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December 2006 - Posts

  • La cellulite: tutto quello che volevate sapere

    LA CELLULITE, COS'E' 

     

    La cellulite è un disturbo che interessa l'ipoderma un tessuto che si trova al di sotto del derma di natura prevalentemente adiposa; questo è un tessuto attivo per il legame intercorrente tra il suo metabolismo e il bilancio calorico. 

    Nell’ipoderma infatti i grassi vengono “sciolti” quando il bilancio calorico è negativo invece vengono “depositati” quando il bilancio è positivo; costituisce perciò il tessuto dove vengono depositate le riserve energetiche dell’organismo. Il pannicolo adiposo si distribuisce in modo differente nei due sessi: nella donna è più accentuato nel distretto inferiore del corpo, zona questa che presenta particolare sensibilità verso l’azione svolta dall’estrogeno e dal progesterone, i tipici ormoni femminili. La donna, anche se longilinea, tendenzialmente presenta accumuli adiposi più marcati a livello dei fianchi; i soggetti di sesso maschile invece presentano un adipe localizzata soprattutto in sede addominale e viscerale ("la pancetta").

    Il tessuto adiposo, la nostra scorta energetica naturale, per adempiere correttamente al proprio compito deve essere in salute e pertanto deve avere una buona microcircolazione; i fattori che interferiscono negativamente causano alterazioni localizzate, che, interessano soprattutto la microcircolazione della massa adiposa; con il tempo il peggioramento funzionale del sistema vascolare locale, conduce all’insorgenza di problemi a carico dell’ipoderma e dello strato immediatamente sovrastante, cioè il derma. 

    La cellulite è causata dalla degenerazione della microcircolazione del tessuto adiposo con conseguente alterazione delle sue più importanti funzioni metaboliche; il termine medico che identifica il problema è Pannicolopatia Edemato-Fibrosclerotica (PEF). 

     

     

    EVOLUZIONE DELLA CELLULITE

     

    Nella generazione della cellulite si distinguono varie fasi: 

     

    Normalità: il tessuto adiposo è ben irrorato e i capillari permettono corretti scambi metabolici

     

    Stadio 1: E' una stadio reversibile ed e' caratterizzato da una iniziale alterazione dell’irrorazione sanguigna. La pelle diventa più pastosa e meno elastica. 

     

    Stadio 2: Peggiora la condizione del microcircolo sanguigno e dei suoi rapporti con gli adipociti; inoltre si ha una perdita dell’elasticità e della morbidezza della pelle. Diminuiscono gli scambi e si determina anche un ristagno di tossine, perciò la pelle si presenta pallida, fredda, più pastosa e incominciano a manifestarsi alterazioni della sensibilità cutanea 

     

    Stadio 3: Si formano micronoduli, cioè strutture rotondeggianti, molto piccole e incapsulate in fibrille di collagene, una sostanza che funge da “separatore”.  I noduli e le fibre di collagene insieme formano come una trama che, racchiudendo il microcircolo e gli adipociti, ostacola gli scambi metabolici. Inizia quindi una distruzione lenta e progressiva di tessuti che, divenuti rigidi e fibrosi, perdono la loro funzionalità; compare pertanto un’alterazione cutanea caratterizzata da ispessimento dello strato corneo dell’epidermide della zona interessata e una conseguente scarsa ossigenazione. La pelle comincia a presentare il caratteristico aspetto a buccia di arancia: si manifesta anche un certo dolore alla palpazione. 

     

    Stadio 4:  I micronoduli  si sono moltiplicati fino a formare agglomerati facilmente apprezzabili alla palpazione, che si presentano mobili, dolenti alla pressione e al sollevamento della plica cutanea. Questo stadio evolve nella fibrosi l’aspetto della pelle, a buccia d’arancia o a materasso, diventa molto marcato, la cute si presenta piuttosto pallida e manifesta ipotermia distrettuale. Compaiono delle striature, sensazioni di dolore spontaneo e alla palpazione si rilevano facilmente sia noduli singoli che conglobati, quasi sempre dolenti.

     

    Differenze tra adiposità localizzata e celluliteE' importante definire le caratteristiche che differenziano l’adiposità localizzata, che è un fenomeno normale, dalla cellulite o Pannicolopatia Edemato-Fibrosclerotica(PEF). Queste sono: 

     

    Aspetto della superficie cutanea Nell’adiposità localizzata la pelle si presenta liscia, omogenea, di colore normale, senza alcuna scabrosità e priva di striature biancastre o bianco-giallastre. La superficie cutanea, in caso di cellulite, al primo e secondo stadio, si presenta di aspetto perfettamente normale, identica a quella dell’adiposità localizzata. Nel terzo e nel quarto stadio la superficie cutanea diventa irregolare, con introflessioni a forma di cratere con fondo irregolare e sottili striature biancastre o giallo-biancastre. L’epidermide può essere a volte secca, talvolta grassa e nel quarto stadio si assottiglia. 

     

    Sensazione alla palpazione Alla palpazione la zona con adiposità localizzata è indolore, si presenta di pastosità normale e con una giusta elasticità, inoltre al tatto non si rivelano placche, edema, scabrosità o macronoduli. La palpazione di una zona colpita da cellulite causa dolore a partire dal terzo stadio fino a divenire più intenso nel quarto. La pastosità cutanea aumenta lievemente nel primo e nel secondo stadio, tanto che può rimanere l’impronta del dito dopo digitopressione, mentre diminuisce nel terzo e nel quarto. L’elasticità diminuisce in tutti gli stadi, mentre si sente la presenza di placche, esercitando una lieve pressione con il polpastrello delle dita, all’inizio del terzo stadio. Nel primo e nel secondo stadio non si rileva accumulo di liquidi localizzati, che invece è presente alla periferia delle placche cellulitiche all’inizio del terzo stadio e scompare poi nel quarto. Nel terzo stadio inizia a manifestarsi una certa irregolarità cutanea con la formazione di micronoduli apprezzabili sfiorando la superficie della pelle. Nel quarto stadio si rivelano dei macronoduli, determinati dalla confluenza e dall’incapsulamento di più micronoduli contigui. I noduli più grossi, apprezzabili sia con una palpazione profonda che con la plicatura del tessuto, hanno dimensioni variabili fino ad assumere la grandezza di un pisello.

