massima del calciatore deve essere misurata attraverso un test ad esaurimento incrementale e massimale.

     

    Nel calcio di alto livello per l'allenamento della resistenza, si sta affermando sempre più una metodologia di allenamento dove tutte la capacità da stimolare sono "integrate nel gioco". Il ‘metodo del gioco', o meglio, il metodo che è "integrato nel gioco" rappresenta un ottimo sistema per sviluppare la resistenza specifica nel calcio. Con queste esercitazioni viene allenata la resistenza allo sforzo che si trova nella partita rispettando le richieste peculiari dell'attività di gara. Questo perché il condizionamento atletico avviene in regime di esecuzione tecnica specifica, grazie al quale vengono conservati tutti i parametri di velocità connessi all'attività di gioco.

     

    Il concetto di velocità nel calcio non è esclusivamente un parametro "fisico" ma è riferibile anche per quanto riguarda:       

    • La velocità di agire e reagire velocemente.
    • La velocità di reazione e di corsa veloce specifica.
    • La prontezza nell'affrontare la palla.
    • La velocità nell'eseguire i gesti tecnici.
    • La velocità nel leggere la partita.

     

    Inoltre il particolare pregio di un allenamento della resistenza basato sul gioco sta soprattutto nel confronto continuo, tipico del gioco, con l'avversario, che provoca un miglioramento a 360° delle capacità fisiche, che, nel calciatore, non si otterrebbe con nessun altro metodo per l'allenamento della resistenza.

     

    La gara rappresenta per di più la forma maggiormente precisa per controllare tutti i fattori prestativi specifici perché provoca una sollecitazione completa di tutte le scorte psicofisiche tipiche della prestazione.Nei calciatori, l'aumento supplementare del carico di gara determinato dal metodo del gioco, permette una manipolazione più profonda dei meccanismi di adattamento relativi consentendo un incremento della resistenza specifica.Il ‘metodo del gioco' però,  per poter offrire dei miglioramenti prestativi deve essere  organizzato correttamente.

    I fattori che sono in grado di orientare l'intensità dello sforzo sono:

    1. Il numero dei giocatori. Le partite di allenamento possono andare dall' 1 contro 1 fino all'11 contro 11 con o senza portieri. La migliore soluzione è rappresentata dal variare la scelta del numero di giocatori in modo da somministrare stimoli sempre diversi agli atleti. Il numero dei giocatori non influenza solo il grado di intensità del gioco ma anche altre variabili come per esempio il numero dei contatti con il pallone, le richieste tecniche e tattiche.
    2. La durata del tempo di lavoro e di recupero. Per allenare in maniera speciale la resistenza specifica l'intensità dello sforzo dovrà essere maggiore a quella di gara ed i recuperi dovranno essere incompleti.
    3. La grandezza e la forma del perimetro di gioco. Queste variabili sono in genere relazionate al numero dei giocatori e possono aumentare o diminuire la difficoltà dell'esecuzione dei gesti tecnici. È utile diversificare le proposte di allenamento variando la quantità di spazio a disposizione del giocatore.
    4. Le regole del gioco. Queste prevedono come variabili principali la presenza o l'assenza del goal ed il numero dei tocchi di palla a disposizione di ogni giocatore.
    5. Il tempo di disponibilità della palla. Complessivamente, l'intensità media dell'esercitazione è influenzata dal tempo in cui la palla è in gioco. L'intensità del gioco aumenta marcatamente se l'allenatore serve immediatamente un nuovo pallone al termine di ogni azione; in questo modo il gioco non si ferma mai.

     

    Tra i fattori in grado di permettere una buona riuscita di questo tipo di allenamento è da ricordare la rilevazione della frequenza cardiaca. L'entità e l'intensità dello sforzo durante il gioco possono essere osservati ed ottimizzati attraverso la rilevazione della frequenza cardiaca in telemetria. Questo, oltre a rappresentare uno stimolo per il giocatore, il quale, sapendo di essere monitorato mette nell'esercitazione una motivazione maggiore, fornisce degli importanti feedback al preparatore atletico. Il professionista dello sport, grazie a questa metodica, può osservare in tempo reale l'intensità dello sforzo a cui sono sottoposti gli atleti e se l'esercitazione non rispetta i canoni allenanti può modificarla prontamente.

     

    L'aspetto fondamentale è che con l'esecuzione di allenamenti basati sul metodo del gioco l'incremento della resistenza specifica, delle capacità tecniche e tattiche viene effettuato rispettando i pattern di attivazione neuro-muscolare.Occorre tener conto però, che questo tipo di allenamento, per la sua elevata componente agonistica provoca non soltanto una sollecitazione massima sull'apparato locomotore "passivo" (tendini, legamenti, cartilagine, ossa), ma anche un elevato rischio di produrre infortuni muscolari tipici dell'attività di gara; lesioni e traumi a carico del sistema muscolare possono verificarsi a causa dei continui confronti con i compagni di gioco. Inoltre rappresenta un carico altissimo per la concentrazione del giocatore ed un eventuale calo di applicazione mentale al gioco potrebbe aumentare il rischio di infortuni. Quindi deve essere "dosato" in maniera giusta nella programmazione dell'allenamento specifico in quanto un eccesso nell'uso del metodo del gioco potrebbe essere deleterio per la salute sportiva dell'atleta.Inoltre non tutte le parti dell'allenamento della resistenza specifica possono essere coperte unicamente dal metodo di allenamento basato sul gioco; la necessità di allenare la resistenza alle ripetizioni di velocità-potenza, che si estrinseca in gara con la forza e la velocità dello scatto,  se non vengono adottati mezzi allenanti supplementari con il solo metodo del gioco non verrebbe soddisfatta.

     

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