     

    Esistono anche forme miste caratterizzate dalla coesistenza di un quadro di adiposità localizzata con uno di cellulite. E’ piuttosto frequente l’insorgenza di cellulite quando già esiste una certa adiposità distrettuale, specialmente agli arti inferiori. Questo è il caso di molte donne con una lieve adiposità localizzata che, in seguito a gravidanza o all’uso protratto di contraccettivi o a una qualsiasi irregolarità ormonale, sono soggette ad alterazioni del microcircolo, spesso già fragile e predisposto alla stasi venosa. 

     

     

    DOVE SI FORMA LA CELLULITE 

     

    La cellulite può colpire zone del corpo differenti. Alcune persone presentano pochi cuscinetti ben delimitati mentre altri hanno ampie aree interessate dalla cellulite. 
    Le regioni che vengono preferibilmente colpite da cellulite sono: 

     

    I fianchi E’ una zona del corpo femminile facilmente colpita dalla cellulite. Spesso a questo si associa una caratteristica disposizione del grasso sulle natiche, che diventano di aspetto piuttosto cadente. A completare il quadro contribuisce anche una certa ipotrofia dei muscoli glutei. Questa cellulite può, con il tempo, diffondersi a tutta la gamba.

     

    Parte esterna della coscia Questa zona è spesso colpita da quei cuscinetti che possono essere o indipendenti e iniziare con un avvallamento marcato lungo la linea di compressione di indumenti stretti indossati per tempi troppo lunghi, oppure uniti con altri infiltrati cellulitici della parte alta della coscia. L'abbigliamento inadeguato, come jeans troppo stretti, che impedisce una corretta circolazione sanguigna, specialmente da seduti, è la prima causa di questo tipo di cellulite

     

    Parte interna della coscia Generalmente in questa zona compare una cellulite mobile e non dolorosa. Spesso gli indumenti stretti, soprattutto quelli che tagliano all’inguine, sono all’origine del problema. 

     

    Parte posteriore della coscia Si presenta come un infiltrato sia duro che flaccido, spesso dovuto allo stare a lungo seduti. I muscoli interessati dalla cellulite, soprattutto da quella molle, sembrano ingabbiati in un manicotto pastoso e la coscia cambia aspetto e forma a seconda della posizione che si assume. Quando il soggetto è in piedi sulla coscia compaiono caratteristiche cascate di grasso molle. L’aspetto a buccia d’arancia è assai precoce e si vedono bene irregolarità e rientranze della superficie cutanea. 

     

    La parte posteriore del polpaccio Si evidenzia avvicinando i lembi dei tessuti ed ha il classico aspetto a buccia d’arancia. Spesso si notano anche cuscinetti al ginocchio e dietro ai malleoli delle caviglie. 

     

    Le spalle In età avanzata si può sviluppare cellulite che si presenta come un rigonfiamento molle all’altezza del collo che sfuma verso il basso, fino ad omogeneizzarsi con altri infiltrati di cellulite presenti nella zona ascellare. 

     

    Le braccia Può esserci la cellulite sia nella zona interna, come un infiltrato diffuso e molliccio, che in quella esterna, con l’aspetto di una massa un po’ più densa.

     

     

    TIPI DI CELLULITE

     

    Esistono diversi tipi di cellulite: 

     

    La cellulite compatta  Può colpire anche soggetti in buona condizione fisica e con una muscolatura tonica. In genere colpisce persone obese o anche di peso leggermente superiore alla normalità, ma può comparire anche nei magri. E’ stabile, infatti non subisce alcuna variazione sia nella posizione eretta che in quella distesa. Alla palpazione è dolorosa. L’epidermide appare fine e delicata, la cute è generalmente ruvida e secca e spesso si formano le smagliature. Il tessuto, preso tra le dita, sembra quasi incollato ai piani sottostanti. La cellulite compatta, o dura, può con il tempo trasformarsi in molle. 

     

    La cellulite flaccida (molle) Si manifesta specialmente in persone di mezza età, che hanno tessuti tessuti ipotonici, oppure in quei soggetti che variano di peso in modo poco equilibrato. Il passaggio dalla posizione distesa a quella eretta evidenzia la sua fluttuazione. I tessuti colpiti sono molto molli ed è proprio questo a causare la fluttuazione della parte, specialmente durante la deambulazione. 

     

    La cellulite edematosa Si manifesta in associazione a quella compatta, di preferenza sulla gamba, e rappresenta la conseguenza abbastanza comune di patologie circolatorie caratterizzate da un importante ristagno di liquidi nei tessuti. E’ dolorosa alla palpazione e, talvolta, anche durante la deambulazione. Un segno caratteristico, che la differenzia da condizioni edematose cliniche di origine cardiaca o renale, è l’assenza del segno che si manifesta con la pressione digitale.  CAUSE DELLA CELLULITE

     

    All’origine della cellulite c’è un insieme di cause genetiche, costituzionali, ormonali e vascolari, spesso aggravate da vita sedentaria, da stress, da malattie epatiche, cattiva alimentazione, disturbi intestinali o da quelle patologie caratterizzate da una ritenzione idrica marcata. 

     

    Gli squilibri ormonali sono alla base della cellulite; il sesso femminile, con l’azione dell’estrogeno e delle sue implicazioni sul microcircolo, risulta essere predisposto nei confronti della sua formazione, specialmente durante la pubertà, la gravidanza o la pre-menopausa, quando cioè l’attività degli ormoni ovarici è al massimo. Agenti diversi, come il vestiario o le calzature inadatte, disturbi posturali ed atteggiamenti corporei scorretti, rallentando il circolo sanguigno e linfatico, rappresentano cause predisponenti lo sviluppo di cellulite. 

     

    EREDITARIETA’ Esiste una predisposizione familiare legata a fattori genetici, ad una maggiore sensibilità ormonale e ad una certa fragilità capillare, all’origine della cellulite. Condizioni etniche, razziali e comportamenti alimentari ne influenzano l’insorgenza. 

     

    FATTORI ORMONALI Il ruolo degli ormoni nell’insorgenza della cellulite è di grande importanza. Fondamentale è l’azione svolta dagli ormoni ovarici, ipofisari e tiroidei. Durante la pubertà si definiscono i caratteri sessuali secondari femminili, come l’allargamento del bacino, una localizzazione più accentuata del grasso a livello dei glutei, delle cosce e dei fianchi e lo sviluppo della ghiandola mammaria, per l’intervento degli estrogeni che contribuiscono anche a rendere i tessuti più ricchi di acqua. Se queste modificazioni rimangono entro certi limiti, non si creano problemi, ma quando eccedono si manifesta anche una vera e propria patologia. Inoltre, se le irregolarità mestruali, tipiche di questa età della vita, sono importanti, si determina un terreno predisponente all’insorgenza della cellulite ed alla sua accentuazione. 
    In gravidanza si verifica una delicata condizione ormonale associata spesso ad altri fattori, come la stitichezza, l’aumento della pressione addominale, un rallentamento della circolazione sanguigna degli arti inferiori e la sedentarietà: fattori che insieme contribuiscono allo sviluppo di cellulite. 
    Altro momento critico, dovuto ad uno squilibrio ormonale tipico, è il periodo che precede la menopausa: facilmente in questo momento della vita di una donna si determina la malattia cellulitica. 
    Tutte queste tappe della vita femminile sono accompagnate da un iperestrogenismo, che agisce anche sugli ormoni della tiroide e ne riduce l’efficacia d’azione. La prolattina in eccesso favorisce l’insorgenza della cellulite perché causa un aumento della ritenzione idrica, mentre l’iperinsulinemia stimola una maggiore liposintesi, cioè l’azione di deposito del grasso, soprattutto nella parte inferiore del corpo. Un ipotiroidismo causa il rallentamento del processo di scioglimento del grasso e favorisce l’aumento di grasso nei tessuti. L’uso di farmaci contenenti ormoni con il tempo può determinare il peggioramento del quadro lipodistrofico. 

     

    ALTERAZIONI A CARICO DEL CIRCOLO  All’interno delle vene passa il sangue che, carico di prodotti di rifiuto, ritorna al cuore. A livello degli arti inferiori alcuni fattori facilitano questo trasporto: la compressione muscolare, l’elasticità dei vasi stessi e la presenza di valvole lungo il decorso dei vasi che impediscono il riflusso del sangue. Quando subentrano condizioni che interferiscono sul funzionamento di questa serie di fattori, si determina un rallentamento del circolo sanguigno, una stasi e, sono le premesse per l’insorgenza della cellulite. La microcircolazione assicura la nutrizione degli adipociti e la regolare diffusione delle molecole di grasso; se fattori diversi interferiscono con il corretto funzionamento dell’unità costituita da circolo e tessuti, si verifica anche il peggioramento del quadro cellulitico. 

     

    STRESS  La vita frenetica e tutte le cattive abitudini che l’accompagnano, come l’abuso di fumo caffè, modificazioni repentine dei bioritmi, scarso riposo notturno sono tutte condizioni che, associandosi ad altri fattori, contribuiscono a determinare l’insorgenza della cellulite. Lo stress provoca tutta una serie di influenze su psiche e corpo e stimoli continui e non più equilibrati tra di loro che travolgono l’ipotalamo, cioè la parte del sistema nervoso centrale che dirige tutto il nostro organismo. 

     

    CALZATURE E VESTIARIO  L'uso di scarpe inadatte, o tacchi troppo alti, costringono il piede ad una posizione innaturale, determinando un sovraccarico per l’avampiede; calzature che hanno la punta troppo stretta e rigida possono arrivare a deformare la forma del piede. Ecco che con il tempo si formano cuscinetti cellulitici a livello delle caviglie e cellulite diffusa e dura ai polpacci. 
    I vestiti che comportano dei problemi sono quelli troppo stretti, che comprimono eccessivamente. Indumenti intimi attillati ostacolano sia la circolazione linfatica che sanguigna, così pure elastici stretti, jeans aderentissimi o body troppo compressivi. Tutti i capi di vestiario che hanno un bordo rigido e stretto alla radice della gamba sono all’origine dell’insorgenza di una cellulite molle inguinale e degli inestetici cuscinetti alle cosce. Talvolta anche la spallina del reggiseno, soprattutto quando è troppo tirata e stretta, può essere un ostacolo alla perfetta circolazione della spalla e del braccio ed essere causa di cellulite a livello del deltoide e dell’ascella. 

     

    POSTURA E COLONNA VERTEBRALE Bisogna cercare di non alterare la curva fisiologica della colonna vertebrale, per esempio camminando con scarpe con tacchi troppo alti, perché ogni sua modificazione causa tutta una serie di problemi. Le situazioni che comportano una variazione della curvatura fisiologica, oltre a causare vari disturbi anche gravi, possono favorire la manifestazione di cellulite. Un aumento del volume addominale, per esempio in gravidanza, agisce sul rachide e causa un rallentamento della circolazione venosa dalle gambe verso il centro, per la compressione esercitata sui vasi iliaci; la conseguente stasi circolatoria contribuisce all’insorgenza della cellulite. Anche l’obesità predispone alla cellulite, a causa della riduzione dell’attività respiratoria che determina; il diaframma, che è un importante muscolo coinvolto nella respirazione, non riesce ad espandere l’addome obeso, ricco di grasso viscerale e sottocutaneo e da questo derivano effetti negativi sulla ossigenazione dei tessuti e sui meccanismi di eliminazione di scorie metaboliche. La cellulite è una condizione in cui il rapporto tra adipe e microcircolo è basilare; perciò facilmente una scarsa capacità respiratoria, una cattiva ossigenazione che causano ipossia tissutale e rallentamento nell’eliminazione delle scorie metaboliche, possono scatenare la sua insorgenza. La postura e suoi eventuali difetti agisce sulla malattia cellulitica in vari modi. Stare troppo tempo seduti, con le gambe sempre accavallate, crea un ostacolo per il corretto circolo venoso e linfatico. Mantenere la stazione eretta e fissa, senza camminare, come succede in alcune condizioni lavorative, determina conseguenze negative sulla circolazione venosa e linfatica.

     

     

    RIMEDI CONTRO LA CELLULITE  MASSAGGIO  Uno dei mezzi classici di intervento è il massaggio, che si dimostra valido per il suo effetto di stimolazione sulla circolazione sanguigna distrettuale, per il miglioramento del trofismo cutaneo e dell’ossigenazione cellulare. Deve essere eseguito da un esperto, perché altrimenti si possono causare danni. Un abbinamento ottimo è quello di fare sedute di massaggio classico, due alla settimana per un mese, e il linfodrenaggio. Questa tecnica è in grado di liberare i tessuti cellulitici da liquidi in eccesso e dalle tossine che ristagnano, facilitando il drenaggio verso i vasi linfatici e le stazioni ghiandolari annesse. Questo massaggio può essere praticato sia manualmente che meccanicamente. Il linfodrenaggio è molto efficace, ma deve essere eseguito da mani esperte e da operatori che conoscano profondamente le vie linfatiche organiche. Con questo massaggio si ottiene immediatamente una riduzione della circoferenza della zona trattata e la pelle assume un colorito roseo dovuto alla migliore ossigenazione.   

    IDROMASSAGGIO Può essere utile come prevenzione della cellulite o come attacco in fase iniziale. Il concetto di base è quello di sfruttare l’azione meccanica della pressione dell’acqua alla quale sono aggiunti sostanze terapeuticamente attive. Il getto d’acqua, che può essere sulfurea, salsobromoiodica o altro, deve essere posizionato in modo adeguato per ottenere un’azione di spremitura sui vasi venosi e linfatici e, quindi, un miglioramento dell’ossigenazione cellulare. Se praticata in centri termali, da personale medico specializzato, l'idromassaggio dà i migliori risultati. Talvolta all’acqua viene addizionato ozono, prodotto da un apposito apparecchio. Questo a contatto con l’acqua produce ossigeno capace di penetrare nella cute fino a livello dell’ipoderma. Questa terapia ha un’efficacia specialmente antinfiammatoria e vasoattiva. Migliora il funzionamento delle vene periferiche ed agisce sui cuscinetti di cellulite. Questi bagni, della durata di circa 30 minuti, vengono fatti in centri specializzati. 

     ELETTROLIPOLISI Questa recente terapia è particolarmente efficace nei casi di adiposità localizzata e di cellulite (pannicolopatia edemato-fibrosa). Vengono usate correnti a basso voltaggio e amperaggio che, condotte ai tessuti grazie ad aghi elettrodo, agiscono sull’unità microvascolare della zona interessata. L’elettrolipolisi migliora in modo significativo il trofismo delle zone affette da cellulite e determina una riduzione delle circonferenze e delle pliche sottocutanee.  Durante la gravidanza o in presenza di varici, non è possibile effettuare questa pratica. In genere il ciclo d’attacco comprende una decina di sedute a frequenza settimanale della durata di circa un’ora e il trattamento è quasi indolore. Soddisfacente è il rimodellamento del corpo che si ottiene alla fine della cura.   MESOTERAPIA  La mesoterapia si basa sulla iniezione di un insieme di farmaci, a dosi molto piccole, mediante aghi sottili applicati a multiniettori. Questi strumenti possono avere da 3 a 18 aghi posizionati in modo lineare o circolare, lunghi più o meno 4 mm. Soltanto il medico decide quale usare per poter evitare traumi o la formazione di ematomi, specialmente quando la superficie da trattare non è piana. E’ importante la scelta dei farmaci da utilizzare, perché variano a secondo dei tipi di cellulite. Deve perciò essere effettuata una diagnosi accurata e bisogna che si accerti che la paziente non soffra di allergie più o meno gravi. La mesoterapia è indolore e non occorre praticare anestesia. Il ciclo di cura comprende da 8 a 15 sedute con frequenza settimanale, seguito da una di mantenimento mensile. Associando questa tecnica al linfodrenaggio e alla laser-terapia si ottengono dei buoni risultati.
     LASER-TERAPIA  Il laser agisce sull’unità microvascolo-tissutale, migliora l’ossigenazione e lo scambio intra ed extracellulare. Questo metodo è particolarmente indicato nei casi di cellulite molle ed edematosa e come preparazione dei tessuti verso altri eventuali interventi. Non ha controindicazioni e nessun effetto collaterale, inoltre non è doloroso.   IONOFORESI  Il metodo utilizza corrente elettrica debole e a basso voltaggio per convogliare dei farmaci specifici nel tessuto. Si determina una differenza di potenziale tra il punto di entrata e quello di uscita della corrente e questo veicola le sostanze ionizzate nel verso della loro carica positiva o negativa. Si usano diversi tipi di farmaci: l’aminofillina, che agisce sul metaboilismo dei grassi, la carnitina, l’escina, per il suo effetto antinfiammatorio, antiedematoso e vasoprotettivo e altri. Soltanto il medico può eseguire la terapia e scegliere le sostanze più adatte al caso per poter evitare effetti collaterali spiacevoli. Uno svantaggio della ionoforesi è quello di non poter definire con certezza quanto farmaco va realmente ad agire sulla zona da trattare questa è la ragione per cui oggi non viene utilizzata molto e si preferisce eseguire la mesoterapia. Generalmente la ionoforesi viene usata per migliorare i risultati ottenuti con altre metodiche.   

    ULTRASUONOTERAPIA  Gli ultrasuoni sono delle vibrazioni con una lunghezza d’onda che l’orecchio umano non è capace di rilevare. Le vibrazioni attraversano i tessuti e determinano fenomeni: 

    - chimici, perché le vibrazioni aumentano la permeabilità della membrana cellulare con conseguente stimolo dei processi metabolici

    - umorali e di diffusione cellulare

    - meccanici, per l’indebolimento che l’ultrasuono subisce nell’impatto con i tessuti

    -termici, perché quando la vibrazione attraversa il tessuto la sua energia si trasforma in parte in calore. 
    Questa terapia viene utilizzata perché è capace di rompere il tessuto fibrotico presente che ostacola la circolazione sia ematica che linfatica. Gli ultrasuoni, sconsigliabili in presenza di varici, di capillari evidenti o di cardiopatie, favoriscono l’assorbimento di farmaci a livello cutaneo, richiamano il sangue nella zona trattata, stimolano la circolazione linfatica e bruciano i trigliceridi accumulati nelle cellule. In genere sono sufficienti 4-8 sedute, talvolta, nei casi più persistenti, ne occorrono anche 10 o 20.   PRESSOTERAPIA  La pressoterapia è particolarmente indicata quando, oltre alla cellulite, è presente un quadro patologico più importante caratterizzato da edema delle gambe, parestesie, dolori, cute violacea e insufficienza venosa e linfatica. La seduta dura circa 45 minuti ed è molto rilassante per la paziente, che infila ogni gamba dentro a un manicotto collegato ad un apparecchio elettrico, che introduce aria ad una pressione variabile fino ad ottenere una pressione graduata sui vasi sanguigni e una diminuzione del senso di pesantezza degli arti. Il risultato si ottiene solo nei casi di cellulite iniziale e dopo 2 o 3 cicli di cura ed è opportuno associare questa pratica con altre come il linfodrenaggio manuale o la ionoforesi. Controindicata nei soggetti affetti da insufficienza cardiaca, da tromboflebite o problemi respiratori e renali.   OZONOTERAPIA  Viene usata in campo medico per affrontare problemi di diversa natura e, tra questi, anche la cellulite. L’ozono ha diversi meccanismi d’azione: reagisce con gli acidi grassi insaturi facendoli diventare facilmente eliminabili; agisce sui fosfolipidi della membrana cellulare dei globuli rossi determinando un aumento della carica negativa e un rilasciamento della struttura molecolare con conseguente aumento della viscosità del sangue e un miglioramento del quadro clinico; determina una migliore ossigenazione in quei tessuti in cui questa è carente, come quelli colpiti da cellulite. Sono necessarie da 10 a 20 sedute o settimanali o quindicinali, inoltre il medico può ritenere opportuno eseguire sedute di mantenimento nell’arco dell’anno per ottenere un miglioramento generale della circolazione venosa e linfatica. Sovente si associa anche la laser-terapia, che, migliorando l’edema locale, favorisce l’azione vasoattiva dell'ozonoterapia.   LIPOASPIRAZIONE E LIPOSCULTURA  La lipoaspirazione è un intervento di chirurgia estetica che, con piccole incisioni sulla parte da trattare e aspirando l’adipe in eccesso attraverso particolari cannule collegate ad apparecchi aspiranti, ottiene il risultato di modellare le zone in cui sono presenti adiposità o cellulite localizzata. Questo intervento richiede un ricovero in ospedale di 2 o 3 giorni e determina la successiva formazione di ematomi risolvibile in 2 settimane. 
    La liposcultura è un intervento eseguito in anestesia locale in cui si praticano incisioni piccole, quasi invisibili e dove si chiede la collaborazione della donna, che assume posizioni diverse a seconda della richiesta del chirurgo, proprio per permettere un migliore rimodellamento del corpo. Non richiede degenza ospedalira, può essere eseguita in ambulatorio specializzato o in day-hospital, inoltre i microematomi che si formano si risolvono rapidamente. Entrambe gli interventi richiedono che la paziente si fasci con apposite fasciature elastiche per una settimana e porti, in seguito, calze o guaine elastiche. Il risultato finale si evidenzia dopo circa 3 o 4 mesi, quando si è risolto completamente l’edema. Per facilitare la scomparsa del gonfiore locale, vengono eseguiti cicli di linfodrenaggio o di laserterapia. 
    Esistono alcune controindicazioni a questi interventi: una cute poco elastica, non più tonica e incapace di modellarsi ai tessuti svuotati dal grasso non è operabile così come non è possibile intervenire nei casi di insufficienza venosa, caratterizzata da varici marcate. Da tenere presente che, come per qualunque intervento chirurgico, anche in questi casi esistono rischi e complicazioni specialmente dovute all’anestesia generale. Di importanza fondamentale sono la capacità e la serietà del chirurgo.  

    PRODOTTI COSMETICI Questi prodotti non rappresentano certo la soluzione del problema, ma sono in grado di migliorare i tessuti e di preparare le zone colpite a interventi medici d’attacco. I risultati migliori si ottengono quando si associano i prodotti cosmetici con interventi medici come la ionoforesi, l’elettrolipolisi o altri.

     ALIMENTAZIONE La prevenzione inizia sulla tavola e qualsiasi trattamento è destinato a dare risultati modesti se non lo si associa ad uno stile di vita sano e se non si rivedono le abitudini alimentari.Un'alimentazione equilibrata ed adeguata fa sì che pesantezza, gonfiori degli arti e cellulite, causati da un rallentamento del circolo venoso, possano essere prevenuti e curati.Stipsi e ritenzione idrica sono, infatti, due tipici segnali di insufficiente e scorretto esercizio fisico associato ad una alimentazione disordinata. E' necessario quindi orientare le abitudini alimentari verso un regime disintossicante, equilibrato, facilmente digeribile e, se necessario, ipocalorico.Nello scegliere gli alimenti da consumare nella dieta bisogna fare attenzione a quelli che favoriscono il ristagno e gonfiano i tessuti. Il sodio per esempio trattiene i liquidi che, accumulandosi negli interstizi tra le cellule, ostacolano la circolazione: rinunciare ad un po’ di sale non significa necessariamente fare a meno dei sapori, perché può essere egregiamente sostituito da aromi da cucina.Da prendere seriamente in considerazione è l'assunzione giornaliera di acqua: è sempre consigliabile consumarne molta; un litro e mezzo è la quantità minima da assumere ogni giorno per permettere una buona diuresi e un'eliminazione ottimale delle sostanze tossiche e di rifiuto.

    Da bandire gli eccessi di alimenti che affaticano il fegato, impedendogli di svolgere la sua azione "depuratrice" (caffè, cioccolato, bevande alcoliche, fritture, ecc.); preferire invece alimenti ad alto contenuto di fibre (che favoriscono il transito intestinale e l'evacuazione delle scorie alimentari, riducendo l'assorbimento di zuccheri e grassi), di vitamina C, vitamina E e potassio, capace di contrastare il sodio. I bioflavonoidi poi, di cui sono ricchi i frutti di bosco e sottobosco, sono dei veri alleati per una buona microcircolazione.

     ATTIVITà FISICA Non solo a tavola ci si tiene in salute e si prevengono pesantezza, disturbi e inestetismi. Oltre che per il benessere l’attività fisica ha degli importanti risvolti anche per il lato estetico, il “bell’essere”; per questo è fondamentale avere una corretta percezione dello schema corporeo e sentirsi maggiormente consapevoli del proprio corpo. Per esempio muoversi agilmente, avere un bel portamento, essere eleganti nelle azioni e nei gesti e stare nella corretta postura è in  relazione alla quantità di moto che facciamo.

    Funzionalmente sia in via preventiva che terapeutica nei riguardi della cellulite l’attività fisica è essenziale perché oltre a servire ad incrementare la combustione dei grassi aiuta anche a tonificare i muscoli ed a stimolare e migliorare la circolazione periferica.

    È fondamentale però saper scegliere il tipo di attività fisica più adatta alle necessità individuali; sono consigliabili comunque attività di tipo aerobico che migliorano la microcircolazione,  l'ossigenazione dei tessuti e mobilita i depositi di grasso.

    Camminare ad una certa intensità all’aria aperta o sul tapis roulant per esempio fa bene, perché:

    -  i muscoli interessati nella deambulazione fungono da pompa che contribuisce a spingere il sangue e la linfa verso l’alto, impedendo così un’eventuale stasi;

    - migliora la funzionalità del sistema circolatorio e la capillarizzazione locale, quindi il microcircolo a livello dei muscoli interessati nella camminata;

    - migliora il metabolismo dei grassi che vengono usati come “benzina” per la deambulazione;

    - migliora il trofismo dei muscoli e quindi la tonicità dei muscoli impiegati nella camminata.

    È importantissimo inoltre programmare allenamenti in palestra con le macchine isotoniche per:

    - prevenire la cellulite e l’ipotonia muscolare tipica della sedentarietà;

    - per migliorare il tono muscolare globale e la postura;

    - per lavorare in maniera più specifica e mirata nei muscoli sottostanti le zone colpite da cellulite in modo da dare alla regione un’aspetto più tonico ed equilibrato.

       

    Il nostro corpo non è nato per mangiare schifezze e restare nell’immobilità……quindi che voi abbiate la cellulite oppure no non importa…. non ci resta che mangiare bene ed allenarci!

      

     

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  • Come scegliere i cibi che apportano carboidrati sulla base dell'indice glicemico

    Gli spaghetti al dente hanno un basso indice glicemico

    E' fondamentale imparare a mangiare in modo salutare e farne una regola di vita.

    Ci sono ormai moltissimi studi che evidenziano che elevati livelli di insulina sono in relazione con un aumento di tumori e con l'accumulo di grasso, che a sua volta aumenta il rischio di alcuni tumori.

    I carboidrati sono la nostra benzina e si chiamano anche zuccheri o glucidi. La loro funzione principale è portare all'organismo glucosio, il mattoncino base che costituisce i carboidrati, il quale bruciando ci fornisce l'energia per vivere. L'indice glicemico di un alimento invece indica la velocità con cui si innalzano i livelli di glucosio nel sangue dopo l'ingestione dell'alimento mangiato.

    Quando ci nutriamo di cereali integrali, frutta, verdura e legumi i loro zuccheri ci mettono più tempo prima di far innalzare il livello di glucosio nel sangue; mentre col pane bianco, le farine bianche, le patate, i corn flakes e tutti i dolci in genere, soprattutto quelli industriali, il glucosio è praticamente disponibile subito, e in abbondanza, causando un cosiddetto "picco glicemico".

    Quando il glucosio entra nell'organismo e inizia a circolare nel sangue, il pancreas inizia a produrre ed a mandargli al seguito un ormone chiamato insulina, che lo marca stretto finchè il glucosio non sia entrato nella cellula dove verrà bruciato, in modo che si abbassa la glicemia nel sangue. In situazioni normali il pancreas produce l'insulina nella quantità giusta per abbassare il livello di glucosio presente al momento nel sangue. Ma se si prende l'abitudine di mangiare spesso cibi ad alto indice glicemico, il pancreas, a forza di produrre troppa insulina per abbassare il glucosio, "impazzisce" e continua con questa superproduzione, che ci sia tanto o poco glucosio in circolo.  Numerosi studi hanno dimostrato che la superproduzione di insulina innesca dei processi metabolici che dopo il pasto fanno immagazzinare in modo anomalo una parte dei grassi assunti; i grassi che in situazioni normali vengono destinati ad essere bruciati con questa superproduzione di insulina sono destinati ad aumentare il tessuto adiposo, quindi ad ingrassare.

    L'eccesso di glucosio e quindi di alimenti contenenti zuccheri fa innalzare in modo anomalo l'insulina, situazione che può essere pericolosa anche per un altro fenomeno, la "resistenza insulinica". In questo caso le cellule non sono più in grado di catturare il glucosio dal sangue in quanto l'eccesso di insulina al quale sono state per molto tempo sottoposte ha "ucciso" tutti i loro recettori, essenziali per far entrare il glucosio nella cellula. In questo caso si innesca un circolo vizioso dove i livelli di glucosio nel sangue sono costantemente alti, il pancreas lavora a cottimo per tentar di abbassare la glicemia ma le cellule a causa della resistenza insulinica sono costantemente a secco di glucosio e segnalano contemporaneamente al cervello che hanno bisogno di zucchero e che quindi stimola la persona a mangiar ancor di più cibi ricchi di carboidrati.

    Come ciliegina sulla torta, tutto questo glucosio vagabondo e fannullone deve essere eliminato dall'organismo con acqua, così si continua a fare pipi e si ha sempre sete. Un disastro che alla fine può portare al diabete di tipo due, una condizione in cui l'insulina è presente ma non riesce a svolgere il suo ruolo di far entrare il glucosio nelle cellule.

    Studi epidemiologici hanno inoltre dimostrato come la troppa produzione di insulina è correlata anche al tumore alla mammella. L'insulina infatti fa aumentare la produzione ovarica di androgeni, ormoni sessuali maschili che si trasformano poi in estrogeni; le donne che hanno alti livelli di androgeni nel sangue si ammalano più facilmente di tumore alla mammella.

     

     

    Alcuni suggerimenti pratici per la scelta dei cibi che apportano carboidrati

    È importante che venga data la preferenza a certi cibi piuttosto che ad altri. I carboidrati determinano l'innalzamento del livello di glucosio nel sangue, ma è bene che tale innalzamento non sia mai eccessivo. Ci sono alcuni alimenti che determinano alti livelli di glicemia; questi alimenti vengono detti ad "alto indice glicemico" e sono perciò sconsigliati.

    Fra i cibi ricchi di carboidrati, ecco quali vanno preferiti, quali vanno assunti in quantità contenuta, o, infine, quali vanno evitati il più possibile. La scelta tiene conto soprattutto dell'indice glicemico, dell'aumento che, quindi, tali cibi determinano sui tassi nel sangue di glucosio (glicemia) e dell'insulina (insulinemia).

     

    Sono da preferire:

    • tutti i tipi di verdura (tranne la la barbabietola e la carota cotta)
    • tutti i tipi di frutta, alcuni tipi di frutta secca (tranne i datteri)
    • tutti i tipi di legumi
    • l'orzo, l'avena, il farro, il miglio e la pasta al dente

     

    Si devono consumare in quantità limitata:

    • cibi a base di farine raffinate (il pane bianco, i grissini, i crakers, le fette biscottate, le focacce, la pizza...)
    • la polenta
    • il riso, la pasta ben cotta
    • i succhi di frutta industriali
    • i tipi di frutta e di verdura indicati prima

     

    Sono da evitare:

    • bevande dolci (coca-cola, aranciate, chinotti, tè freddo etc..)
    • cibi con molto zucchero aggiunto (dolci, torrone, merendine e snack, brioche, biscotti, marmellate
    • bevande alcoliche (vino, birra, long drink...)

     

    Dal momento che è l'insieme del pasto a determinare l'indice glicemico, più che il singolo alimento, se si mangia un piatto di verdura, una porzione di legumi, una porzione di pesce e un dolce si avrà un indice glicemico inferiore a quello di un'unica porzione di dolce raffinato; anche il pane bianco è ad alto indice glicemico, ma con molta verdura, legumi e un po' di prosciutto il suo indice glicemico sarà più basso.

    Ecco altri consigli pratici:

    1. sono soprattutto sono le fibre a rallentare il rilascio di glucosio quindi mai risparmiare sulla verdura!...ma anche le proteine e i grassi contribuiscono alla complessità e alla lunghezza della digestione abbassando l'indice glicemico del pasto e per questo è essenziale che si faccia sempre un pasto completo
    2. Occorre ridurre i dolcificanti a cominciare dallo zucchero. Meglio ridurlo gradualmente fino ad abolirlo, compreso quello di canna, lo stesso vale per il miele in tutte le bevande. In ogni caso il prodotto migliore per dolcificare è la frutta: nei dolci per esempio sono sufficienti mele, pere e frutta secca
    3. Il prodotto raffinato più usato è la farina di grano tenero con cui si fa il comune pane bianco: meglio sostituirlo con pane integrale preparato con farina ottenuta macinando il chicco integro, possibilmente biologico. Il pane integrale in vendita nelle comuni panetterie è in genere fatto con farina bianca a cui è stata aggiunta la crusca, ma non ha certo tutto il valore nutrizionale del pane integrale vero

     Qui potete trovare la lista di tutti gli indici glicemici degli alimenti che mangiamo

    Ricordiamoci però che per dimagrire e restare in forma è fondamentale praticare costantemente attività fisica; il cibo rappresenta la "benzina" per il nostro organismo...ma se non accendiamo il "motore" con l'attività fisica anche il miglior regime nutrizionale non ci porterà mai al miglior stato di salute.

     

    L'uomo non è stata creato per stare nell'immobilità quindi.... continuiamo ad allenarci!

     

     

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  • Lo sport è meglio del viagra

    Cialis, Viagra, Levitra, i più famosi farmaci per l'impotenza 

    Vi riporto una ricerca da poco pubblicata che rappresenta uno dei tanti studi scientifici che evidenzia l'importanza di uno stile di vita sano e fisicamente attivo per la prevenzione delle disfunzioni erettili.

    "A PROSPECTIVE STUDY OF RISK FACTORS FOR ERECTILE DISFUNCTION  J Urol. 2006 Jul;176(1):217-21

    Bacon CG; Mittleman MA, Kawachi I, Giovannucci E, Glasser DB, Rimm EB.

    Department of Nutrition, Harvard School of Public Health, Channing Laboratory, 665 Huntington Avenue, Boston, MA 02115, USA.

    PURPOSE: We examined the impact of obesity, physical activity, alcohol use and smoking on the development of erectile dysfunction.

    MATERIALS AND METHODS: Subjects included 22,086 United States men 40 to 75 years old in the Health Professionals Followup Study cohort who were asked to rate their erectile function for multiple periods on a questionnaire mailed in 2000. Men who reported good or very good erectile function and no major chronic disease before 1986 were included in the analyses.

    RESULTS: Of men who were healthy and had good or very good erectile function before 1986, 17.7% reported incident erectile dysfunction during the 14-year followup. Obesity (multivariate relative risk 1.9, 95% CI 1.6-2.2 compared to men of ideal weight in 1986) and smoking (RR 1.5, 95% CI 1.3-1.7) in 1986 were associated with an increased risk of erectile dysfunction, while physical activity (RR 0.7, 95% CI 0.7-0.8 comparing highest to lowest quintile of physical activity) was associated with a decreased risk of erectile dysfunction. For men in whom prostate cancer developed during followup, smoking (RR 1.4, 95% CI 1.0-1.9) was the only lifestyle factor associated with erectile dysfunction.

    CONCLUSIONS: Reducing the risk of erectile dysfunction may be a useful and to this point unexploited motivation for men to engage in health promoting behaviors. We found that obesity and smoking were positively associated, and physical activity was inversely associated with the risk of erectile dysfunction developing."

    Le disfunzioni erettili rappresentano un grosso problema per coloro che ne sono affetti in quanto colpiscono la persona nella loro più profonda intimità.L'industria farmaceutica si è ingegnata mettendo sul mercato farmaci (Viagra, Cialis etc..) in grado di migliorare l'erezione anche in presenza di disfunzioni conclamate.

    Con i farmaci si risolve il problema ma di certo non la causa che l'ha generato.Sempre più nella società moderna stili di vita sbagliati, sedentarietà e cattive abitudini alimentari sono la causa di tutti i nostri mali.

    Ancora una volta la scienza conferma il fatto che sono i nostri comportamenti i maggiori determinati dei problemi che ci affliggono; ed ecco infatti spuntare di nuovo il fumo e l'obesità anche in ciò che riguarda la probabilità di andare incontro a problemi di erezione.

    Spero che questo serva a motivare molti uomini a modificare i loro stili di vita. La prevenzione rappresenta il miglior modo per essere in salute ed avere una florida vita sessuale anche con l'avanzare dell'età.

    Occorre essere coscienti che quello che facciamo oggi ha sempre un risvolto nel domani...

     

     

    Ma qual è l'allenamento migliore per prevenire l'impotenza?

    Per migliore la funzionalità dell'apparato cardiocircolatorio e mantenere le arterie "pulite" sono preferibili gli sport aerobici, come corsa, nuoto, ciclismo, praticati a ritmi moderati, ovvero a un ritmo che permette di non andare in affanno e di parlare con un compagno, e per tempi compresi fra trenta-quarantacinque di minuti. Non dimentichiamo, poi, che questo tipo di esercizio fisico aumenta anche la produzione di endorfine ed encefaline, due sostanze prodotte all'interno del nostro organismo che hanno attività simile a quella della morfina. Per ottimizzare le «performance sessuali» sono però molto utili anche gli esercizi che sviluppano elasticità (stretching) e forza (body building).  E' stato, infatti, dimostrato che la pesistica aumenta i livelli di testosterone, l'ormone che influenza qualità e quantità dello sperma prodotto, che regola il desiderio, l'erezione e la soddisfazione sessuale. Un ormone che, a partire dai 30 anni subisce un lento declino: se ne perde circa l'1% ogni 12 mesi.

    Ma oltre all'esercizio fisico è importante anche l'alimentazione: quindi anzichè mangiar schifezze derivanti da complesse elaborazioni industriali nutritevi con tanta verdura, frutta, delle carni magre, del pesce, dei latticini magri, dei legumi e dei cereali integrali...

    Non fumate, in questo modo oltre che alla vostra virilità fate del male anche alla salute di chi vi stà intorno...

    E soprattutto se desiderate rimaner uomini per tutta la vita e volete evitar di investire tutti i vostri risparmi in Cialis e Viagra smettete di star seduti davanti al computer od a guardare la Tv e muovetevi ed niziate ad allenarvi...  il sesso è l'attività fisica più piacevole che la vita ci offre... ma per farlo bene e non avere problemi occorre essere in salute ed in forma per tutta la vita!

    Ed ancora una volta un motivo in più per augurare buon allenamento a tutti...

     

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  • Personal Trainer d'Italia dell'anno 2006

    Martedì 5 dicembre 2006 è un giorno da ricordare....

    Ho la gioia di comunicarvi che sono stato riconosciuto con il titolo di Personal Trainer Virgin Active Italia dell'anno 2006.

     

     

    Foto relativa al momento della premiazione. Da sinistra verso destra: Luca Valotta (President and Managing Director of Virgin Active Italia S.P.A) Marco Schiavetta (BCM of Virgin Active Italia S.P.A) Alberto Fatticcioni (Personal Trainer of the Year 2006), Stefano Storti (National Fitness Manager of Virgin Active Italia S.P.A)  

    Il piacere è immenso. Essere premiato in un contesto di elevato livello come Virgin Active, che in Italia conta quasi 200 trainer e che è caratterizzato da un'eccelsa qualità nel settore Personal Training rappresenta un traguardo professionale importante.

    Ma la voglia di crescere, di lavorare bene e di continuare a stupire è tanta.

    Ringrazio Virgin Active per avermi dato la possibilità di mettermi alla prova nell'azienda del wellness più importante in Italia; un plauso va anche a tutto lo staff del club di Firenze che in questo anno di duro lavoro trasmettendomi affetto e sicurezza mi ha permesso di operare al meglio delle mie potenzialità.

    Rendo lode infine agli artefici del mio successo: un abbraccio caloroso va a tutti coloro che in questo anno 2006 hanno lavorato insieme a me e si sono impegnati con volontà nel voler raggiungere i loro obiettivi riempiendomi di soddifazioni.

    Son sicuro che il 2007 sarà per tutti noi un anno ancora più ricco di soddisfazioni....

    ....qualunque cosa noi facciamo con passione andiamo avanti...cerchiamo di farla nel miglior modo possibile... solo volendo ciò che si fa si riusciremo a godere pienamente delle proprie soddisfazioni!

    Siamo nati per crescere... per evolverci.....non vi dimenticate, chi si ferma è perduto.... quindi ..... CONTINUIAMO AD ALLENARCI!

     

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  • Fra scienza ed arte....

    La scienza dell’allenamento è prassi prima di essere teoria, prima di essere una scienza; è un’arte vera e propria poiché l’allenatore si pone delle domande, poi agisce creando ed inventando il nuovo.

     

    Iniziando da questo presupposto si comprende come tutti coloro che lavorano con e per l’uomo devono avere una forma mentis senza limitazioni, ampia ed aperta al nuovo. Questo non significa rinnegare la scienza o metterla in secondo piano, anzi,  le evidenze scientifiche rappresentano la base dalla quale partire nell'operare con e per l'uomo. Però non si deve cadere nell'utopia scientifica pensando che ogni cosa fatta rispettando un protocollo validato sia la cosa migliore ed il massimo che si può fare.

     

    L'allenamento rappresenta un processo non-deterministico; ci sono delle linee guida ma non esistono dogmi, il modus operandi metodologico è caratterizzato dalla libertà di scelta dell'allenatore.

     

    Sempre si può far di più; e la complessità che caratterizza ogni essere umano va consapevolizzata. Complessità che occorre conoscere, non per temerla o per rinunciarvi, solo per non eluderla. Non vi sono altre strade: passa dalla conoscenza e dal rispetto della complessità "dell'universo uomo" la strada che porta al raggiungimento degli obiettivi.

     

    Per l'essenza della disciplina nella quale opera l’allenatore sperimenta tutti i giorni l’incertezza del suo sapere e giornalmente fa i conti con le conoscenze che non possiede ma che deve trovare, spesso da solo, perché forse nemmeno altri le possiedono… perché ogni persona con la quale si confronta è un mondo a se, un meraviglioso universo complesso da studiare, da tentar di capire, da voler stimolare.

     

    La crescita, il raggiungimento di un obiettivo, la vittoria è sempre dell’individuo che l’ha realizzata; è esso stesso l’artefice del suo cambiamento. L’allenatore è “solo” un catalizzatore, un potenziatore, un’archeologo di esigenze intime da riscoprire, da togliere da sepoltura, da far riaffiorare, da spolverare, da riportare alla luce e farle ritornare alla loro originale bellezza.

      Non vi sono altre strade che la ricerca giornaliera di soluzioni ai problemi... cercherò di fare il massimo per ognuno che lavorerà insieme a me... ma intanto muoviamoci... non passiamo troppo tempo davanti al computer... il nostro corpo non è stato creato per sostare nell'immobilità....muovetevi, perchè già dopo un solo allenamento se ben strutturato e proposto, si è diversi, si è migliori!

     

     

    Buon allenamento a tutti!

     

     

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Alberto Fatticcioni - Personal Trainer - Firenze
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